Cesena
Cesena, Le convenienze ed inconvenienze teatrali al teatro Bonci
È ripartita sabato 3 ottobre la stagione del “Bonci” dall'opera lirica. Dopo il debutto cesenate, lo spettacolo sarà al Teatro Galli di Rimini il 15 ottobre e al Teatro Alighieri di Ravenna
Sabato 3 ottobre al teatro Bonc ha festeggiato trent’anni di attività l’esperienza operistica del Conservatorio cittadino, prima solo “Maderna”, ora “Maderna – Lettimi”, dopo la fusione con quello riminese. Da 30 anni l’allestimento operistico ha rappresentato un’occasione, più unica che rara, per il pubblico cesenate, di vedere un’opera allestita sul palcoscenico di quello che fu, nella prima parte della sua vita, e almeno fino agli inizi del XX secolo, principalmente un teatro d’opera. La recensione di Paolo Turroni
Il debutto
Sabato 3 ottobre ha festeggiato trent’anni di attività l’esperienza operistica del Conservatorio cittadino, prima solo “Maderna”, ora “Maderna – Lettimi”, dopo la fusione con quello riminese. In scena, un’opera minore di uno dei più importanti operisti italiani, Gaetano Donizetti (1797-1848): “Le convenienze ed inconvenienze teatrali”. Anche quest’anno l’opera viene allestita in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Bologna.
La regia è di Alfonso Antoniozzi, la direzione d’orchestra di Paolo Manetti; scene e costumi sono realizzati dal corso di Scenografia – Teatro d’opera e spettacolo musicale dell’Accademia di Belle Arti di Bologna, coordinato dal docente Marcello Morresi. Sul palco, l’Orchestra del Conservatorio Maderna-Lettimi e gli allievi delle classi di canto dei docenti Alda Caiello, Valeria Esposito e Simone Alberghini.
Dopo il debutto cesenate, lo spettacolo sarà al Teatro Galli di Rimini (il 15 ottobre in matinée e il 16 alle ore 20) e al Teatro Alighieri di Ravenna (il 16 dicembre alle ore 20 e il 17 in matinée).
L’opera
Rappresentata per la prima volta al Teatro Nuovo di Napoli nel 1827, “Le convenienze ed inconvenienze teatrali” è una farsa composta da Domenico Gilardoni (1798-1831), che mette in scena il dietro le quinte di un allestimento lirico: i capricci dei cantanti, le rivalità tra prime donne, le pretese delle “mamme” al seguito e il caos delle prove diventano materia di una satira sul mondo del teatro con la complicità di chi quel mondo lo conosce dall’interno.
Ambientata in un teatro di provincia, la vicenda segue le caotiche prove di una nuova opera, “Romolo ed Ersilia”: una compagnia di fortuna deve fare i conti con un cast tutt’altro che all’altezza, dominato dalla vanità e dai capricci dei cantanti. La prima donna, Corilla, tiranneggia su tutti e pretende addirittura di cambiare il titolo, nessuno riesce a scrivere correttamente l’impronunciabile cognome del tenore tedesco mentre a complicare la situazione arriva Mamma Agata, ruolo scritto per baritono maschile en travesti, qui interpretato da Maurizio Leoni: madre del secondo soprano, esige che la figlia canti un duetto con Corilla per stabilire chi delle due debba avere maggiore rilievo, ma finirà per sostituirla lei. Nel frattempo il tenore si è dileguato e sarà rimpiazzato dal marito della prima donna, che stona tutte le parti.
La recensione
Lo spettacolo è stato estremamente piacevole, per la qualità degli interpreti e per l’intelligente regia di Antoniozzi, che ha portato la vicenda ai giorni nostri, aggiornando le scene che nella farsa originale erano legate all’attualità del tempo. I cantanti si sono anche dimostrati ottimi attori (e la cosa non è per niente scontata) e in numerose occasioni hanno fatto scaturire vive risate da parte del numerosissimo pubblico che ha affollato il Teatro “Bonci”.
Fra tutti gli interpeti, la menzione d’onore non può andare che a Maurizio Leoni, nel difficilissimo e divertentissimo ruolo di “mamma Agata”, raro caso di parte “en travesti” al contrario nell’opera. Solitamente nell’opera lirica, infatti, siamo abituati a vedere donne che recitano parti maschili; è assai più raro, benché presente nel repertorio tardo barocco, vedere uomini che interpretano parti femminili.
Nel caso di Agata, madre di una cantante, la motivazione è ben evidente: si tratta di una “virago”, di una donna forte e combattiva, che risulta ancora più comica dato che l’emissione vocale è quella di un basso.
Leoni ha interpretato la parte con grande verve e abilità, riscuotendo numerosi applausi a scena aperta. Applausi che, in verità, si sono ripetuti molte volte durante la breve opera (poco più di un’ora) a testimonianza della qualità artistica e teatrale del prodotto. Un ottimo inizio per la stagione cesenate e un altro tassello riuscito del quadri operistico del Conservatorio “Maderna – Lettimi”.
Cast dello spettacolo Le convenienze ed inconvenienze teatrali, opera di Gaetano Donizetti su libretto di Domenico Gilardoni, regia Alfonso Antoniozzi, direttore Paolo Manetti, Orchestra del Conservatorio Maderna-Lettimi.
Personaggi e interpreti: prima donna Angelina Golovkova, Luigia, Gaia Baioni Buttafarro, Agata, Maurizio Leoni, Musico, Liliana Jazmin Szucs, Tenore, Alex Camporesi, Maestro, Yunhe Zhao, Poeta, Yatong Liu, Procolo, Zeyu Xia, Impresario/Direttore Daniel Sanchini, allievi delle classi di Canto dei Professori Alda Caiello, Valeria Esposito e Simone Alberghini.
Scena Zeng Ruiying, allestimento scenico e costumi Scenicamente – Team creativo del Corso di scenografia, Teatro d’Opera e Spettacolo Musicale – Accademia di Belle Arti di Bologna, coordinamento Professor Marcello Morresi, realizzazione elementi scenici Mulinarte di Riccardo Canali, produzione Conservatorio Maderna-Lettimi di Cesena e Rimini. In collaborazione con Accademia di Belle Arti di Bologna, coproduzione Teatro Amintore Galli di Rimini, Teatro Alighieri di Ravenna, Teatro Comunale di Modena, in collaborazione con Emilia Romagna Teatro ERT/Teatro Nazionale.