Renova Red rischia il fallimento, emorragia di lavoratori

L'impresa cesenate che deve completare l'allargamento dei ponti sul Ronco e sul Montone è in grave difficoltà finanziaria. Anas potrebbe arrivare alla risoluzione del contratto

Il cantiere sulla Classicana fermo da mesi

Si allontana sempre di più la possibilità che Renova Red riprenda i lavori sui ponti del semianello di Ravenna lungo via Classicana. L’azienda, in gravi difficoltà finanziarie, ha stipendi arretrati da tre mesi e circa 130 lavoratori coinvolti, tra dipendenti e collaboratori a partita Iva. Se la società dovesse portare i libri in tribunale, Anas potrebbe sciogliere il contratto e cercare un’altra impresa per completare gli interventi.

Renova Red si sottrae all’incontro con i sindacati

Un cantiere che rischia di diventare infinito. È sempre più incerto il futuro dei lavori sui ponti sul Ronco, sul Montone e sullo scolo Lama, lungo la statale Adriatica nel tratto del semianello ravennate, affidati alla società Renova Red, impresa edile con sede a Cesena e sede legale a Roma, oggi alle prese con una grave crisi finanziaria.

La situazione dell’azienda preoccupa fortemente i sindacati e i lavoratori. I numeri restituiscono la dimensione della crisi: secondo quanto riferito da Luca Kozlowski, Filca Cisl Romagna, sono circa 130 le persone coinvolte, di cui una trentina con partita Iva e le altre assunte come dipendenti. Molti non ricevono lo stipendio da tre mesi: «nel frattempo c’è una vera emorragia di personale, sia tra gli impiegati che gli operai che stanno lasciando l’azienda per giusta causa, cercando nuove opportunità lavorative».

«La situazione è drammatica, non siamo ottimisti», è la valutazione di Kozlowski. L’impresa avrebbe tentato di individuare altre strade per superare le difficoltà, ma senza riuscire a ottenere il credito necessario.

La composizione negoziata e il futuro dei lavori

A fine settembre Renova Red ha presentato al Tribunale di Roma un’istanza per ottenere le misure protettive del patrimonio nell’ambito della procedura di composizione negoziata della crisi. «L’obiettivo era avviare un confronto con i creditori e trovare un accordo per risanare la situazione finanziaria» evidenzia Kozlowski. Tre settimane fa si era svolto un incontro con la direzione della società, durante il quale era stata manifestata la speranza di riuscire a superare la crisi. Ma le prospettive sono diventate sempre più incerte. Anche il confronto previsto per mercoledì 11 novembre con i sindacati è stato disdetto e i rappresentanti dei lavoratori attendono di capire quali saranno le prossime mosse dell’impresa.

Il cantiere ravennate

Le conseguenze ricadono direttamente sul cantiere ravennate, dove i lavori sono ormai fermi e il completamento degli interventi appare sempre più lontano. Anas aveva cercato di individuare possibili soluzioni nel caso in cui l’impresa non fosse più in grado di proseguire. Se Renova Red dovesse portare i libri in tribunale, la stazione appaltante sarebbe costretta ad avviare la procedura di risoluzione del contratto e dovrebbe rivolgersi alle imprese che nella gara d’appalto si erano classificate nelle posizioni successive. Una strada che, tuttavia, non garantisce tempi rapidi: bisognerà verificare la disponibilità delle altre aziende e le condizioni per subentrare nei lavori.

Sul quadro finanziario della società pesa inoltre una controversia con Monte dei Paschi di Siena, per un valore che oscillerebbe tra 13 e 19 milioni di euro, destinata comunque a richiedere tempi lunghi.

Per il semianello ravennate, dunque, si profila un ulteriore allungamento dei tempi. E mentre i lavoratori attendono risposte sugli stipendi e sul proprio futuro, anche la conclusione dei lavori sui ponti rischia di allontanarsi ancora.

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