Dall'Italia
A Venezia trionfa “Woman Unknown”
La rassegna si è conclusa ieri. Tutti i premiati
Per gli italiani, un riconoscimento a Luca Guadagnino
Un film danese vince il Leone d’oro
L’83esima Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia si è conclusa ieri con la vittoria del Leone d’oro al Leone per il miglior film del lungometraggio “Woman Unknown”. Il film di produzione danese (co-prodotto con Svezia e Lettonia), diretto dalla regista May el-Toukhy, è stato il secondo lungometraggio della Danimarca ad aggiudicarsi il premio principale della kermesse italiana, dopo “Ordet – La parola” di Carl Theodor Dreyer nel 1955. È stata anche l’ottava pellicola diretta da una regista donna a vincere il Leone d’oro per il miglior film, dopo “Anni di piombo” di Margarethe von Trotta nel 1981, “Senza tetto né legge” di Agnès Varda nel 1985, “Monsoon Wedding – Matrimonio indiano” di Mira Nair nel 2001, “Somewhere” di Sofia Coppola nel 2010, “Nomadland” di Chloé Zhao nel 2020, “La scelta di Anne – L’événement” di Audrey Diwan nel 2021 e “Tutta la bellezza e il dolore – All the Beauty and the Bloodshed” di Laura Poitras nel 2022.
Il Leone d’argento a un russo
Ad aggiudicarsi invece il Leone d’argento per la miglior regia è il filmmaker russo Ilya Khrzhanovsky per “Dau”. In questo modo è diventato il terzo regista proveniente dalla Russia a trionfare nella categoria, dopo Aleksej German Jr. e Andrej Končalovskij. Il primo nel 2008 per “Bumažnyj soldat”, mentre il secondo per due volte: nel 2014 per “Belye noči počtal’ona Alekseja Trjapicyna” e nel 2016 per “Paradise” (ex aequo con il messicano Amat Escalante per “La región salvaje”).
La Coppa Volpi a John Malkovich
Degno di nota è la Coppa Volpi riservata al miglior interprete maschile, andata a John Malkovich per “Wild Horse Nine”. Per l’artista di Christopher (Illinois), nonostante una carriera iniziata nel 1978, si è trattato del primo grande premio cinematografico vinto, dopo due nomination ai premi Oscar e una nomination ai David di Donatello, ai Golden Globe e ai Bafta Awards.
Premiata anche Mathilde Arcel
A trionfare invece nel premio attoriale riservato al mondo femminile è stata Mathilde Arcel per “,Woman Unknown”. L’Italia è stata presente, nella categoria principale, con cinque pellicole in concorso: “Ritorno a Buenos Aires” di Marco Bechis, “Il fuoco che ti porti dentro” di Edoardo De Angelis, “Succederà questa notte” di Nanni Moretti, “The Echo Chamber” di Andrea Pallaoro (tratto da un’idea di Bernardo Bertolucci) e “L’estranea” di Paolo Strippoli. Da registrare il ritorno di Nanni Moretti in laguna come regista di un film in lizza per vincere il Leone d’oro principale. L’attore-regista di Brunico non presentava un suo cortometraggio in concorso a Venezia dal 1989, quando aveva presenziato con “Palombella rossa”.
Un premio per Luca Guadagnino
Il nostro Paese non è rimasto a mani vuote, in quanto il regista italiano Luca Guadagnino si è aggiudicato il Premio Cartier Glory to the Filmmaker. Nel capoluogo veneto, il cineasta nato a Palermo ha vinto anche, nel 2022, il Leone d’argento per la miglior regia grazie al film “Bones and All”. Nella sezione “Orizzonti”, il film “I figli della scimmia” di Tommaso Landucci ha fatto vincere al Belpaese altri due premi: quello di miglior interprete maschile a Riccardo Scamarcio e quello di miglior sceneggiatore a Tommaso Landucci e Damiano Femfert. Particolarmente suggestivo il momento durante il quale é stato assegnato il premio alla carriera, andato a due famosi attori di Hollywood: Ellen Burstyn e George Clooney.
Premi della sezione principale assegnati all’83esimo festival di Venezia
Leone d’oro per il miglior film: “Woman Unknown” di May el-Toukhy
Leone d’argento – Premio speciale per la regia: Ilya Khrzhanovsky per “Dau”
Leone d’argento – Gran Premio della giuria: “Possible Love” di Lee Chang-dong
Coppa Volpi per la miglior interpretazione maschile: John Malkovich per “Wild Horse Nine”
Coppa Volpi per la miglior interpretazione femminile: Mathilde Arcel per “Woman Unknown”
Leone d’argento per la miglior sceneggiatura: Stéphane Brizé, Coralie Amédéo e Olivier Gorce per “Un bon petit soldat”
Premio speciale della giuria: “Naza” di Yuval Abraham e Rachel Szor
Premio “Marcello Mastroianni”: Malou Khebizi per “15/18 (A Place to Heal)”
Premio alla carriera: Ellen Burstyn e George Clooney
Tutti i lungometraggi vincitori del Leone d’oro per il miglior film al festival di Venezia nel XXI secolo
Dal 2000 ad oggi, i film che hanno conquistato il Leone d’oro per il miglior film al festival di Venezia.
2000: “Il cerchio” di Jafar Panahi – Iran
2001: “Monsoon Wedding – Matrimonio indiano” di Mira Nair – India
2002: “Magdalene” di Peter Mullan – Regno Unito/Irlanda
2003: “Il ritorno” di Andrej Petrovič Zvjagincev – Russia
2004: “Il segreto di Vera Drake” di Mike Leigh – Regno Unito
2005: “I segreti di Brokeback Mountain” di Ang Lee – Stati Uniti
2006: “Still Life” di Jia Zhangke – Cina
2007: “Lussuria – Seduzione e tradimento” di Ang Lee – Stati Uniti/Hong Kong/Taiwan
2008: “The Wrestler” di Darren Aronofsky – Stati Uniti
2009: “Lebanon” di Samuel Maoz – Israele
2010: “Somewhere” di Sofia Coppola – Stati Uniti
2011: “Faust” di Aleksandr Sokurov – Russia
2012: “Pietà” di Kim Ki-duk – Corea del Sud
2013: “Sacro GRA” di Gianfranco Rosi – Italia
2014: “Un piccione seduto su un ramo riflette sull’esistenza” di Roy Andersson – Svezia
2015: “Ti guardo” di Lorenzo Vigas – Venezuela/Messico
2016: “The Woman Who Left – La donna che se ne è andata” di Lav Diaz – Filippine
2017: “La forma dell’acqua – The Shape of Water” di Guillermo del Toro – Stati Uniti
2018: “Roma” di Alfonso Cuarón – Messico
2019: “Joker” di Todd Phillips – Stati Uniti
2020: “Nomadland” di Chloé Zhao – Stati Uniti
2021: “La scelta di Anne – L’événement” di Audrey Diwan – Francia
2022: “Tutta la bellezza e il dolore – All the Beauty and the Bloodshed” di Laura Poitras – Stati Uniti
2023: “Povere creature!” di Yorgos Lanthimos – Regno Unito/Irlanda/Stati Uniti
2024: “La stanza accanto” di Pedro Almodóvar – Spagna
2025: “Father Mother Sister Brother” di Jim Jarmusch – Stati Uniti/Francia/Irlanda
2026: “Woman Unknown” di May el-Toukhy – Danimarca/Svezia/Lettonia