Cesena
Ancona è Capitale italiana della Cultura 2028
Forlì e Cesena a bocca asciutta. Lattuca: "Delusi ma andiamo avanti con il lavoro corale"
Capitale italiana della Cultura 2028 è Ancona con il dossier “Ancona. Questo adesso”.
L’annuncio a Roma
La vincitrice è stata proclamata oggi, mercoledì 18 marzo, dal ministro della Cultura, Alessandro Giuli. L’annuncio è stato dato poco fa nel corso di una cerimonia ufficiale, che si è tenuto nella sala Spadolini del Ministero di via del Collegio Romano, a Roma, alla presenza della Giuria di selezione e dei rappresentanti delle dieci città candidate, tra cui i sindaci di Forlì Gian Luca Zattini e di Cesena Enzo Lattuca. Alla vincitrice è stato assegnato un contributo di un milione di euro, per attuare il programma culturale presentato nel dossier di candidatura. Il titolo di Capitale italiana della cultura è conferito dal Consiglio dei ministri con propria delibera, su proposta del ministro Giuli che recepisce la raccomandazione della Giuria di selezione. La raccomandazione con la motivazione del riconoscimento, contenuta in una busta chiusa aperta in diretta dal ministro Giuli, è arrivata dopo un attento percorso di valutazione, che ha incluso anche le audizioni delle dieci finaliste lo scorso 26 febbraio.
Le finaliste
In lizza per il titolo di Capitale italiana della cultura per l’anno 2028 c’erano: Anagni (Fr) con il dossier “Hernica Saxa. Dove la storia lega, la cultura unisce”, Ancona con il dossier “Ancona. Questo adesso”, Catania con il dossier “Catania continua”, Colle di Val d’Elsa (Si) con il dossier “Colle28. Per tutti, dappertutto”, Forlì con Cesena con il dossier “I sentieri della bellezza”, Gravina in Puglia (Ba) con il dossier “Radici al futuro”, Massa con il dossier “La Luna, la pietra. Dove Tirreno e Apuane incontrano la storia”, Mirabella Eclano (AV) con il dossier “L’Appia dei popoli”, Sarzana (SP) con il dossier “L’impavida. Sarzana crocevia del futuro”, Tarquinia (VT) con il dossier “La cultura è volo”.
Dal Ministero encomi per tutti
“La vincitrice è solo una, ma tutti i progetti sono di alto livello e non meritano di andare dispersi“, ha detto il presidente della commissione, il giornalista Davide Maria Desario. “Già essere qui è un traguardo”, gli ha fatto eco il ministro Giuli, definendo la cerimonia un “momento di gioia condivisa”, atto finale di un “fruttuoso dialogo fra centro e periferia”, sottolineando che siamo “tutti parte di un’avventura che continua nel tempo”.
Ancona, premiato il carattere internazionale del progetto e il coinvolgimento dei giovani
Il dossier di candidatura di Ancona, votato all’unanimità, “propone un modello di valorizzazione culturale solido e coerente, capace di coniugare identità territoriale e apertura internazionale in una visione che connette le politiche culturali con più ampie dimensioni di rigenerazione urbana, inclusione sociale e partecipazione“, le motivazioni della commissione lette dal ministro Giuli . Apprezzata anche “l’integrazione tra istituzioni culturali, sistema della ricerca, realtà associative e operatori del territorio che garantisce una rete strutturata partecipativa e orientata alla crescita”. Considerata infine “rilevante l’attenzione alla dimensione europea e mediterranea che rafforza il posizionamento internazionale del progetto, così come il coinvolgimento attivo delle comunità locali e degli enti territoriali, nonché dei giovani, considerati non soltanto come fruitori, ma come protagonisti dei processi creativi e culturali“.
Lattuca: “Il mancato riconoscimento non interrompe questo percorso”
“Siamo delusi – commenta in una nota il sindaco di Cesena e presidente della Provincia Enzo Lattuca – ma non nutriamo alcuni rimpianto per il lavoro corale e il forte spirito comunitario che hanno accompagnato questi mesi e il percorso condiviso che abbiamo costruito insieme. Il mancato riconoscimento, assegnato dal Ministero alla città di Ancona, alla quale rivolgiamo le nostre congratulazioni, non rappresenta un punto di arresto. Al contrario, questo cammino di candidatura ha avuto il merito di porre al centro non soltanto Forlì e Cesena, ma una visione ampia e integrata, capace di valorizzare l’intero territorio romagnolo. Abbiamo lavorato fianco a fianco per dare forma a un progetto realmente condiviso, coinvolgendo comunità, istituzioni e realtà locali in un processo partecipato e di grande qualità. Il dossier presentato al ministero della Cultura, con i suoi 80 progetti, costituisce oggi una base solida e ambiziosa su cui continueremo a costruire. Il mancato riconoscimento non interrompe questo percorso: ne rafforza, piuttosto, la determinazione. Continueremo a investire nella cultura come leva strategica di sviluppo, coesione e attrattività per l’intero territorio provinciale”. Il prossimo maggio anticipa infine Lattuca, “annunceremo pubblicamente tre iniziative relative ad altrettanti progetti che porteremo ugualmente avanti”.
Zattini: “Riscoperto il valore delle relazioni e il piacere di camminare insieme”
“Speravamo in un risultato diverso ma siamo comunque soddisfatti – commenta il sindaco di Forlì Gian Luca Zattini -. La vittoria più grande l’abbiamo già portata a casa: abbiamo riscoperto il valore delle relazioni e il piacere di camminare insieme”. Dal primo cittadino forlivese l’invito a “ripartire da qui ancora più determinati, pronti per mettere a terra alcuni progetti iconici che incarnano la visione corale della candidatura“. Da qui il primo annuncio: “A ottobre, nelle sale del primo piano dei Musei San Domenico, allestiremo una grande mostra sul Guercino e la sua scuola, con opere di straordinaria bellezza provenienti da diverse sedi museali. Per la prima volta nella storia della città di Forlì, le faremo dialogare in un percorso espositivo di grande pregio”.
Morrone (Lega): “Forlì e Cesena insieme più a livello formale che concreto”
Amarezza dal deputato leghista forlivese Iacopo Morrone che, in una nota ufficiale, parla di “occasione perduta. Spiace perché Forlì meritava davvero un palcoscenico nazionale“, ma “è già un risultato essere arrivati in finale”. Il parlamentare ricorda che “qualche dubbio sull’opportunità di un abbinamento con Cesena era stato sollevato fin dal gennaio scorso sia da Galeazzo Bignami di Fratelli d’Italia sia da Alberto Zattini, direttore di Ascom-Confcommercio Forlì. Perplessità sulla doppia candidatura su cui concordavo in pieno, come ho più volte rilevato. Ma la decisione è stata quella di proseguire in tandem nonostante fosse evidente che Forlì credeva più di Cesena nell’opportunità di questa sfida“. Secondo Morrone “forse quel “saper fare sistema” dei due comuni, Forlì e Cesena, è rimasto sulla carta, auspicio di molti ma più a livello formale che concreto. Forse serve un bagno di realismo e certamente il rimpianto di un’occasione perduta”.