Cesena. Mense scolastiche: cosa si mangia oggi? “Il menu lo decideranno loro”

In arrivo laboratori di cucina per genitori. Il 26 febbraio conferenza del pediatra dottor Maurizio Iaia al Palazzo del Ridotto

da sinistra la dirigente del settore Monica Esposito, l’assessora alla Scuola Maria Elena Baredi e le nutrizioniste Valentina Giorgini e Clio Barasi

Presentato il progetto dedicato alla refezione scolastica di Cesena. Una conferenza con il pediatra Maurizio Iaia, laboratori di cucina per i genitori e una nuova riedizione del Pappatutto in arrivo. Mentre si studia il decalogo delle merende, per aiutare a comprendere il valore di una sana alimentazione

Il valore dell’ora della mensa

Il pesto piace, le verdure ultime in classifica. I bambini non mentono e se non gradiscono lasciano nel piatto. Per questa ragione la graduatoria del gusto nelle mense scolastiche può migliorare, fermo restando l’obiettivo di mangiare a scuola, sano e bene. E così Cesena spinge sull’acceleratore e prepara un piano d’attacco intitolato “Il menu lo decideranno loro”, mettendo ai fornelli anche i genitori.

Ad annunciarlo l’assessora alla Scuola Maria Elena Baredi con le nutrizioniste Clio Barasi e Valentina Giorgini e la dirigente del settore Monica Esposito  che stamane, venerdì 6 febbraio, in conferenza stampa hanno presentato il progetto e i dati dell’andamento nell’anno scolastico 2024-2025 oltre che preannunciato per giovedì 26 febbraio una conferenza del dottor Maurizio Iaia, pediatra cesenate, pioniere delle mense scolastiche ispirate alla Dieta Mediterranea e ideatore del famoso libro di ricette “Pappatutto”.

L’appuntamento, al Palazzo del Ridotto (ore 17-19), è rivolto alle famiglie dei bambini e dei ragazzi che frequentano le mense scolastiche e aperto a tutta la cittadinanza.

Obiettivo, spiega l’assessora Baredi, ricordare il valore dell’ora di mensa “a tutti gli effetti un’ora di scuola, non un passatempo ma un momento di alto valore educativo e che anche gli insegnanti devono vivere con un certo spirito e una postura capace di trasferire questi valori”.

Laboratori di cucina per genitori

“Sappiamo – sottolinea l’assessora – che parte delle famiglie esprime perplessità sui menù e sulla qualità del cibo. È un segnale che non ignoriamo. Anzi proprio a loro dedichiamo questo nuovo percorso. I piatti serviti nelle nostre mense non sono il frutto della creatività di qualcuno – insiste determinata l’assessora – ma elaborazioni che si basano su tabelle nutrizionali dell’Ausl, cui i nostri cuochi si attengono, calibrate sulle età dei ragazzi, in linea con le indicazioni della Dieta Mediterranea che già dagli anni 80 sono sperimentate nelle nostre mense scolastiche, in collaborazione con i Pediatri di base e grazie al dottor Iaia”.

Ebbene, ora all’ideazione e preparazione di quei piatti sono invitati a partecipare anche i genitori, che a partire dal mese di marzo potranno accedere ai laboratori di cucina che si svolgeranno nelle due cucine scolastiche centralizzate, sotto la guida dei cuochi delle scuole, tre fine settimana, venerdì e sabato, per conoscere e poi a propria volta stilare dei menu che in maggio saranno poi sperimentati direttamente nelle mense.

Obesità e sovrappeso già dalla terza elementare

Il terzo passaggio, continua Baredi, sarà quello della riedizione del Pappatutto, comprensiva di diete speciali, tra le quali quelle elaborate con l’associazione Celiaci. In preparazione infine c’è il decalogo della merenda.

“Se i ragazzi accedono al pasto scolastico dopo aver assaggiato i sapori di merendine fatte di patatine, bevande zuccherate e spianate alla mortadella – spiegano le nutrizioniste – la sfida di una dieta che prevede polpette di miglio o legumi, pesce e verdure, sarà più ardua. Anche il decalogo della merenda aiuterà i genitori a calibrare l’alimentazione, partendo già dallo spuntino di metà mattina”.

Del resto, aggiungono le esperte “dalla terza elementare si registra tra i bambini l’inizio dell’aumento del sovrappeso e dell’obesità, un fenomeno cui prima si assisteva in quinta”, e che si può contrastare con una corretta informazione.

I menu proposti alle mense, spiegano, sono pubblicati sul sito della scuola in modo che le famiglie possano a loro volta organizzare i propri pasti casalinghi e – se a scuola c’è il pesce – proporre a casa un piatto diverso.

Assaggiare per credere

La commissione mensa, che si riunisce tre volte all’anno e comprende anche un genitore referente di ogni scuola, può presentarsi in mensa senza preavviso per assaggiare il pasto su cui poi si viene invitati a esprimere un parere tramite questionario.  I risultati dei questionari raccolti, spiega Baredi, certificano un 80 per cento di gradimento dei menu proposti. “Puntiamo a soddisfare anche il restante 20 per cento, ed è per questo che proponiamo questo cambio di marcia, coinvolgendo anche le famiglie in questo progetto di educazione alimentari. Siamo caparbiamente e testardamente convinti che questa sia la strada giusta”.

Tanto che, dopo l’investimento che il Comune di Cesena ha fatto in materia di mense scolastiche nell’anno scolastico 2024-2025 di oltre 4 milioni (3 milioni per servizi e forniture di materie prime e 1.115 mila euro per il personale), il 2026 vedrà confermata la modalità di produzione interna. “Non procederemo  come accade altrove all’esternalizzazione del servizio”.

Anzi, oltre ad avere aperto tre nidi nuovi con cucina (all’Osservanza, San Vittore e Villa Chiaviche) entro l’anno scolastico 2026-2027 sarà anche completata una nuova cucina alla scuola Carducci.

Ai fornelli con 3600 pasti al giorno

Nell’anno scolastico 2024-2025 sono stati somministrati 3600 pasti al giorno, preparati nelle cucine delle rispettive scuole oltre che nelle due cucine di Martorano e Case Finali, quindi un servizio interno e non appaltato.

I pasti, preparati per l’85 per cento con prodotti biologici, sfamano gli utenti di 13 nidi comunali, nove scuole dell’infanzia comunali, 16 scuole dell’infanzia statali, 24 plessi di scuola primaria di primo grado e due di scuola secondaria di primo grado, proponendo 588 diete speciali, religiose o etiche, 136 diete sanitarie, tra celiachie e altre intolleranze segnalate dalle famiglie.

Al lavoro ci sono 39 cuochi dipendenti comunali, 23 aiuto cucina e 52 sporzionatori, questi ultimi dipendenti a cooperative sociali. Il costo della mensa per le famiglie va da un massimo di 6,20 euro a pasto per le famiglie con Isee superiore a 20 mila euro a un minimo di 1,80.

Nella foto l’assessora Baredi con i cuochi scolastici e la dietista del Comune Clio Barasi