Cesena
Ausl Romagna: un nuovo direttore per i distretti sanitari Valle Savio e Rubicone
Marco Montalti ha 31 anni e una specializzazione in Igiene e Medicina Preventiva. Diplomato al liceo "Righi" di Cesena, "è nel volontariato che ho fatto esperienza della bellezza di essere di aiuto. Non scindo la medicina clinica dall'incarico amministrativo"
Questa mattina la presentazione alla stampa nella sede dell’Ausl Romagna in piazza Sciascia, in zona ex Zuccherificio a Cesena
Marco Montalti nuovo direttore di due Distretti
Nuovi – giovani – assetti dirigenziali per l’azienda sanitaria locale della Romagna.
È stato presentato questa mattina il dottor Marco Montalti, nuovo direttore dei Distretti sanitari Cesena Valle Savio e Rubicone. Il dottor Montalti è stato nominato in seguito a procedura di selezione pubblica. Succede a Paola Ceccarelli, che ha assunto l’incarico di direttrice della direzione assistenziale dell’Ausl.
Settantacinque Comuni, 17mila dipendenti in 14 ospedali pubblici
L’Ausl Romagna compre un territorio tra i più vasti in Italia: 75 i Comuni per oltre un milione e centomila abitanti, 17mila dipendenti in 14 ospedali pubblici.
Alla presentazione alla stampa, nella sede dell’Ausl in piazza Sciascia a Cesena, ha fatto gli onori di casa il direttore generale dell’Ausl Romagna Tiziano Carradori: “È un’azienda strutturata su tre Provincie, segmentata in otto distretti socio-sanitari. Ogni distretto è gestito in concorso con le amministrazioni locali, mettendo in rete la sanità pubblica con i servizi territoriali. Il direttore di distretto è chiamato a dare risposte in linea con l’Azienda sanitaria. Siamo dei tecnici in continuo confronto e dialogo con dirigenza e territorio. Ci vengono chieste competenze trasversali, capaci di risolvere problematiche”. Tra competenze e nuove sfide, “grande attenzione viene data al contenimento delle liste d’attesa – ha sottolineato Carradori -. E alle problematiche di salute mentale che sono in aumento soprattutto fra i giovani. Abbiamo problemi e opportunità a cui dedicarci. La nomina di Montalti è un investimento per il futuro. Con l’auspicio di papa Leone: ‘Soldi non per le armi, ma per le scuole e la sanità’”.
Trentun anni, un diploma al “Righi” e una laurea in Medicina nel 2020. “Nel volontariato ho fatto esperienza della bellezza di essere di aiuto”
Montalti è nato a Cesena 31 anni fa e ora è residente a Bologna. Dopo il diploma al Liceo scientifico “Righi” di Cesena e grazie anche a esperienze di volontariato con l’Avo “in cui ho fatto esperienza che nella vita professionale mi sarebbe essere di aiuto nella cura delle persone”, ha sottolineato il dottor Montalti, si è iscritto alla Facoltà di Medicina a Bologna “con il desiderio di fare il medico clinico. Nel percorso di studi, ho però trovato molto stimolante anche l’aspetto organizzativo. Ora ritrovo la clinica ogni giorno, in ogni scelta e programmazione che facciamo. Non scindo gli aspetti clinici da quelli amministrativi: la salute pubblica è davvero tale se si rivolge a tutti, con un’attenzione particolare a chi in un determinato periodo della vita si trova in una posizione di fragilità o marginalità. Sento tanta responsabilità in questo incarico che sono chiamato a svolgere qui dove sono nato e cresciuto”.
Dopo la laurea in Medicina conseguita nel 2020, dal 2025 è specializzato in Igiene e Medicina preventiva ed è abilitato all’insegnamento universitario. In questi anni è stato dirigente medico dell’Igiene e Sanità pubblica di Cesena, si è occupato di sorveglianza epidemiologica, prevenzione e programmazione di interventi di promozione della salute. “Abbiamo lavorato insieme negli ultimi anni – l’intervento di Francesco Sintoni, coordinatore sovra-provinciale distretti di Forlì-Cesena -. Con sensibilità e attenzione, il dottor Maltoni ha dato prova di grande capacità di lettura delle dinamiche territoriali. Acquisiamo un dirigente di alto livello”. La sindaca di Mercato Saraceno Monica Rossi ha avuto parole di gratitudine per l’attenzione che l’Ausl dedica ai territori interni come la Valle del Savio, a volte di difficile accesso. “Abbiamo un grande riscontro per quanto riguarda la presenza nel nostro territorio degli infermieri di comunità – ha sottolineato la Rossi -, così come le Case di Comunità di Mercato Saraceno e l’ospedale di San Piero in Bagno. Con i due Cau che sono diventati un punto di riferimento per la comunità”.