Concluso il Plautus, il bilancio è molto positivo

L'unico tutto esaurito l'ha realizzato Paolo Cevoli con uno spettacolo fuori cartellone. Segno dei tempi

L'Antigone in scena anche nell'edizione 2026 del Plautus festival di Sarsina. Foto Plautus festival
L'Antigone in scena anche nell'edizione 2026 del Plautus festival di Sarsina. Foto Plautus festival

La rassegna estiva si tiene all’arena di Calbano. Eventi anche in piazza, a Sarsina, come ormai da tradizione

Ha chiuso i battenti la 66esima edizione

Si è conclusa la 66^ edizione del Plautus Festival di Sarsina che si è riconfermato ancora una volta come la rassegna teatrale estiva più importante della Romagna e tra le più qualificanti in Italia dedicate al teatro classico e di tradizione. Come già avviene da alcuni anni, gli spettacoli che si svolgono nell’Arena Plautina di Calbano, sono stati preceduti da altri tenuti nella piazzetta Lucio Pisone. Si è trattato in genere di monologhi, o poco più, con testi classici o moderni, ma ugualmente interessanti. Ricordiamo almeno ”Penelope vs Ulisse”, una rilettura dell’Odissea, attualmente molto in voga.  

Una dedica a Ennio Morricone

Il primo appuntamento nell’Arena, il 14 Luglio, è consistito in un concerto dedicato alle celebri colonne sonore di Ennio Morricone eseguite dall’orchestra “Recondite Armonie” con Nello Salza, solista di tromba e flicorno, che ha collaborato con lui per oltre vent’anni. Va ricordato che lo stesso Morricone tenne un concerto nella Cattedrale di Sarsina il 25 agosto 2008 presentando una sua composizione dal titolo “Vuoto di anima piena” dedicata al Millenario della Cattedrale. È stato ricordato anche il settantesimo anniversario delle recite classiche dedicate a Plauto. Proprio il 14 Luglio 1956 fu rappresentato per la prima volta il “Miles Gloriosus” portato in scena dagli allievi del Centro Universitario Teatrale di Parma. “Le plautine”, come la gente le chiamava, si sono svolte poi nel 1960, 1961, 1963, e, dal 1965 hanno avuto un ininterrotto svolgimento annuale.

Goldoni, cinque attori per 11 personaggi

Ha fatto seguito “Smanie per la villeggiatura” di Carlo Goldoni, forse la più movimentata delle tre commedie del grande autore veneziano dedicate a questo argomento. In questo particolare allestimento, che richiamava la commedia dell’arte, cinque attori hanno ricoperto il ruolo di ben 11 personaggi.

Casina, bravi gli attori

È stata la volta di “Casina”, una delle più divertenti commedie di Plauto e tra le più rappresentate, (a Sarsina 15 volte). Si è trattato di una produzione del Plautus Festival e del Centro Teatrale Universitario “Cesare Questa” di Urbino. Il drammaturgo e regista Michele Pagliaroni si è rifatto più a “La Clizia” di Machiavelli (a sua volta ripresa da “Casina”) che al testo plautino modificando non solo l’ambientazione, come avviene spesso, ma i caratteri dei personaggi. Bravi ed applauditi gli attori.

Molière, con protagonista Siravo, malato davvero

Il 4 Agosto è andato in scena uno degli spettacoli più attesi: “Il Malato Immaginario” di Molière. La nota e divertente commedia, assente dal cartellone da venti anni, ha richiamato un folto pubblico, che ha lungamente applaudito il protagonista Edoardo Siravo, malato per davvero, in quanto non ristabilito dai postumi di un infortunio, che non ha voluto annullare la recita, portata a termine con evidente fatica.

Scaramuccia di Marco Zoppello

Tra i più interessanti spettacoli va annoverato “Scaramuccia, Una Commedia dell’Arte, messa in scena dalla Compagnia Stivalaccio, sempre presente a Sarsina negli ultimi anni. Il soggetto originale di Marco Zoppello, regista ed anche uno dei principali attori, è parso inizialmente un po’appesantito dalle varie vicende. Ma i numerosi colpi di scena finali nonché il coinvolgimento diretto, un punto di forza di questa compagnia, hanno divertito i numerosi spettatori che hanno applaudito a lungo.

Truculentus ambientato in Sicilia

Nella rappresentazione di “Truculentus” di Plauto, apprezzabile la riproduzione dei primi versi della commedia, una specie di sipario strappato, risultata però ingannevole poiché  il regista ed adattatore Vincenzo Zingaro ha presentato uno spettacolo, peraltro ben recitato e allestito, ambientato in Sicilia alla fine degli anni Trenta. che ben poco aveva a che fare con il testo plautino. Il pubblico è rimasto un po’ interdetto in quanto si aspettava ben altro, ma il successo non è mancato.

Antigone, molto applauditi i due Pambieri

Anche “Antigone” di Sofocle, con il sottotitolo “Cronache di un teatro di guerra” pur in una rivisitazione moderna ha mantenuto, almeno in parte il confronto tra due forze: lo Stato, rappresentato da Creonte e la religione familiare rappresentata da Antigone con la sua disobbedienza civile che diventa un simbolo contro l’oppressione. Applaudito Giuseppe Pambieri, un Creonte diventato il protagonista principale al posto di Antigone (Micol Pambieri anch’essa molto applaudita).

Fedra con Elisabetta Pozzi

Ultimo spettacolo in programma è stato “Fedra” di Ghiannis Ritsos, poeta greco del Novecento. Si è trattato di un monologo che non è una riscrittura mitologica ma una specie di delirio fra desiderio, colpa e solitudine senza tempo e senza luogo. Un testo molto bello ma anche molto difficile da seguire. Straordinaria interpretazione di Elisabetta Pozzi, che da tempo porta avanti una ricerca teatrale sui personaggi femminili del mito.

Cevoli da tutto esaurito, fuori cartellone

Complessivamente la qualità degli spettacoli è stata soddisfacente ed è di molto aumentata la presenza media degli spettatori per ogni singola rappresentazione. Per dovere di cronaca va ricordato che l’unico “tutto esaurito” è stato raggiunto dallo spettacolo, fuori cartellone, a scopo raccolta fondi “Figli di Troia” di e con Paolo Cevoli. Specchio dei tempi.