“Credibili nella proposta, rispettosi della libertà”. Insegnanti di religione da papa Leone. Le testimonianze

Una ventina gli insegnanti Irc di Cesena-Sarsina che hanno partecipato all'incontro con il pontefice a Roma. Le parole dei prof Albero Moretti, Aloa Cangini, Susi Monti e Alessia Mauriello

Sabato 25 aprile, piazza San Pietro (Roma): foto di gruppo degli insegnanti di religione di Cesena-Sarsina, in udienza da papa Leone XIV. Accompagnati da don Giordano Amati e don Stefano Pasolini

Una distesa di insegnanti ha accolto Leone XIV in sala Nervi sabato 25 aprile in occasione dell’Udienza con il Santo Padre organizzata in occasione del 3° meeting nazionale degli insegnanti di religione intitolato “Il cuore parla cuore”

Una ventina da Cesena-Sarsina all’udienza in aula Nervi

Dalla Diocesi di Cesena Sarsina una ventina di insegnanti dall’infanzia alla scuola superiore hanno raggiunto Roma insieme ai colleghi di Forlì-Bertinoro. A guidarli don Giordano Amati, per oltre 40 anni responsabile dell’Ufficio diocesano Irc e don Stefano Pasolini che da febbraio ha assunto l’incarico di guida dell’ufficio raccogliendo il testimone di don Amati.

I due gruppi, terminata l’Udienza con il santo Padre, hanno potuto visitare la basilica di San Pietro con una visita ad hoc pensata per gli insegnanti.

Il papa agli insegnanti di religione: “Siate testimoni, coerenti e umili”

La verità – ha detto agli insegnanti  Leone XIV passa attraverso le persone, e per i vostri studenti tali persone siete anche voi, chiamati a farvi maestri credibili perché innamorati di Dio e di loro, a trasmettere valori, senza protagonismi né moralismi, a offrire sguardi che risollevano e a essere testimoni di quella coerenza umile e vicina che rende cari e desiderabili anche i contenuti più impegnativi. I vostri alunni non hanno bisogno di risposte preconfezionate, ma di vicinanza e onestà da parte di adulti che li affianchino con autorevolezza e responsabilità, mentre affrontano le grandi domande della vita”.

Tante le considerazioni emerse tra gli insegnanti a margine dell’incontro con il santo Padre e che saranno riprese in momenti di formazione dei docenti in programma a maggio.

“Provocati e confermati dalle parole di papa Leone”

“Si è trattato per me di una vera esperienza di comunione ecclesiale – racconta Alberto Moretti, insegnante al Liceo Scientifico Ferrari di Cesenatico – e di una conferma del lavoro che ciascuno di noi svolge con passione e attenzione. Cor ad cor loquitur: vivere la giornata tutti insieme è stata l’occasione per dialogare e incontrarsi, provocati e confermati dalle parole di papa Leone che ci ha indicato come essenziale “la proposta di un cammino in cui la verità è la meta e la relazione personale la via per raggiungerla“. Un impegno “attraverso l’insegnamento, ad aiutare i ragazzi a riconoscere una voce che in realtà già risuona in loro, a non seppellirla”. Un invito a dedicarsi con dedizione al dialogo, valorizzando l’ora di religione come vera occasione di libertà.

“Uno sguardo rinnovato. Il desiderio di portare a scuola quanto vissuto: attenzione, accoglienza, autenticità”

Aloa Cangini, secondo circolo di Cesenatico, infanzia e primaria sottolinea: “L’udienza con il Papa è stata una grazia. È stata un’esperienza intensa, che ha unito emozione, riflessione e senso di responsabilità. Entrare in un luogo così carico di significato e trovarsi insieme a tanti colleghi, provenienti da realtà diverse e accomunati dalla stessa missione educativa, ha fatto percepire con forza il valore del nostro ruolo. Le parole del Santo Padre sono state semplici e profonde: un invito a essere testimoni credibili, capaci di ascolto e di vicinanza, soprattutto nei confronti dei più giovani. Come insegnante di religione, mi sono sentita richiamata non solo a trasmettere contenuti, ma a coltivare relazioni, a educare al rispetto, al dialogo e alla ricerca di senso. In un tempo spesso segnato da incertezze, il nostro compito appare ancora più prezioso. Torno da questa esperienza con uno sguardo rinnovato e con il desiderio di portare nella quotidianità della scuola ciò che ho vissuto: uno stile fatto di attenzione, accoglienza e autenticità”.

“Cerchiamo di favorire il dialogo e stimolare domande di senso”

“Le parole del Papa mi hanno portato a riflettere ancora una volta sul ruolo delicato e strategico che ricopriamo –  racconta Susi Monti , docente al Liceo scientifico Righi di Cesena – . Siamo a metà strada tra due mondi: la scuola e la comunità ecclesiale. Nella scuola, non siamo semplicemente trasmettitori di contenuti, ma una figura educativa che contribuisce alla formazione integrale dello studente. In un contesto sempre più plurale e multiculturale cerchiamo di favorire il dialogo, aiutare a comprendere il fenomeno religioso come dimensione fondamentale e stimolare domande di senso, senza imporre risposte. E in questo senso il nostro ruolo è pienamente scolastico: educare al pensiero critico, al rispetto e alla consapevolezza”.

“Allo stesso tempo – continua la docente – per la Chiesa rappresentiamo una presenza significativa nel mondo giovanile, spesso uno dei pochi contatti strutturati con le nuove generazioni. Non siamo catechisti, ma ponti poiché testimoniamo una tradizione, offriamo chiavi di lettura del cristianesimo e possiamo suscitare interesse o interrogativi più profondi, anche in studenti lontani dalla Chiesa. La bellezza di questo meraviglioso lavoro sta proprio qui: mantenere un equilibrio tra identità e apertura. Essere credibile nella proposta, ma rispettoso della libertà di ciascuno; radicato nella tradizione cristiana, capace di dialogo autentico con chi ha visioni diverse o nessuna appartenenza religiosa”.

“Un ritorno a casa ricco di gratitutine”

Tra gli insegnanti anche docenti giovanissimi come Alessia Mauriello della scuola primaria Giulio Muratori dell’Istituto Comprensivo di Longiano.

“Avere l’opportunità di essere ricevuta in aula Paolo VI, non come singola persona, ma come come docente di Religione Cattolica insieme ad altri colleghi della mia Diocesi mi ha fatto comprendere che, nel grande e lungo percorso che è la scuola e l’insegnamento della religione Cattolica, non sono sola.  Viverlo insieme ai miei colleghi, persone, docenti, che spendono la propria quotidianità nel farsi testimoni di valori e nel trasmettere quanto è di più caro a loro mi ha riempito di gioia e di forza nell’impegnarmi ancora di più.  Il mio ritorno a casa è stato ricco di gratitudine per l’esperienza vissuta, per le parole condivise da papa Leone XIV e ascoltate, per aver trascorso una giornata così, piena di riflessioni, confronti, dialoghi e soprattutto sorrisi, con i miei colleghi”.