Cesena, protesta in piazza contro le restrizioni del Dpcm

La protesta delle categorie economiche danneggiate dall’ultimo Decreto del presidente del Consiglio dei ministri, partita alle 18 in piazza del Popolo a Cesena in modo pacifico, ha visto un crescendo di partecipazione ma è terminata tra fischi e invettive lanciate al sindaco Enzo Lattuca.

Pochi minuti prima dell’inizio della manifestazione “Adesso Basta! – Il lavoro è sacro come la vita” la piazza vedeva raccolte, in modo ordinato e pacifico, tra le 200 e le 300 persone. Tra loro molti bambini, giovani atleti e allievi delle scuole di danza della città.

Obiettivo dichiarato della manifestazione era far sentire la voce di settori, come quello della ristorazione, delle palestre e degli spettacoli dal vivo, già messi a dura prova nei mesi del primo lockdown voluto dal Governo Conte per contrastare la diffusione del virus Covid-19. E ora prostrati di fronte alle misure dell’ultimo Dpcm.

“Restrizioni e chiusure messe in atto senza alcun tipo di evidenza che siano proprio essi la causa primaria dell’aumento dei contagi – hanno spiegato gli organizzatori – e ignorando le richieste delle Regioni e dei vari governatori”.

La serata è stata aperta da Fabrizio Faggiotto (presidente di “Centro Anch’io”), organizzatore dell’evento assieme a Christian Pagliarani, che ha ribadito come i manifestanti fossero in piazza per “Lanciare un segnale, portare proposte concrete e per fare la nostra parte. Siamo distanti fisicamente, ma compatti e uniti”.

Nel giro di pochi minuti la piazza si è riempita di altra gente, per arrivare a 400-500 persone. Tra loro tanti curiosi.

Dopo di che ha preso la parola il sindaco di Cesena Enzo Lattuca, che ha ribadito come “l’Amministrazione comunale vi è vicina per questa delusione, e questa rabbia, che può essere manifestata in maniera pacifica”.

L’intervento del sindaco è stato interrotto più volte e fischiato, sia alla fine che quando ha parlato delle difficoltà del sistema sanitario.

“Qui a Cesena si può dire quel che si pensa” ha aggiunto Lattuca che, però, ha limitato il suo discorso sovrastato dalle urla di “Libertà, libertà” e dai fischi.

Una gazzarra che ha subito indotto i genitori a portare via i propri figli, molti dei quali hanno continuato a manifestare pacificamente nella vicina piazza Amendola.