Addio allo storico allenatore Rino Marchesi

Classe 1937, già centrocampista, ha allenato 12 club tra cui Napoli, Inter, Como e Juventus

Rino Marchesi nel 1982 (foto: Wikimedia Commons)

È morto domenica 1 marzo a Sesto Fiorentino (Firenze), a 88 anni, l’ex calciatore e allenatore Rino Marchesi.

La carriera da giocatore

Nato a San Giuliano Milanese (Milano) l’11 giugno 1937, da calciatore ha giocato come centrocampista e, all’occorrenza, anche come difensore. In 18 anni di carriera, dal 1955 al 1973, ha indossato la maglia di cinque squadre: Fanfulla, Atalanta, Fiorentina, Lazio e Prato. La parte più importante della carriera da giocatore l’ha vissuta con la Fiorentina dove, dal 1960 al 1966, ha vinto quattro trofei: due Coppe Italia (1961 e 1966), una Coppa delle Coppe (1961) e una Coppa Mitropa (1966). In più, ha vinto due campionati di serie B (con l’Atalanta nel 1959 e con la Lazio nel 1969) e una Coppa delle Alpi con la Lazio nel 1971. Marchesi è stato il primo calciatore di movimento della Lazio a effettuare una sostituzione in serie A: al 46′ di Catanzaro-Lazio 1-1 del 29 settembre 1969, è entrato al posto di Nello Governato. Ha disputato anche, con la Nazionale italiana, due amichevoli, entrambe a Firenze: Italia-Argentina 4-1 del 15 giugno 1961 e Italia-Francia 2-1 del 5 maggio 1962.

Allenatore per più di 20 anni

Appesi gli scarpini al chiodo nel 1973, ha incominciato la carriera di allenatore. Quest’ultima lo ha portato a guidare in 21 anni, dal 1973 al 1994, 12 club: Montevarchi, Mantova, Ternana, Avellino, Napoli (per due volte), Inter, Como (per due volte), Juventus, Udinese, Venezia, Spal e Lecce. In due stagioni con l’Avellino (1978-1979 e 1979-1980), ha conquistato le prime due salvezze nella massima serie italiana (sulle nove consecutive ottenute a cavallo degli anni Settanta e Ottanta) dei “Lupi” irpini.

Il primo a Napoli con Maradona

Alla guida del Napoli in due periodi (dal 1980 al 1982 e nel 1984-1985), è ricordato per due eventi storici. Nella stagione 1980-1981, il Napoli del mister lombardo ha sfiorato il suo primo scudetto (raggiunto poi sei stagni dopo con Ottavio Bianchi), per finire al terzo posto. Nel 1984-1985, Marchesi ha avuto invece il privilegio di diventare il primo allenatore italiano di Diego Armando Maradona. “El Pibe de Oro” è sbarcato in Campania nell’estate 1984, acquistato dal Barcellona per 13 miliardi e mezzo di lire.

Con la Vecchia Signora in Juventus-Cesena del 22 novembre 1987

Da coach dell’Inter, ha collezionato 47 panchine nella stagione 1982-1983. Sotto la sua guida, ha esordito in A, durante Inter-Sampdoria 1-2 del 12 settembre 1983, uno dei portieri più importanti della storia della Beneamata: Walter Zenga. Dopo la seconda parentesi partenopea, è passato alla Juventus, allenandola per due stagioni (1986-1987 e 1987-1988) e diventando l’ultimo allenatore di Michel Platini, che ha lasciato i bianconeri e il calcio giocato nel 1987. Marchesi è entrato indirettamente nella storia anche della formazione della nostra città, il Cesena. Era infatti mister della Juventus durante il famoso Juventus-Cesena del 22 novembre 1987 di campionato. Sul risultato di 2-1 per la “Vecchia Signora”, un petardo ha colpito, nel tunnel per gli spogliatoi, il centrocampista del Cesena Dario Sanguin, determinando il 2-0 a tavolino per i romagnoli. La partita in questione rappresenta l’unica vittoria del Cesena in casa della Juventus in match ufficiali. Guidando entrambe le squadre protagoniste del “derby d’Italia”, Marchesi è uno dei 13 allenatori ad aver guidato Inter e Juventus, insieme a József Viola, Giovanni Ferrari, Carlo Carcano, Aldo Olivieri, Jesse Carver, Heriberto Herrera, Giovanni Trapattoni, Marcello Lippi, Alberto Zaccheroni, Claudio Ranieri, Antonio Conte e Luciano Spalletti.

In alto con il Como

Nelle due esperienze al Como (1985-1986 e 1988-1989), c’è da registrare il punto più alto di tutta la sua storia societaria, il raggiungimento delle semifinali di Coppa Italia nel 1986. La compagine lariana ha affrontato la Sampdoria e ha mancato la finale in modo rocambolesco: dopo un 1-1 a Genova, fece altrettanto in casa (con la rete comasca di Massimo Albiero) e, durante i tempi supplementari, Stefano Borgonovo ha segnato il gol del 2-1. A questo punto un oggetto lanciato dagli spalti ha ferito l’arbitro Giancarlo Redini, provocando il successo a tavolino dei blucerchiati per 2-0 e la conseguente eliminazione del Como di Marchesi dalla competizione. Il Como, sotto la guida di Cesc Fábregas, ha raggiunto il penultimo atto della coppa italiana proprio durante questa stagione.

L’addio

I funerali di Rino Marchesi si sono tenuti oggi, martedì 3 marzo, alla pieve di San Martino a Sesto Fiorentino, dove l’ex calciatore e allenatore ha vissuto gli ultimi anni di vita.