Il vescovo Antonio Giuseppe: “La bellezza dell’avventura educativa”

La lettera di monsignor Caiazzo per l'inizio dell'anno scolastico. "Prego per tutti voi, credenti e non credenti"

Foto archivio Pier Giorgio Marini

Pubblichiamo il testo integrale della lettera che il vescovo di Cesena-Sarsina, l’arcivescovo Antonio Giuseppe Caiazzo, ha scritto in occasione dell’avvio dell’anno scolastico.

Ecco il testo.

In segno del mio affetto e della mia vicinanza

Carissimi studenti, insegnanti, dirigenti, genitori, personale tutto della scuola,

in occasione dell’inizio del nuovo anno scolastico, come pastore di questa Chiesa di Cesena-Sarsina, desidero parteciparvi il mio pensiero che mi auguro possa essere accolto come segno del mio affetto paterno e della mia vicinanza, e, nello stesso tempo, vuole essere stimolo per alimentare la speranza. La mia è una riflessione che sento di condividere, mentre inizia per tutti voi una nuova avventura.

Ritrovare la giusta direzione

La società attuale sta vivendo un momento di crisi globale che scuote l’umanità, mettendoci tutti, credenti e non, di fronte alle nostre responsabilità. C’è bisogno che ritroviamo la direzione giusta per riscoprire la bellezza del viaggio e dell’avventura educativa. Si avverte l’urgente necessità di costruire una cultura umana, inclusiva e attenta alle realtà dei giovani. La riapertura delle scuole inaugura un cammino, un anno nuovo e mai ripetitivo, il cui compito primario è la crescita degli studenti attraverso incontri, confronti, nascita di relazioni, di conoscenze, di fiducia reciproca nei rapporti quotidiani. Si cresce insieme e insieme ci si aiuta ad essere responsabili.

Il presidente Mattarella: “A scuola si disegna il futuro”

Il nostro Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, lo scorso anno, pensando a voi studenti, ci ha ricordato: «La scuola contribuisce, in misura determinante, a far crescere la loro personalità, a radicare i loro valori, a definire e consolidare le loro speranze, a metterne alla prova intelligenza, socialità, creatività. Vi si prepara il domani della nostra civiltà e della nostra democrazia. A scuola si disegna il futuro».

Leone XIV: “Disegnare nuove mappe di speranza”

Il 28 ottobre 2025 papa Leone XIV ha pubblicato una lettera apostolica: “Gravissimum educationis”. In essa ci ricorda che soprattutto noi cattolici, nell’ambiente educativo «complesso, frammentato e digitalizzato» di oggi, siamo chiamati a «disegnare nuove mappe di speranza», sottolineando come necessario lo sviluppo della vita interiore.

Il bisogno di spazi di spiritualità

Mi rendo sempre più conto di quanto voi, ragazzi e giovani, soprattutto quando vi sentite più fragili, quando vivete momenti di paura e ansia, avvertite il bisogno di spazi di spiritualità, di silenzio per ritrovare voi stessi, recuperando valori umani e spirituali che vi permettano di affrontare con coraggio e serenità i propri limiti, quali occasioni di crescita nella ricerca della verità.

Le disuguaglianze minano la pace nel mondo

Spesso siete voi che ricordate a noi adulti le disuguaglianze che minano fortemente la pace nel mondo, la crisi climatica che in questo tempo sta investendo ogni angolo della terra. Siete proprio voi che dovete cogliere il grido di dolore che sale da questa nostra casa comune, costringendo noi adulti a smettere di fare scelte disastrose e a ricominciare a rispettarla ed amarla, non distruggendo le risorse del creato, beni da difendere e da tramandare.

Uscire dall’indottrinamento. Favorire il pensiero critico

Per essere cittadini autentici di questo nostro mondo bisogna uscire dalla logica di un’istruzione fatta di indottrinamento di conoscenze accettate senza alcuna verifica.  È necessario favorire e incoraggiare lo sviluppo di un pensiero critico, riappropriarsi di valori umani che vadano al di là delle nozioni e permettano di dare corpo a parole quali dignità umana, diritti inviolabili della persona. Fantastica avventura che ha bisogno dell’apporto di tutti: famiglia, scuola, Chiesa, istituzioni, social media.

Incoraggiare l’alleanza educativa

Un altro aspetto importante mi sembra che sia l’uso “saggio” delle tecnologie e dell’intelligenza artificiale, «ponendo la persona prima dell’algoritmo» (da poco è stata pubblicata l’Enciclica di Leone XIV “Magnifica Humanitas”). Bisogna favorire, dice il Papa, un’«alleanza educativa” per aiutare le nuove generazioni a «digiunare» dall’intelligenza artificiale. Solo così si possono «proteggere i nostri giovani dalla promessa della macchina perfetta, da quella seduzione sottile che fa sembrare inutile il pensiero umano proprio quando è più necessario».

Una ecologia della comunicazione. Restare umani

Da qui la necessità di una ecologia della comunicazione, per vincere la disinformazione e ricercare la verità. Tutti siamo chiamati a prendere coscienza che, come raccomanda papa Leone alle famiglie, alla scuola e al mondo dell’educazione, «Occorre opporsi, con scelte pubbliche lungimiranti, all’interesse immediato delle piattaforme – concentrate in poche mani – quando esso contrasta con il bene dei minori”. E rivolgendosi ai giovani li esorta a restare umani: “Uomini e donne in carne ed ossa. Non apparenze, ma volti affidabili.  Persone che cercano la giustizia perché ne hanno fame, come del pane quotidiano”.

Promuovere una pace disarmata e disarmante

Un altro pensiero, certamente non ultimo, nell’osservare i tanti conflitti di guerra sull’intero pianeta (almeno 65), è per la promozione di una pace «disarmata e disarmante». Usando il linguaggio di Gesù, siamo chiamati, oggi più di ieri, ad essere «operatori di pace». Dai banchi di scuola bisogna partire per vivere la cura della cultura della pace. Ogni comunità, continua a ripetere Leone XIV, dev’essere una «casa della pace e della non violenza»«dove si impara a disinnescare l’ostilità attraverso il dialogo, dove si pratica la giustizia e si custodisce il perdono». La scuola ha da sempre questo compito: educare e promuovere la cultura della pace. E nel vostro cuore, cari ragazzi e giovani, è innato l’anelito alla giustizia e alla pace.

Prego per ognuno di voi, credenti e non credenti

Prego per ognuno di voi (credenti e non) e per tutti, affinché possiate vivere questo nuovo anno scolastico promuovendo e consolidando relazioni vere, ricche di umanità, desiderosi e pronti a costruire un mondo migliore di quello che vi stiamo lasciando. Ho fiducia in voi. Abbiamo tutti fiducia immensa in voi.

don Pino, arcivescovo