Case Finali, l’ultimo saluto a una «dispensatrice di bontà»

Questa mattina è stato celebrato il funerale di Maria Giuseppina “Giusy” Baiardi in Asioli, ricordata da don Gilberto Gasperoni per le sue virtù cristiane

Il parroco di Case Finali, don Marcello Palazzi, benedice la salma

Un esempio di fede cristiana in salute e in malattia, una costante dispensatrice di bontà e conforto, una vera benedizione per le parrocchie in cui ha vissuto.

Così è stata definita oggi al suo funerale, nella chiesa parrocchiale di Case Finali a Cesena, Maria Giuseppina “Giusy” Baiardi in Asioli.

Originaria di Montiano, dove è stata sepolta, la donna è morta nella notte tra giovedì e venerdì scorso a 84 anni dopo una lunga malattia.

Talenti messi a frutto

«Nella tua vita hai accolto dei doni, delle ricchezze, delle provvidenze, che non hai tenuto per te, condividendoli sempre dopo averli fatti crescere. Hai davvero “trafficato i talenti”, condividendo con gli altri anche arte, poesie, preghiere composte. Avevi tanti modi per prenderti cura degli altri» ha sottolineato il parroco don Marcello Palazzi nell’omelia funebre.

Una fede vissuta nel quotidiano

Al termine della celebrazione eucaristica è stato letto un ricordo del sacerdote, amico di famiglia, don Gilberto Gasperoni. L’ex parroco di Bagnarola (assente per motivi di salute), nel fare le condoglianze al marito Ennio, ai figli Mario, Andrea e Claudio, con le loro famiglie, li ha invitati a: «ringraziare il Signore per il dono di una sposa, una mamma, una nonna di tanta bontà. Aveva nel cuore il tesoro della fede, viveva unita a Dio quotidianamente, con la preghiera e con l’Eucarestia. Era un’anima bella, che conteneva Dio in modo abituale. Una donna così amabile per la dolcezza del tratto che quando l’avvicinavi ti metteva addosso bontà e serenità di cuore».

La cifra della bontà

Proprio la bontà ha rappresentato il tratto distintivo di Giuseppina: «È stata una donna cristiana dall’animo profondamente buono – continua il messaggio di don Gilberto –. Aveva una bontà del cuore ammirevole. Una bontà la cui compagnia rendeva migliori gli altri. Dicono i santi che la bontà è il più grande capitale del mondo, perché è il modo più facile di assomigliare a Dio. Diceva spesso papa Giovanni: la mia prima parola è bontà. La seconda parola è bontà. La terza parola è bontà. Dalla quale nasce la giustizia, la carità, la verità e la pace. Cari familiari in lutto, questa è la più bella eredità che ci ha lasciato Giuseppina, la bontà del suo cuore verso tutti».

L’esortazione finale di don Gilberto a familiari e amici è stata quella di ringraziare nuovamente Dio: «Sant’Agostino, alla morte, di sua madre disse “Signore non ti chiedo perché me l’hai tolta, ma ti ringrazio per avermela data”. Ringraziate il Cielo per questo dono, il dono di Giuseppina. Ora ha cessato di soffrire ed è sulla via del Cielo. E da lassù, ne sono certo, scandisce preghiere per voi e prepara aiuti inaspettati anche per le necessità imprevedibili».

Metteva gli altri prima di sé stessa

Il riferimento alla sofferenza è legato alla malattia che ha a lungo afflitto Giuseppina. La quale però, incurante delle difficoltà personali, non ha smesso mai di mettere gli altri al primo posto, come ha testimoniato il figlio Andrea al termine della cerimonia: «eri una principessa di gentilezza, umiltà, modestia e carità verso il prossimo. La famiglia era il tuo fondamento, al punto da farti prendere per la prima e unica volta l’aereo, per volare da Nostra Signora di Lourdes, per chiedere la grazia… ma non per la tua salute compromessa ma per noi, i tuoi cari. La Madonna era il tuo riferimento e a lei rivolgevi le tue preghiere perché anche lei, come madre, conosceva le difficoltà».

«Sei stata per tanto tempo una crisalide piegata in un corpo piegato dalla sofferenza – ha concluso il figlio –, ora però puoi volteggiare libera nei cieli celesti, perché sei rinata farfalla, come quelle che amabilmente dipingevi e donavi a tutti, assieme a baci che scaldavano il cuore per strapparci un sorriso. Per questo chiedo a tutti i presenti di mandarti un bacio, immaginandoti soddisfatta là dove ora tu ti trovi in un meritato Paradiso».

Messa di Settima

Domenica prossima alle 11,30 nella chiesa di Case Finali, nel corso della Santa Messa, si pregherà nuovamente per Giuseppina in occasione della “settima” dalla nascita al Cielo.