Cesena
Calabrina di Cesena: i primi 30 anni della chiesa parrocchiale
Gli appuntamenti per celebrare l'anniversario: un 'viaggio teatrale' insieme a San Francesco, la Messa e il pranzo insieme. Ripercorsa la storia della comunità
Il 19 settembre 1993 la posa della prima pietra. La dedicazione al patrono san Marco evangelista è del 9 novembre 1996.
Tre giorni di celebrazioni
La chiesa di Calabrina di Cesena compie 30 anni. E per l’occasione propone tre giorni di celebrazioni.
È del novembre 1996 la dedicazione della nuova chiesa di Calabrina a san Marco evangelista.
Sabato 7 novembre alle 20,45 in chiesa ci sarà il viaggio teatrale “Francesco chino sulla culla del mondo”, messo in scena da Laura Gambarin di GardArt Arte spettacolo (ingresso libero).
Domenica 8 novembre alle 11 la Messa solenne nell’anniversario della dedicazione della chiesa.
Domenica 15 novembre alle 12,30 il pranzo comunitario nella sala del Leone, sotto la chiesa, dopo la Messa festiva delle 11.
Un po’ di storia
“La parrocchia è nata nel 1961, voluta dal vescovo Gianfranceschi che incaricò don Alberto Benedettini di costruire un primo locale, poi ampliato per ospitare la canonica – la comunità parrocchiale ne ripercorre la storia –. Allora la chiesa era un sotterraneo. L’opera pastorale iniziale di don Alberto prima e di don Onerio Manduca poi per ben 17 anni, portarono alla crescita di una comunità viva che accolse don Ettore Bagnolini alla fine del 1979. Con il passare degli anni, don Ettore ha sentito il desiderio di costruire una casa degna al Signore, per poterlo celebrare ancora meglio. Non che la chiesa faccia la comunità, ma perché, come disse don Ettore in occasione della posa della prima pietra (19 settembre 1993): ‘Questo popolo ha deciso di costruire anche l’edificio chiesa perché sia segno e richiamo di questa Presenza reale. L’incontro con Dio è personale, ma avviene nella comunità e attraverso essa”.
È impossibile descrivere quante persone furono coinvolte. “Ognuno per ciò che era nelle sue possibilità e competenze. Ogni singolo mattone di questo edificio è passato dalle mani di tanti parrocchiani che hanno trascorso diversi sabati a pulirli, uno a uno”, prosegue il racconto.
Il 9 novembre 1996 è stata celebrata la dedicazione dell’edificio al patrono san Marco evangelista. Don Ettore in quell’occasione si pose questa domanda rispondendo: ‘Ma Cristo adesso dov’è? È là dove uomini sono raccolti insieme da Lui e vivono una compagnia, una compagnia che diventa amicizia, così da renderlo presente’”.
“Una domanda – conclude la nota storica – quella del caro don Ettore, che potremmo farci ancora oggi, perché una compagnia per diventare amicizia andrebbe coltivata. Saldi nella preghiera e grati a tanti per l’aiuto di questi anni, non dimentichiamo il sostegno ricevuto dopo la prematura morte di don Ettore, di don Renato Pagliarani e di don Rino Casali. ‘Mattone su mattone viene su una grande casa’, dice la canzone. E nonostante la fatica, ‘è il Signore che ci vuole abitar con te’, con noi e con tutti coloro che impareremo ad accogliere”.