Sarsina, Plautus Festival. Ecco l’edizione dei 70 anni

Si parte il 5 luglio. Teatro classico, musica e drammaturgia contemporanea. Il cartellone

La conferenza stampa

Con 14 date e altre due “Oltre il festival” il Plautus approda alla 70esima stagione, per la forza dell’amore di chi se ne cura (il Comune di Sarsina, che lo gestisce direttamente con tutte le complicanze e le burocrazie del caso), per la passione dei volontari, come gli autisti delle navette che d’inverno portano i bambini a scuola e d’estate i genitori a teatro, gli addetti al bar messi a disposizione dalle Misericordie e i soci della Pro loco che riordinano le sedie insieme agli assessori a fine spettacolo, e forse e soprattutto perché da sempre l’uomo, “disorientato e naufrago”, cerca e spesso trova nei Molière, nei Plauto, nei Sofocle, una trama per leggere la complessità del mondo.

Per questa ragione, hanno spiegato oggi in conferenza stampa, a Cesena presso la sala Pubblisole, presentando l’edizione 2026, il sindaco di Sarsina Enrico Cangini e il vicesindaco Filippo Collinelli supportati dai funzionari comunali, Giampaolo Bernabini e Annalisa Bernabini, il Plautus Festival “si riafferma con fierezza” mettendo in campo dal 5 luglio al 18 agosto, oltre ai testi immortali del teatro classico (uno dei pochi festival in Italia, a parte Siracusa, forse l’unico) e titoli della Commedia dell’arte e della drammaturgia contemporanea, anche opere rivolte ai piccoli, come Fiabel (10 luglio in piazzetta Lucio Pisone, tratto  dalle tre fiabe universali di Biancaneve, Cappuccetto rosso, Hansel e Gretel), progetti in collaborazione con le scuole, in questo caso con il liceo Monti di Cesena, investimenti per l’accessibilità come l’audio descrizione per i non vedenti, in collaborazione con il progetto No Limits del centro Diego Fabbri di Forlì. Perché il teatro possa arrivare a tutti, per costruire il pubblico del futuro partendo dai giovani, includendo i portatori di disabilità, allargando la sua platea con ogni possibile mezzo.

Il programma di luglio

Nel Paese il festival di Sarsina è considerato una delle eccellenze del teatro italiano, ha esordito il direttore artistico Edoardo Siravo, presentando il programma che si apre il 5 luglio con il monologo di Maurizio Micheli Un uomo solo in fila, divertente interpretazione di un uomo comune in fila all’Inps, una divertente sorpresa dopo il famoso monologo dell’attore (oltre un migliaio di repliche) Mi voleva Strehler.

L’8 luglio Manuele Morgese proporrà Novecento di Alessandro Baricco (in piazzetta Lucio Pisone) con  la NY Jazz band dal vivo, mentre  l’11 luglio la Scuola parigina di mimo, diretta dal sarsinate Ivan Baciocchi, proporrà lo spettacolo Racconti non narrati, in apertura della Summer school Sarsina Italie di teatro burlesco e di mimo corporeo che si svolgerà a Sarsina in luglio.

Non poteva mancare nel cartellone sarsinate l’omaggio al legame tra Sarsina ed Ennio Morricone (il 14 luglio, nell’arena, con Nello Salza trombettista e ventennale collaboratore del maestro) che, ha ricordato il sindaco Cangini, in occasione del millenario della Cattedrale dedicò un tributo a Sarsina con il brano “Vuoto d’anima piena”.

Il 22 luglio Enrico Bonavera, terzo Arlecchino d’Italia dopo Marcello Moretti e Ferruccio Soleri di cui è stato vice, porterà in piazzetta Lucio Pisone Arlecchino svelato mentre il 25 luglio, sempre in piazzetta Pisone, arriverà Processo a Pandora. La speranza contro l’accusa, regia di Stefano Artissunch con Vanessa Gravina e lo stesso regista, sul tema della condizione femminile tra mito e attualità. Il 28 luglio, ancora in piazzetta, per la regia di Giuseppe Dipasquale, direttore del teatro stabile delle Marche di Ancona (capitale italiana della Cultura 2028), arriverà Penelope vs Ulisse con i due grandi attori Viola Graziosi e David Coco.

