Sigilli a un bazar: era un laboratorio di lavorazione carni abusivo

Spunta anche un dormitorio nel retrobottega

Le macchine della Polizia e dell'Ausl in viale Roma

Gli agenti del Presidio estivo di Polizia di Cesenatico, coordinato dal commissario Paolo Di Masi, assieme ai tecnici dell’Ausl Romagna, hanno messo i sigilli a un’attività commerciale in viale Roma, nel cuore della zona turistica di Levante.

Carne in pessimo stato

Il bilancio è pesante: 100 chili di carne sequestrata, un laboratorio di lavorazione abusivo smantellato e la sospensione immediata della licenza per gravissime carenze igienico-sanitarie. Tutto è nato ieri mattina. Una volante della Polizia di Stato, impegnata nel pattugliamento del territorio, ha effettuato un accesso casuale all’interno del bazar. L’occhio degli agenti si è soffermato quasi subito su una nicchia del locale, dove, gettata alla rinfusa e priva di qualunque protezione, si trovava della carne in pessimo stato di conservazione. Vista la situazione di degrado, è scattato subito il protocollo di collaborazione con l’Unità operativa Igiene degli alimenti dell’Ausl, guidata dal dottor Francesco Zanchini, i cui uomini sono intervenuti d’urgenza per supportare gli agenti nelle verifiche tecniche.

La carne sequestrata

Il laboratorio fantasma e il retrobottega-dormitorio 

Nel primo pomeriggio, l’ispezione congiunta tra medici veterinari e poliziotti ha svelato il vero volto dell’attività, gestita da un ventiseienne di origini bengalesi. Dietro la facciata di una comune rivendita di alimentari e souvenir per turisti, si nascondeva un laboratorio abusivo. Il titolare acquistava carne all’ingrosso per poi procedere al sezionamento e alla lavorazione in loco, senza alcuna autorizzazione sanitaria né i requisiti strutturali minimi. Le condizioni dei locali hanno lasciato poco spazio ai dubbi. All’interno di un frigorifero sono stati rinvenuti 100 chili di carne giudicata non idonea al consumo, mentre nel retrobottega è emersa una realtà ancora più critica: un locale comunicante con l’area di preparazione cibi presentava elementi tali da far presumere un uso continuativo come dormitorio. Una commistione tra zona notte e area manipolazione alimenti ritenuta incompatibile con le norme di legge.

La stangata

Il medico veterinario dell’Ausl ha così disposto il sequestro sanitario immediato della carne e la sospensione temporanea dell’attività commerciale. Il negozio potrà riaprire solo dopo il totale ripristino delle condizioni igieniche e strutturali imposte dalle autorità. Sul fronte delle contravvenzioni, il proprietario dovrà fare i conti con sanzioni amministrative salate, elevate sia per le scarse condizioni sanitarie che per l’esercizio abusivo dell’attività di sezionamento carni.