Cesena
Cesena. Guerra, disarmo e responsabilità civile, incontro al palazzo del Ridotto
Venerdì 20 marzo, iniziativa a cura del liceo linguistico ‘Ilaria Alpi’
Una giornata di confronto dedicata ai temi della pace, del disarmo e delle conseguenze dell’economia di guerra. Venerdì 20 marzo a Cesena si svolgerà l’iniziativa, dal titolo ‘Riaffermare la pace. Come contrastare l’economia di guerra e la ‘guerra globale’’, con studiosi, giornalisti e attivisti impegnati da anni nella promozione della nonviolenza e nella critica alle politiche di riarmo.
Partecipano Francesco Vignarca e Linda Maggiori
La giornata si aprirà alle 11 al Liceo linguistico ‘Ilaria Alpi’ (piazza Aldo Moro) con un incontro riservato agli studenti nell’aula magna dell’istituto. L’iniziativa sarà introdotta dal dirigente scolastico Francesco Postiglione e offrirà ai giovani un’occasione di approfondimento sui grandi temi della geopolitica contemporanea, sul ruolo dell’informazione e sulle responsabilità delle società civili di fronte ai conflitti internazionali. Nel pomeriggio, dalle 17, il dibattito si aprirà alla cittadinanza al palazzo del Ridotto, con un incontro pubblico promosso in collaborazione con il liceo, il Centro pace cittadino e con il patrocinio del Comune di Cesena. Ospiti dell’appuntamento saranno Francesco Vignarca, coordinatore delle campagne della Rete Italiana Pace e Disarmo, e la giornalista e attivista Linda Maggiori.
Disarmo e diplomazia come strumenti della pace
Vignarca da oltre quindici anni analizza le dinamiche del commercio internazionale di armi, delle spese militari e delle politiche di sicurezza globale. Attraverso studi, pubblicazioni e campagne pubbliche promuove il disarmo e la risoluzione nonviolenta dei conflitti, sostenendo il ruolo della diplomazia e delle istituzioni internazionali come alternative alla logica militare. Interverrà inoltre Linda Maggiori, giornalista freelance e autrice che nelle sue inchieste ha approfondito il rapporto tra economia, ambiente e traffici di armi. Il suo lavoro investigativo ha portato alla luce anche episodi di esportazioni belliche dai porti italiani e le connessioni tra industria militare, interessi economici e scelte politiche a livello internazionale.
Una riflessione critica sui meccanismi di guerra
L’iniziativa, sottolineano gli organizzatori, “nasce in un contesto internazionale segnato da una crescente escalation dei conflitti e da un aumento generalizzato delle spese militari. In un clima mediatico in cui la guerra rischia di essere percepita come inevitabile risulta necessario creare spazi di discussione e consapevolezza pubblica, capaci di coinvolgere soprattutto le nuove generazioni”. L’obiettivo dell’incontro è quello di stimolare una riflessione critica sui meccanismi dell’economia di guerra e sulle possibili alternative basate sulla cooperazione internazionale, sul diritto e sulla costruzione di una cultura della pace.