Il 30 luglio, all’arena, in prima nazionale andrà in scena Casina, da Plauto, produzione del Plautus Festival nell’ambito del tradizionale laboratorio che quest’anno collabora con il centro teatrale universitario dell’Università di Urbino.

Il programma di agosto

Il 4 agosto all’arena, il direttore artistico Siravo sarà Il malato immaginario. Con lui una decina di attori, per la regia di Carlo Emilio Lerici, figlio di Roberto Lerici – ha ricordato lo stesso Edoardo Siravo – sceneggiatore e drammaturgo italiano, celebre per il sodalizio artistico con Gigi Proietti, in particolare per aver scritto il leggendario spettacolo A me gli occhi, please (1976). “Qui rendiamo omaggio a uno degli autori che deve molto a Plauto, cioè Moliere – ha sottolineato il direttore Siravo – come del resto sono tantissimi gli autori teatrali che devono il loro valore a Plauto”.

Il 9 agosto l’arena plautina ospiterà uno tra i più grandi esponenti della commedia dell’arte, con Scaramuccia, per la regia di Marco Zoppello, mentre l’11 agosto, sempre l’arena vedrà in scena Truculentus, della Compagnia Castalia, da sempre protagonista di cartelloni classici.

Poi due grandi testi, il 13 agosto in arena Antigone di Sofocle, regia di Lia Tanzi, con Giuseppe e Micol Pambieri, una rivisitazione moderna dell’omonima tragedia di Sofocle, e il 18 agosto in arena, Fedra di Ghiannis Ritsos, con Elisabetta Pozzi, “una delle più grandi attrici italiane viventi” nei panni di Fedra.

Da sinistra: Cangini, Siravo, Collinelli

Appuntamenti “Oltre il festival”

Per “Oltre il festival”, due appuntamenti in settembre: il una lettura d’autore nella basilica, con Davide Rondoni che racconta san Francesco, e il 4 settembre un omaggio a Giorgio Albertazzi con “Lettere a Giorgio”. Il Comune di Sarsina, città amica del Maestro cui ha anche dedicato un vicolo nel borgo di Calbano, con il teatro della Rosa presentano lo spettacolo scritto e diretto da Gianfranco Gori, con il soprano Gladys Rossi, la voce di Kelly Joyce  e il pianoforte di Stefano Nanni.

Infine il 24 ottobre appuntamento con l’ottava edizione dei “Ludi Palutini sarsinates”. Il convegno avrà per titolo “Dal teatro del riso al teatro dell’ororre Plauto tra immagini e immaginario”.

L’avvio del cartellone coinciderà con la Festa romana a cura della Pro Loco che inizierà sabato 4 luglio con la rievocazione storica.

Tra le sottolineature, l’immagine grafica di questa edizione che si richiama alla maschera, da sempre simbolo del teatro, con un richiamo pop alla copertina del disco Queen II.

“Non abbiamo il mare, ma abbiamo la cultura”

“Il Plautus è il nostro miglior biglietto da visita”, ha chiosato l’assessora al Turismo Elsa Cangini ricordando che “non abbiamo il mare, ma abbiamo la cultura”.

Gli spettacoli in piazzetta Pisone, dai 100 ai 150 posti, sono proposti al prezzo politico di 5 euro. “Gli altri in arena, con 400 o 500 spettatori per serata, e un minimo 200 fino ai sold out che riusciamo ancora a fare – ha precisato Annalisa Bernabini, responsabile del settore Cultura del Comune – coprono le spese per circa il 40 per cento. Il costo del cartellone, 240 mila euro, viene compensato dal supporto del ministero della Cultura, della Regione Emilia-Romagna e della Destinazione turistica, oltre che dagli sponsor”, in primis Orogel.

Ma i conti tornano in ogni caso perché “noi portiamo avanti una missione – ha concluso l’assessore alla Cultura Filippo Collinelli -. Io sono medico, e posso dirlo. Ridere fa bene, andare a teatro fa bene alla salute, al cuore e alla mente”.

Per dirla con gli autori, ha aggiunto il direttore Siravo, “bisognerebbe andare a teatro anche per mettere a posto i meandri della testa”, come diceva Euripide in Medea.