Dalla Chiesa
Cei. Cardinale Zuppi e il segretario Baturi: “Non possiamo accettare che il male diventi normale, la luce del Risorto apre le ferite a una vita nuova”
“La luce del Risorto non cancella per magia i segni della passione, ma li trasfigura - scrivono i presuli -. Ogni atto di bene è già un segno pasquale"
Gesù re della pace, un Dio che rifiuta la guerra
Il messaggio per la Pasqua 2026
“Non possiamo abituarci a tutto questo. Non possiamo accettare che il male diventi normale, che la durezza vinca sulla compassione, che l’indifferenza prenda il posto della fraternità”. È uno dei passaggi centrali del messaggio di Pasqua 2026 firmato dal cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei, e da monsignor Giuseppe Baturi, arcivescovo di Cagliari e segretario generale della Cei.
Cristo, re della pace, grida dalla croce: Dio è amore. Deponete le armi
Il testo rivolge uno sguardo doloroso al mondo segnato da “guerre che devastano popoli e famiglie, violenza che colpisce i più deboli, solitudini che consumano tante esistenze”. Eppure, affermano i presuli, “la luce del Risorto non cancella per magia i segni della passione, ma li trasfigura. Li attraversa. Li apre a una vita nuova”. Il messaggio cita le parole pronunciate da Leone XIV il 29 marzo: “Questo è il nostro Dio: Gesù, re della pace. Un Dio che rifiuta la guerra, che nessuno può usare per giustificare la guerra. Cristo, re della pace, grida ancora dalla sua croce: Dio è amore! Abbiate pietà! Deponete le armi, ricordatevi che siete fratelli!”. Il documento si conclude con un appello: “Ogni atto di bene, ogni parola che consola, ogni mano tesa, ogni riconciliazione cercata è già un segno pasquale, un frammento di risurrezione nel cuore del mondo”.
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