Dario Fo celebrato dalle “Tende al mare” e dalla Bottega Pascucci

Ricordi e nuove opere nel centenario della nascita del Premio Nobel amante dell'arte

Dario Fo e Riccardo Pascucci

Nel centenario della nascita di Dario Fo, la Stamperia Pascucci, storica bottega di Gambettola che nel 2026 festeggia 200 anni di attività, celebra il lungo legame che ha unito il premio Nobel alla realtà artigianale romagnola.

Tra passato e presente

Grazie a Primo Grassi, sindaco di Cesenatico alla fine degli anni Cinquanta e protagonista dello sviluppo turistico della Riviera romagnola, Dario Fo scoprì la bottega di Gambettola negli anni Sessanta. Da quel primo incontro nacque un forte legame, alimentato dalla comune passione per l’arte, la pittura e il lavoro artigianale. Negli anni, Fo tornò più volte, da solo o insieme alla moglie Franca Rame, acquistando opere per la propria casa o da regalare a parenti e amici in tutto il mondo. Oggi il Comune di Cesenatico dedica l’edizione 2026 delle “Tende al mare” a Dario Fo, nel centenario della nascita e a dieci anni dalla sua morte. La manifestazione è nata nel 1998 proprio grazie a un’intuizione di Fo e quest’anno vede la collaborazione dell’Accademia di Belle Arti di Ravenna e la Stamperia Pascucci di Gambettola.

Ricordi di bottega

“La pittura – ricorda Riccardo Pascucci – fu sempre un elemento centrale nella vita artistica di Dario Fo e, nella bottega di Gambettola, trovava un luogo creativo e familiare: amava gli antichi stampi romagnoli, le tele segnate dal colore e persino le carte di lavorazione. Era capace di emozionare l’intero laboratorio quando, indossato il grembiule da lavoro e presi stampi e pennelli, operava su grandi tele direttamente sopra ai tavoli della bottega. Sembrava un ragazzo di laboratorio, anticipando con la sua libertà creativa un linguaggio pittorico che oggi caratterizza molte lavorazioni contemporanee della stamperia”. Tra i ricordi più preziosi custoditi dalla bottega vi è quello del 10 agosto 1999: “Entrato con il suo inseparabile cappello bianco a larghe tese, Dario Fo chiese un po’ di quella bella carta. In quel momento cadde a terra un foglio giallo con le impronte di nuovi girasoli appena creati per la bottega. «Mi dia pure quel foglio che le faccio un disegno!», disse. Da quell’incontro nacque Danza fra i girasoli, opera ancora oggi conservata dalla famiglia”.