Cesena
Custodire, insegnare, crescere. Il volto bello della scuola nel ricordo di Vanda Castellani
Alla scuola primaria "De Amicis" di San Giorgio di Cesena la dedicazione della sala polivalente alla maestra che lì ha insegnato 25 anni. Il calciatore Lorenzo Minotti tra i suoi ex alunni: "Ci ha insegnato che nessuno va lasciato indietro. Nel calcio come nella vita"
Le parole di gratitudine e di commozione del figlio europarlamentare Sandro Gozi. E il ricordo del calciatore Lorenzo Minotti. Delle famiglie e delle colleghe
Per 25 anni ha insegnato alla scuola elementare di San Giorgio. Prima, a Quarto di Sarsina
La gratitudine diventa storia di una comunità. Questa mattina la campanella della scuola elementare “Edmondo De Amicis” di San Giorgio di Cesena ha avuto il suono del ricordo per la maestra Vanda Castellani che per 25 anni, dal 1973, ha insegnato ai bambini di cinque cicli (dalla prima alla quinta elementare) nella scuola locale.
A lei, deceduta lo scorso anno e che prima di San Giorgio insegnò a Quarto di Sarsina, è stata intitolata la sala polivalente dell’istituto scolastico.
Il cortile della scuola, tra la campagna e il borgo, era animato dai bambini delle classi terze, quarte e quinte. E diversi bambini di un tempo, che quella stessa scuola hanno frequentato anni fa, hanno desiderato far sentire la loro presenza e il loro ricordo.
Il sindaco Enzo Lattuca: “Sono le persone a fare la differenza”
Tra loro, il sindaco di Cesena Enzo Lattuca, cresciuto a San Giorgio. “La maestra Vanda non è stata la mia insegnante. Ma esprimo così il mio ringraziamento a tutti gli insegnanti che hanno dedicato e dedicano la vita per far crescere i ragazzi e la scuola: ora gli ambienti sono di certo più confortevoli, ma comunque a fare la differenza sono sempre le persone”.
Il figlio Sandro Gozi: “La scuola tornava a casa con lei. Qui ha amato, e si è sentita amata”
Della maestra Vanda è uno dei tre figli, e anche alunno. Sandro Gozi, europarlamentare, insieme alla sorella Cinzia ha espresso tutta la sua emozione: “Per noi oggi è una bellissima giornata. Vanda ha sempre portato nel cuore questa scuola. Varie generazioni di scolari di San Giorgio hanno sempre accompagnato i suoi pensieri e la nostra famiglia. La scuola non finiva quando usciva da queste aule, ma tornava a casa con lei. Cercava nuovi metodi educativi da proporre ai suoi scolari. E non era raro che arrivassero persone a casa nostra, studenti e genitori. Per lei insegnare non significava solamente trasmettere conoscenze, ma prendersi cura delle persone. Ha dato tanto a questa comunità, e molto di più le è stato restituito. Si è sentita amata. Ricordo il suo ultimo giorno di insegnamento prima della pensione, quando tornarono a scuola tanti suoi ex studenti: è stato un modo per dirle ‘Quanto ci hai insegnato, è rimasto’. Oggi sarebbe felice, commossa e ancora orgogliosa di questa scuola”.
Una delle sue prime scolare: “I suoi, metodi innovativi. Sono maestra grazie anche al suo esempio”
Parole di gratitudine e di commozione quelle espresse da diverse colleghe della maestra Vanda. Cristina Naldi è stata una sua alunna di prima elementare proprio nel 1973. E oggi è lei stessa insegnante: “Il suo esempio, la sua disponibilità, la sua eleganza, la sua attenzione affinché nessuno dovesse rimanesse ‘indietro’ accesero in me il desiderio di diventare io stessa maestra. Ricordo il suo insegnare facendo fare, tra scoperta ed emozione: che fosse misurare il corridoio o travasare acqua o fare il vino. I suoi metodi erano molto innovativi. Oggi avrebbero forse qualche nome in inglese, ma hanno gli stessi contenuti”.
“È stata maestra anche di noi genitori”
Alvaro Naldi è stato un genitore rappresentante di classe per 10 anni: “Siamo onorati e commossi di ricordare la maestra Vanda. La nostra maestra: dei bambini, ma anche di noi genitori. Ci ha sempre aiutato nell’educazione dei ragazzi”.
“Ci ha mostrato il volto di una scuola aperta, autorevole, punto di riferimento”
“Era curiosa e attenta. Ai bambini, e anche alle giovani insegnanti che si affacciano a questo mestiere, come me. Il suo era uno sguardo rassicurante – le parole della collega Laura Moretti -. Per lei l’insegnamento non era un mestiere, ma uno stato d’animo. Da subito mi ha mostrò il volto di una scuola aperta, inclusiva, autorevole, punto di riferimento per i genitori. Era grata alla vita“.
Lorenzo Minotti: “È stata maestra di vita e di valori. Ci ha insegnato che nessuno va lasciato indietro. In ogni gruppo, il problema di uno, diventa problema di tutti”
Tra gli studenti della maestra Vanda, uno è Lorenzo Minotti, calciatore anche della Nazionale e opinionista tv: “A 18 anni andai via da Cesena e inizia la mia carriera di calciatore. Ma ogni volta che tornavo, non mancavo di incontrarla. Pur a distanza di anni, con poche parole sapeva ‘orientarmi’: è stata una maestra di vita e di valori. Ricordo in particolare quando ci faceva stendere nell’ampio giardino, distanti, con la nostra penna e foglio. E i nostri pensieri e sogni. Abbiamo imparato ad ascoltarci, a guardare avanti; oggi la chiameremo meditazione. E imparare ad ascoltarsi, quando poi si va sempre di fretta, è importante”. Il suo un richiamo alla stretta attualità, tra ruolo della scuola e accoglienza: “La maestra Vanda ci ha insegnato che nessuno va lasciato indietro – ha sottolineato Minotti -. In un gruppo, in ogni gruppo, la relazione è fondamentale. Così come prendersi cura uno dell’altro. Il problema di uno, deve essere il problema di tutti. E nel calcio, così come in ogni squadra, è importante. Custodire è una parola, un atteggiamento e un valore che ho imparato anche sui banchi di questa scuola”.










