Dall'Italia
Addio a don Antonio Mazzi, il sacerdote degli ultimi
La sua opera, nata al Parco Lambro di Milano, lascia un’importante eredità sociale e umana. Aveva 97 anni
È morto il fondatore di Exodus e storico educatore impegnato al fianco dei giovani fragili. Ha dedicato la vita al recupero delle persone con dipendenze e al contrasto del disagio attraverso l’accoglienza e l’educazione.
Una vita al fianco dei giovani
È morto don Antonio Mazzi, sacerdote e fondatore di Exodus, realtà nata per accogliere e accompagnare ragazzi in difficoltà. Nato a Verona nel 1929, ha dedicato tutta la sua vita agli ultimi, convinto che ogni persona dovesse essere ascoltata e aiutata prima ancora che giudicata.
Il valore dell’educazione contro il disagio
Negli anni Settanta fu tra i primi a intuire che la risposta alla droga non poteva essere solo repressiva, ma doveva passare dall’educazione e dalla relazione. Con Exodus trasformò il Parco Lambro di Milano in un luogo di rinascita, creando percorsi di recupero e formazione che negli anni hanno coinvolto migliaia di giovani. Il suo messaggio resta legato alla necessità di prevenire il disagio e restituire speranza.
Negli anni don Mazzi è diventato anche un volto noto al grande pubblico grazie alla televisione e ai suoi interventi sui temi sociali, mantenendo però sempre al centro il rapporto umano. Il suo messaggio era semplice: aiutare i ragazzi significa prima di tutto ascoltarli, riconoscerli e restituire loro fiducia.