Dalla Chiesa
“Orizzonti mediterranei” a Bari. E trovarsi nel posto giusto
La riflessione di Massimiliano Turci, unico diacono permanente tra oltre 700 laici e alcune decine tra preti e vescovi
Una domanda ricorrente durante le giornate trascorse in Puglia.
Il Convegno nazionale promosso dall’Ac
Caro direttore, sono venuto a Bari per il Convegno nazionale delle Presidenze diocesane di Azione Cattolica “Orizzonti mediterranei” con una domanda che mi ha accompagnato, e forse tormentato, fino all’ultimo giorno: sono nel posto giusto? Me lo ero chiesto già alcuni mesi prima, al momento dell’iscrizione.
Mia moglie Valentina svolge il servizio di vicepresidente diocesana del Settore Adulti di Azione Cattolica insieme ad Alessandro. Il convegno era rivolto a loro. Io a che titolo avrei partecipato? Come autista? Come accompagnatore?
Assistente Msac
Nella scheda di iscrizione questi ruoli non erano previsti. Così mi sono indicato come assistente del Msac, il Movimento studenti di Azione cattolica, in virtù del fatto che, qualche mese prima, avevo accompagnato alcuni giovanissimi della mia unità parrocchiale a un incontro nazionale.
Il convegno di Bari, però, si sarebbe svolto in concomitanza con il campo dei giovanissimi e io non sarei stato con loro. Avevo scelto il posto giusto?
Unico diacono
Poco prima della partenza è arrivata una telefonata dal Centro nazionale. Sarei stato l’unico diacono presente e mi veniva chiesta la disponibilità per i diversi servizi liturgici. Ho risposto semplicemente che si fa quello di cui c’è bisogno. Settecento laici provenienti da tutta Italia, una decina di vescovi, altrettanti sacerdoti e un solo diacono: sarei stato nel posto giusto? Oltretutto, quasi negli stessi giorni, si teneva anche il Convegno nazionale dei diaconi.
Le prime risposte
Siamo arrivati in Puglia qualche giorno prima dell’inizio del convegno: avevamo pensato di trascorrere qui anche le vacanze, insieme ad Alessandro, vicepresidente diocesano del Settore Adulti, e a sua moglie Fiammetta dell’equipe adulti. Appena arrivati, siamo stati invitati a cena da una carissima amica di Lecce. Anche in quell’occasione mi ha assalito la solita domanda. Dopo l’intervento dello scorso novembre, le mie abitudini alimentari sono cambiate. Che cosa avrei potuto mangiare? E, soprattutto, quali conseguenze ci sarebbero state? Ero decisamente preoccupato. Invece l’abbondante cena non mi ha creato alcun problema e la calorosa accoglienza degli amici ha avuto soltanto effetti positivi. Cominciavano ad arrivare le prime risposte.
Sulla tomba di don Tonino Bello
Siamo poi andati ad Alessano, nella casa natale e sulla tomba di don Tonino Bello. Lì ho compreso ancora meglio come la profondità del suo pensiero e il suo amore per ogni persona nascessero da una conoscenza profonda della Parola di Dio, che egli amava immensamente.
La Cattedrale di Bari
Ma veniamo al convegno. Ho prestato servizio durante la messa iniziale nella cattedrale di Bari. Entrando in chiesa, ho notato lo splendido pulpito di marmo che sovrasta la navata centrale. Mi sono domandato: «Chissà se lo usano ancora?». La risposta è arrivata immediatamente: tutte le letture della celebrazione sono state proclamate proprio da lì. Quando sono arrivato in cima alle scale, con gli abiti liturgici e l’Evangeliario tra le mani, avevo il fiato in gola. Ero nel posto giusto? Sicuramente era un posto emozionante e, per i miei gusti, fin troppo in vista. Che fosse quello giusto, ancora non lo sapevo.
Preghiera ecumenica
Nel pomeriggio di venerdì abbiamo partecipato a un momento di preghiera ecumenica con il cardinale Matteo Zuppi e i rappresentanti delle Chiese riformate e ortodosse. Ci è stato consegnato il patto ecumenico sottoscritto a Bari alcuni mesi prima. Devo ammettere che, a suo tempo, non avevo compreso pienamente la portata di quell’accordo. Sono grato all’Azione Cattolica per avermi permesso di vivere quella che ho percepito come una nuova Pentecoste. Abbiamo proclamato insieme, nella traduzione interconfessionale, le parole della Prima lettera ai Corinzi: «Siamo stati battezzati in un unico Spirito per formare un solo corpo, Giudei e Greci, schiavi e liberi; e tutti siamo stati abbeverati a un unico Spirito».
Ero nel posto giusto
Ho cominciato a capire che ero nel posto giusto. La conferma definitiva è arrivata sabato sera, in piazza San Nicola, durante un talk show. Fra gli intervistati c’era Luigi, che ci ha allietati anche con la sua chitarra. Luigi è un diacono permanente e abbiamo una storia per molti aspetti simile. La chiamata al diaconato gli è giunta attraverso il suo parroco – del resto, per definizione, la vocazione arriva attraverso un altro – e lui e sua moglie l’hanno verificata insieme, affrontando insieme tutto il cammino. Anche Luigi ritiene che il proprio lavoro sia un ambito privilegiato nel quale vivere il sacramento del diaconato. È rappresentante per l’Italia di una multinazionale americana. Finalmente ho avuto la certezza di essere nel posto giusto.
Per approfondirne i contenuti, invito a leggere gli articoli pubblicati da Avvenire o a rivedere le registrazioni disponibili su Play2000.
Massimiliano Turci (Forfo) – Cesena