Dall'Italia
“Natalità Bene comune”, consegnate 23.330 firme
La petizione è rivolta all’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna. Forlì-Cesena seconda tra le province con più sottoscrizioni
Sono state depositate ieri presso l’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna e consegnate al presidente Maurizio Fabbri le 23.330 firme raccolte a sostegno di “Natalità Bene comune”, la petizione promossa dal Forum delle Associazioni familiari dell’Emilia-Romagna.
La consegna
Alla consegna erano presenti Michele Ferrari, promotore e primo firmatario della petizione, Alfredo Caltabiano, presidente nazionale dell’Associazione nazionale famiglie numerose, Maria Maddalena Faccioli, presidente del Forum delle Associazioni familiari dell’Emilia-Romagna e le consigliere regionali Elena Ugolini e Ludovica Carla Ferrari, coordinatrici dell’Intergruppo assembleare sulla Demografia.
I frutti della mobilitazione
Presentata a Bologna il 7 settembre scorso (vedi notizia al link sotto), la campagna ha concentrato in circa un mese e mezzo 66 iniziative in tutta la regione. A sostenerla sono state 111 associazioni (tra le altre, Forum Terzo settore Emilia-Romagna, Acli Emilia-Romagna, Associazione nazionale famiglie numerose, Comunità Papa Giovanni XXIII e Famiglie per l’accoglienza). La proposta ha raccolto anche il sostegno di diversi sindaci e consiglieri comunali.
“In un mese e mezzo – dice Michele Ferrari – abbiamo costruito una mobilitazione straordinaria, grazie al lavoro dei volontari e alla collaborazione tra le associazioni. Le iniziative hanno portato la petizione in tutta l’Emilia-Romagna, coinvolgendo persone e realtà diverse attorno a una richiesta condivisa: rendere possibile nel concreto la scelta di avere figli. Ora chiediamo che questa partecipazione trovi una risposta nel lavoro della Regione”.
Per Alfredo Caltabiano, “dietro queste oltre 23mila firme ci sono storie e persone: giovani che vorrebbero costruire una famiglia, genitori che cercano servizi e tempo per i figli, coppie che rinviano una nascita perché non si sentono sostenute. La richiesta è chiara: poter contare su un sostegno stabile. Chiediamo una legge organica che accompagni le famiglie nelle scelte di ogni giorno, non interventi spot”.
Le firme per provincia
Il riepilogo delle sottoscrizioni comprende 20.951 firme raccolte nei territori, alle quali si aggiungono 2.379 firme online. Di seguito, il dettaglio provinciale da cui si evince la buona performance di Forlì-Cesena, con 4.157 firme raccolte, il secondo dato più alto in regione.
- Bologna: 1.900
- Ferrara: 138
- Forlì-Cesena: 4.157
- Modena: 2.054
- Parma: 1.887
- Piacenza: 1.050
- Ravenna: 3.897
- Reggio Emilia: 4.554
- Rimini:1.314
La sfida demografica
L’Emilia-Romagna, come ricordano i promotori della raccolta firme, condivide con il resto del Paese una bassa fecondità: secondo le stime Istat per il 2025, il numero medio di figli per donna è pari a 1,14, lo stesso valore della media italiana. Il Trentino-Alto Adige raggiunge invece 1,40, il dato regionale più alto. In quel territorio le Province autonome hanno costruito nel tempo politiche organiche per le famiglie, con leggi dedicate dal 2011 a Trento e dal 2013 a Bolzano. Per i promotori, un’esperienza da cui trarre indicazioni per dare continuità agli interventi anche in Emilia-Romagna.
Le proposte
Queste le quattro proposte richieste dai firmatari da inserire nella futura legge regionale.
- La Nascita della famiglia. Favorire l’autonomia dei giovani con formazione e lavoro, accesso alla prima casa e agli affitti, incentivi alle imprese attente alla genitorialità e accompagnamento alla vita familiare.
- La nascita del primo figlio. Potenziare i servizi educativi da 0 a 6 anni e la conciliazione tra lavoro e famiglia, garantire accompagnamento sanitario, psicologico e sociale e sostenere anche affido, adozione e Centri per le famiglie.
- Il secondo figlio e quelli successivi. Prevedere correttivi dell’Isee come il Fattore famiglia, agevolazioni fiscali e tariffarie legate al numero dei figli, una Carta famiglia regionale e misure specifiche per le famiglie numerose.
- I Comuni amici della famiglia. Attivare un protocollo regionale per aiutare i Comuni a sviluppare politiche familiari integrate, condividere buone pratiche, formare gli amministratori e verificare i risultati.
Il percorso verso la legge
Con il deposito di ieri, si apre ora il confronto nelle Commissioni competenti, che coinvolgerà le associazioni, i proponenti e i consiglieri regionali nell’esame delle proposte. L’obiettivo dei promotori è arrivare entro la fine del 2026, quindi entro due mesi, all’approvazione di una legge organica sulla natalità e sul sostegno alle famiglie, accompagnata da risorse adeguate e continuative. La richiesta alle istituzioni è tradurre questa partecipazione in servizi, opportunità e sostegni sui quali le famiglie possano contare nel tempo.