Autorità e fiducia: inaugurato il festival Agorà 

Ha preso avvio la tre giorni di incontri e approfondimenti in centro città a Cesena

Teatro Bonci (Cesena), venerdì 6 novembre. Incontro di apertura di Agorà Festival

Sotto una pioggia battente aspettano pazientemente di entrare al teatro Bonci di Cesena. Il teatro comunale non si presenta gremito come l’anno scorso per Alessandro Barbero: sono occupati platea e primo ordine di palchi.

Alle 15,45 la manifestazione inizia con la presentazione di Elisabetta Zandoli, che accoglie le autorità regionali e cittadine: Michele De Pascale, presidente della regione, Gessica Allegni, assessora alla cultura della regione, Enzo Lattuca, sindaco di Cesena, Camillo Acerbi assessore alla cultura, Giuseppe Laterza editore e promotore dell’iniziativa.

“Di chi fidarsi e di chi no…”

Il presidente De Pascale ha iniziato il suo saluto riflettendo su due parole, autorità e autorevolezza. Di solito si parla di pregiudizio nei confronti della politica, ha detto, ma temo purtroppo che siamo di fronte a un giudizio negativo sulla politica, anche perché queste nuove generazioni per la prima volta sono certe di stare peggio di chi le ha precedute. «Come politica quindi non dobbiamo assolverci ma chiedere che cosa possiamo fare per migliorare questa situazione. C’è però la libertà di decidere da parte del cittadino di dire di chi si ha fiducia; in un mondo in cui la presidente del consiglio è costretta a registrare la sua voce perché non sia usata dalle intelligenze artificiali, il quadro è fosco. Ancora in questa direzione dobbiamo darci da fare per sapere di chi fidarsi e di chi no».

Gessica Allegni ha riflettuto sul valore sociale e umano della cultura e del sapere. Agorà favorisce riflessioni personali e collettive sui grandi temi dell’umanità. Ha sottolineato l’impegno della regione nel campo della cultura, investendo nella lettura fin dalla più tenera età.

“Sfruttare le spalle dei giganti”

Enzo Lattuca, prendendo spunto dai formati degli interventi programmati nel festival, ha riflettuto su ciò che sta avvenendo nel mondo. «I segnali non sono univoci; ci sono delle tendenze da cogliere. Ad esempio guardando quel che è successo in America il senso è quello di una fiducia tradita. Il popolo elettorale di Trump non ha rispettato quel che aveva detto e gli elettori si comportano di conseguenza». Agorà, ha continuato il sindaco, è l’occasione per sfruttare le spalle dei giganti che parleranno per guardare lontano. Nel confronto non c’è una verità assoluta ma attraverso i punti di vista si cerca di collaborare insieme per capire quel che succede nel mondo. Il problema della politica oggi è che sembra non sia in grado di governare i cambiamenti.

Camillo Acerbi ha ricordato come a Cesena le librerie non scompaiono, perché Cesena non è un fondale su cui si svolge il festival, ma una città ricca di iniziative. Dalla biblioteca Malatestiana all’Abbazia del Monte, in città c’è un ecosistema culturale che si è sviluppato nel tempo e che noi cerchiamo di mantenere e promuovere. Le librerie cittadine sono quindi parte attive di questo processo qualitativo.

Autorità e fiducia

Giuseppe Laterza ha ricordato come le voci sulla scarsità della lettura non siano vertiere perché i ragazzi leggono, più degli adulti. «Chiudendo il festival l’anno scorso abbiamo riflettuto sulla rassegna dell’anno successivo. La fiducia fra cittadino e istituzioni è fragile, che era la parola dell’anno scorso. Per superare la fragilità occorre autorità ma per evitare l’autoritarismo occorre fiducia. Abbiamo un enorme bisogno di avere una bussola. È vero che la bussola non basta al marinaio, però senza la bussola non si va da nessuna parte». Ora Agorà può iniziare.