Diocesi
Diocesi della Romagna. Le coordinate per un percorso condiviso. Al centro la formazione
Nominati i coordinatori per ogni area pastorale che dovranno mettere a punto un progetto per maggio 2027. Tra loro, per la Comunicazione, il direttore del nostro giornale, Francesco Zanotti. Resa stabile la commissione interdiocesana che guiderà i processi
Sabato scorso, nel seminario di Faenza, si è svolto l’incontro interdiocesano tra i direttori degli Uffici pastorali delle cinque diocesi della Romagna che hanno deciso di camminare insieme. Al centro un documento firmato e condiviso dai vescovi di Cesena-Sarsina, Faenza-Modigliana, Forlì, Imola e Ravenna-Cervia che traccia vie concrete di coprogettazione della pastorale.
L’incontro interdiocesano di sabato scorso a Faenza
«Noi qui siamo un’attuazione del cammino sinodale delle Chiese in Italia, sul nostro territorio». Inquadra così l’arcivescovo di Ravenna-Cervia, monsignor Lorenzo Ghizzoni, l’esperienza del cammino condiviso di cinque diocesi romagnole (Cesena-Sarsina, Faenza-Modigliana, Forlì-Bertinoro, Imola e Ravenna-Cervia) avviato lo scorso ottobre, che sabato scorso ha avuto un altro punto di snodo, con la condivisione di un progetto condiviso e l’individuazione di dieci coordinatori per altrettante aree pastorali.
Il documento condiviso dai vescovi: al centro l’annuncio e la testimonianza del Vangelo su queste terre
I direttori degli Uffici pastorali delle cinque diocesi si sono ritrovati sabato scorso in assemblea nel seminario di Faenza per una mattinata di confronto sul documento firmato e condiviso dai vescovi, presenti anche loro, sulla progettazione di percorsi per il prossimo futuro. «Non siamo chiese bloccate nelle difficoltà dell’evangelizzazione – ha monsignor Ghizzoni – stiamo camminando e vogliamo continuare a farlo insieme, non per sopravvivere, ma per trovare strade nuove per l’evangelizzazione delle nostre terre». Questo l’obiettivo del percorso e del documento presentato: l’annuncio e la testimonianza del vangelo su un territorio «che oggi non può dare per scontato la fede in Gesù Cristo», con uno stile sinodale e missionario.
Le coordinate teologiche
Il documento individua le “coordinate teologiche” entro le quali camminare (ascolto delle persone, centralità della vita liturgica, carità come “dimensione costitutiva” dell’essere cristiani, corresponsabilità tra clero e laici). Alle quali l’arcivescovo di Ravenna ha aggiunto un’analisi del contesto italiano alla luce dei lavori dell’assemblea della Cei della scorsa settimana, nella quale, ha detto, «abbiamo visto una bella corrispondenza tra le scelte dei vescovi sulle priorità per i prossimi anni e quelle del documento finale del cammino sinodale». L’assemblea ha affrontato anche il tema della riforma della Cei, in un parallelismo interessante con il percorso avviato dalle diocesi romagnole. «È lo Spirito di Dio che porta avanti la vita della Chiesa e delle Chiese in Italia e nel mondo – ha concluso -. Lui lavorerà con noi, al nostro fianco e più efficacemente di noi».
La parola al centro: formazione
A monsignor Michele Morandi, vescovo eletto di Faenza- Modigliana, il compito di illustrare le questioni di fondo individuate dai vescovi e le indicazioni concrete per affrontarle. Anzitutto viene istituita stabilmente una commissione interdiocesana composta dai cinque vicari generali e presieduta dall’arcivescovo di Ravenna coadiuvato dal vescovo di Faenza-Modigliana, «per coordinare, accompagnare, verificare il cammino condiviso». In capo a questa commissione il compito di elaborare percorsi formativi per il clero di tutte e cinque le diocesi, per i sacerdoti entro i 10 anni di ordinazione e i diaconi, un cammino condiviso per la formazione dei candidati ai ministeri istituiti. E inoltre, uno “studio” sul servizio di amministrazione del patrimonio ecclesiastico. La commissione dovrà anche verificare la possibilità e le modalità per una formazione comune degli insegnanti di religione e sostenere e ampliare quella degli operatori pastorali, con l’analisi dell’azione formativa dell’Issr di Forlì e delle scuole teologiche delle cinque diocesi.
La parola al centro di tutto il progetto è formazione, citata nel lavoro e nelle proposte di tutte le equipe di aree pastorali. Da qui la richiesta dei vescovi di organizzare incontri formativi per le equipe interdiocesane «per continuare l’approfondimento delle questioni attuali plasmando un ‘linguaggio’ comune per il confronto e un’elaborazione condivisa delle prospettive pastorali». Il documento chiede anche il coinvolgimento di movimenti e associazioni ecclesiali che saranno convocate in un tavolo interdiocesano «per elaborare possibilità di condivisione delle figure degli assistenti».
I coordinatori delle aree pastorali
Raccolte e rilanciate le proposte delle equipe pastorali che hanno lavorato nei due incontri interdiocesani di ottobre e gennaio. Nel documento presentato sabato i vescovi consegnano alle equipe interdiocesane composte da direttori e membri degli uffici pastorali delle cinque diocesi il compito di elaborare un progetto di collaborazione da consegnare alla commissione interdiocesana entro il primo maggio 2027. Per ogni gruppo è stato indicato un coordinatore che guiderà i lavori convocando direttori e membri delle equipe delle altre diocesi.
Di seguito l’elenco dei coordinatori: per la Catechesi, Emanuele Testi (Cesena-Sarsina); per la Liturgia don Antonello Caggiano Facchini (Imola), per la carità, Filippo Monari (Forlì-Bertinoro); per la Famiglia, Edo e Mirella Assirelli (Ravenna-Cervia); Giovani e Vocazione, don Andrea Carubia (Forlì-Bertinoro); Missio, migrantes ed ecumenismo, don Gabriele Tondini (Imola); Salute, Gian Antonio Bianchedi (Faenza-Modigliana); Società, lavoro, giustizia, ambiente, pace, Luciano di Buò (Ravenna-Cervia); per il Gruppo di lavoro sulla comunicazione della Chiesa, è stato indicato il direttore del nostro settimanale, Francesco Zanotti (Cesena-Sarsina).