Cesena
Al Rotary di Cesena un focus sui restauri della Sala Capitolare della basilica del Monte
Ne hanno parlato lo storico Marino Mengozzi, il restauratore Giovanni Giannelli e l’abate dom Mauro Maccarinelli. Anche il sodalizio cesenate partecipa alla raccolta fondi per l’intervento
L’arte millenaria dell‘abbazia benedettina è stata al centro ieri sera, giovedì 12 febbraio, dell’ultima conviviale del Rotary Club Cesena guidato per l’annata in corso da Ombretta Sternini.
Restauro degli affreschi
L’occasione è stata il punto sul restauro degli affreschi della Sala Capitolare dell’Abbazia a cui partecipa con un contributo anche il sodalizio cesenate.
La densa serata di ieri ha valorizzato l’impegno della Fondazione della Cassa di Risparmio che, oltre a metterci risorse economiche proprie, ha messo in gioco le sue relazioni con la città in un fundraising che ha coagulato la generosità di una cinquantina di aziende che hanno devoluto ciò che mancava ai 200 mila euro necessari per l’intervento.
Riferimento identitario di Cesena. Gli interventi alla conviviale
Introdotti dallo storico Marino Mengozzi, direttore dell’Ufficio diocesano per l’arte sacra e i beni culturali e profondo conoscitore della storia dell’Abbazia, che ha evidenziato come l’immagine che domina dall’alto sia riferimento identitario di Cesena, hanno portato un contributo approfondito ed emozionante il restauratore Giovanni Giannelli e l’abate dom Mauro Maccarinelli.
Giannelli – a cui sono affidati a tutt’oggi importanti restauri (tra cui quello di San Marco a Venezia) in giro per l’Italia – è l’erede del laboratorio di San Lazzaro di Savena del celebratissimo Ottorino Nonfarmale, autore nell’85 del restauro della fondata Masini. Ha mostrato attraverso immagini, lo stato degli affreschi in restauro. Dipinti eleganti e di grandi qualità che mostrano i segni del tempo e i rischi a cui sono sottoposti senza l’intervento urgente già avviato. Diverse crepe e qualche punto in distacco dal fondo mostrano la preziosa cupola a ombrello, le sue quindici lunette con gli Apostoli, San Benedetto, San Mauro e San Placido, l’Assunzione dipinta sul soffitto e l’incoronazione di Maria della piccola abside. Oggi c’è al centro della sala anche un’impalcatura che consente agli eventuali visitatori di vedere da vicino, occasione imperdibile, la qualità dei dipinti.
Nove confratelli per una comunità
Ha fatto seguito una disquisizione dotta ed empatica da parte dell’abate dom Mauro che ha evidenziato il ruolo della sala capitolare per la comunità dei benedettini che oggi conta nove confratelli fra cui un novizio cesenate: un luogo cardine della convivenza dove si struttura la vita religiosa, sociale e civile dell’abbazia. Qui si riuniscono i monaci per organizzare la loro vita di comunità. È stata costruita con la cura che i benedettini dedicano ai luoghi e al prodotto del lavoro paziente dell’uomo (“Ora et labora”) ma spesso “diventa un’arena in cui imporre il proprio pensiero”. “Una situazione – ha chiarito l’abate – che a Cesena non si è mai verificata”. Il commento è servito al religioso per evidenziare quanto sia lontana da un tale atteggiamento la regola lasciata da San Benedetto che, a 14 secoli di distanza, è ancora valida. Un vero modello dove “l’io esasperato deve essere domato per far prevalere il bene di tutti”.