Cesena. Il Liceo “Monti” mette in scena il “teatro della crudeltà” ispirato a Antonin Artaud

Ieri, 28 maggio, platea piena e applausi al teatro Bonci che ha ospitato il terzo appuntamento del festival Teatro scuola

Il Festival di teatro e scuola “Elisabetta Turroni” è giunto ieri, 28 maggio, alla terza serata con lo spettacolo del Liceo “Monti”. Oggi, venerdì 29 maggio, in scena gli studenti del Liceo scientifico Righi

Una dichiarazione d’amore per il teatro

Dopo lo spettacolo “Angelina detta Lina” dell’Istituto “Pascal / Comandini”, e dopo  “2260 Anesectic Comedy: White is Dark, Dark is White” del Liceo linguistico “Alpi”, ieri giovedì 28 maggio è andato in scena “Scrivere il palcoscenico” del Liceo “Vincenzo Monti”. Il lavoro è stato sviluppato dalla regista Sabina Spazzoli del gruppo teatrale “Malocchi e Profumi”. La regista dirige il laboratorio del liceo in parallelo con quello all’interno della casa circondariale di Forlì: infatti lo spettacolo si inserisce nel progetto triennale 2025-2027 del Coordinamento teatro carcere Emilia Romagna. Le docenti Daniela Romanelli e Letizia Bisacchi hanno organizzato le attività e hanno collaborato con la regista alla drammaturgia originale, insieme a studentesse e studenti.

“Scrivere il palcoscenico” è una dichiarazione d’amore per il teatro, ispirata dal saggio “Il teatro e il suo doppio” e dalla raccolta “Vivere è superare sé stessi. Lettere a Jean-Louis Barrault 1935-1945” di Antonin Artaud. 

Antonin Artaud

La scelta di partire dallo scrittore francese, nato nel 1896 e scomparso nel 1948, è di per sé una dichiarazione di poetica: Artaud, infatti, teorizza il “teatro della crudeltà”, ove il termine non indica un particolare sadismo dell’autore di teatro nei confronti dello spettatore, ma l’utilizzo di ogni tecnica possibile, da quelle occidentali a quelle orientali, dal canto alla danza, dalle luci ai suoni, per fare vivere allo spettatore una vera e totale partecipazione, unica possibilità per fare vivere all’uomo del XX secolo l’esperienza descritta dal filosofo Aristotele nella sua “Poetica”, ovvero la catarsi, la purificazione attraverso l’esperienza teatrale. L’umanità moderna è troppo smaliziata, e quindi occorre scavare nelle più profonde pulsioni per fare sì che l’esperienza sia davvero vissuta dagli spettatori.

Lo spettacolo

La scena è emblematica e suggestiva, nella sua astrazione. Fra platea e palcoscenico agiscono i personaggi delle opere teatrali di ogni tempo, dando modo a tutti i giovani interpreti (una trentina, gli studenti impegnati) di recitare un monologo, un dialogo, un frammento dei testi più o meno famosi. La natura composita dello spettacolo fa sì che esso, virtualmente, sia infinito: i frammenti dai testi teatrali potrebbero continuare senza sosta, ed ecco che il dialogo fra Artaud e gli autori teatrali permette allo spettatore di affrontare il viaggio nel mondo del teatro attraverso vari punti di vista, per cercare di giungere a una conclusione, che è, paradossalmente, che non c’è alcuna conclusione, perché il teatro, come la vita, non conosce soste, e i brani degli antichi greci possono convivere con la danza hip-hop del bravissimo gruppo del liceo, come un inserimento non forzato, ma strutturale ad un teatro che sia replica dell’intera realtà. Se forse sulla durata dello spettacolo si può avere qualche dubbio, perché un testo più breve avrebbe aiutato, non c’è dubbio che l’impegno, la passione, l’energia vitale dei giovani interpreti sono quanto di più prezioso esista, la vera linfa vitale di questo affascinante enigma chiamato teatro. Il numerosissimo pubblico, che ha riempito il teatro comunale, ha salutato i propri beniamini con frequenti e sentiti, calorosissimi applausi.

I prossimi appuntamenti

Oggi, venerdì 29 maggio (ore 20,30) sarà la volta del gruppo teatrale del Liceo scientifico “Righi”, guidato dai professori Anna Teresa Vitariello e Marcello Brondi, con “Cinque piani”. Collaborano con i docenti registi gli ex studenti Alessio Trivigno, Ginevra Gentili, Giuseppe Bucca e Daela Hasa.

Chiude il concorso domani sabato 30 maggio, alle 20, “Bird of prey. Concerto per i rapaci” dell’Istituto “Versari Macrelli”: diretto dal regista e autore cesenate Giacomo Garaffoni (che cura anche scene, luci e costumi) e con le musiche originali di Filippo Aletti, Gloria Galassi (docente responsabile del progetto scolastico) e Bianca Zontea, lo spettacolo cerca di fotografare una condizione irripetibile della vita, quella dell’adolescenza.