Dall'Italia
È morto il fisico Antonino Zichichi
Venne a Cesena lunedì 4 maggio 2009 per il ciclo di incontri "Dialoghi per la città" promosso dalla diocesi
Scienziato di fama mondiale
È morto a 96 anni il fisico e divulgatore scientifico Antonino Zichichi. Specializzato nel campo della fisica delle particelle, Zichichi era noto soprattutto per la sua battaglia contro l’astrologia e le superstizioni, definite dallo scienziato una “Hiroshima culturale”. Lo si apprende da fonti della comunità scientifica.
Fonte: Ansa.it
Scienziato e credente
Aspra la sua critica alla teoria darwiniana dell’evoluzionismo, che ha sempre considerato priva di sufficienti prove scientifiche, mentre nei suoi ragionamenti e interventi citava spesso la sua fede in Cristo.
La carriera. Dal Cern alla Società europea di Fisica
Zichichi ha lavorato presso il Fermilab di Chicago, laboratorio americano di fisica che deve il nome ad Enrico Fermi, e presso il Cern di Ginevra, dove nel 1965 ha diretto il gruppo di ricerca che osservò per la prima volta l’antideutone, una particella di antimateria formata da un antiprotone e un antineutrone. È stato anche eletto presidente della Società europea di Fisica. Ha fondato a Erice in Sicilia, del Centro di Cultura Scientifica Ettore Majorana.
Un nostro articolo del 2009 dopo la partecipazione ai Dialoghi per la città
Di seguito, pubblichiamo un articolo del “Corriere Cesenate” dell’8 maggio 2009 sull’intervento del professor Zichichi al secondo ciclo di incontri “Dialoghi per la città” promosso dalla diocesi di Cesena-Sarsina. Gli incontri si tenevano nell’aula magna della facoltà di Psicologia, a Cesena. In quella serata, come in diverse altre occasioni durante i Dialoghi, l’aula era stracolma, come si può notare nelle foto di Mauro Armuzzi. Al tavolo della presidenza. a sinistra: don Walter Amaducci, il vescovo Antonio Lanfranchi, Antonino Zichichi, il nostro direttore Francesco Zanotti.
La scienza scopre le impronte di Dio
“In Francia il 70 per cento di un campione di persone col cellulare, fermate per strada, ha risposto che è il sole a girare attorno alla terra. Questa è la cultura moderna: telefonino e ignoranza“.
Con giudizi trancianti e grande capacità d’affabulazione il professor Antonino Zichichi lunedì sera ha chiuso la seconda edizione dei “Dialoghi per la città” promossi dalla diocesi di Cesena-Sarsina. Il fisico siciliano, alla soglia degli 80 anni, ha parlato per due e mezzo sul tema “Ragione, scienza e tecnologia” in un’aula magna di Psicologia stipata di persone.

Partendo dal concetto di infinito, e dopo un breve excursus filosofico, Zichichi ha subito reso chiaro il suo pensiero: “La scienza è nata 400 anni fa, ieri l’altro agli occhi di uno storico, ed è stata scoperta dal cattolico Galileo Galilei. Fu il primo a definire la prima proprietà dell’infinito: una parte è uguale al tutto. Un concetto rivoluzionario per chi, come noi, è abituato a ragionare di cose finite, numerabili. Nessuno prima di lui aveva scoperto una legge fondamentale della natura, parte di quelle che lui chiamava ’le impronte del creatore’”.
Lo scienziato pisano riuscì là dove molti avevano fallito facendo fare un bagno di umiltà alla propria intelligenza: “Per millenni le più grandi intelligenze del pianeta avevano pensato che le grandi verità fossero scritte nelle stelle e non nelle pietre. Ma le pietre chi le ha fatte se non il creatore? E a quale civiltà erano mai mancate le pietre, lo spago o piani inclinati usati da Galileo? O misurato, come lui, il tempo con il polso? Avrebbero potuto farlo anche i cavernicoli! Ma tutti hanno peccato di arroganza intellettuale, greci inclusi, pensando che la sola intelligenza bastasse per capire il mondo. Così a scoprire la scienza è stato il cattolico Galileo che definiva le leggi fondamentali della natura come le impronte del creatore”.
Saltando a piè pari le polemiche tra Galileo e la Chiesa del tempo, Zichichi ha proseguito il suo intervento con una critica all’Illuminismo e alla pretesa della matematica di voler scoprire come è fatto il mondo: “Solo dopo duecento anni di grandi scoperte riproducibili, elettricità, magnetismo e ottica, il fisico Maxwell riuscì a sintetizzarle in modo rigoroso in 4 equazioni, scoprendo la radice comune dell’elettromagnetismo. Ma a posteriori. Maxwell poi non si accorse della proprietà di invarianza delle sue equazioni, opera di Lorentz, che lega spazio e tempo, non separabili. La trasformazione della massa in energia, come quando si mangia, può avvenire solo se spazio e tempo sono reali. Einstein ci credette fino in fondo, portando avanti nei suoi studi l’invarianza di Lorentz. Mentre se il mondo avesse seguito le idee di Kant la vita non sarebbe stata possibile”.
Zichichi non è stato tenero nemmeno con gli evoluzionisti: “Quanti milioni di anni avremmo dovuto aspettare affinché, per evoluzionismo biologico, l’essere umano potesse arrivare a volare al doppio o al triplo della velocità del suono? O arrivasse a sviluppare una visione tale da fargli osservare, dalla terra, il lato nascosto della luna? L’uso della scienza e l’interpretazione delle leggi fondamentali della natura hanno permesso una forma di evoluzionismo culturale che batte 100 a zero quello biologico. Io non sono contro il darwinismo, dico solo che non è scienza. Per esserlo dovrebbe esistere un sistema di equazioni legato ad esso che ci dimostri come si passa dalla materia inerte a quella vivente. Ad oggi questo secondo big bang, dopo il primo che riempì l’universo di un numero di stelle pari a 10 alla 32esima potenza, non è stato ancora spiegato da nessuno”.
MiB

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