Diocesi
Don Fabio Pagliarani nuovo parroco. Il vescovo: “Vivrai questa nuova missione accanto a ogni uomo e a ogni donna”
Ieri sera a Piavola la Messa di ingresso del sacerdote che guida anche le comunità di Linaro, San Romano, Pieve di Rivoschio e Giaggiolo. Il benvenuto dei parrocchiani
Una chiesa gremita, quella di Piavola (Mercato Saraceno) ieri sera per la celebrazione di ingresso del nuovo parroco don Fabio Pagliarani. Presieduta dal vescovo Antonio Giuseppe Caiazzo, la Messa è stata concelebrata da numerosi sacerdoti. All’altare anche alcuni diaconi.
Cinque comunità sulle colline della Valle del Savio
È don Fabio Pagliarani il nuovo parroco delle comunità di Sant’Andrea in Piavola, San Giacomo in Linaro, San Romano, Sant’Anastasia in Pieve di Rivoschio e Natività di Maria in Giaggiolo. Suo predecessore è stato don Justin D’Almeida, parroco dal 2017. Don D’Almeida è ora parroco a San Vittore e a Tipano affiancato da don Christian Tossou.
“Troverai comunità con voglia di mettersi in gioco, di crescere e di costruire insieme a te“
“Questa sera le nostre comunità di Giaggiolo, Pieve Linaro, San Romano e Piavola sono in festa – le parole di benvenuto delle comunità parrocchiali -. Vogliamo rivolgere il nostro benvenuto a lei, vescovo Pino, e ringraziarla di cuore per aver accolto il bisogno delle nostre comunità di collina di essere sostenute, accompagnate e valorizzate. Un caloroso benvenuto anche a voi sacerdoti e diaconi, che questa sera siete qui per accompagnare don Fabio nell’inizio di questa nuova e importante missione. Don Fabio, benvenuto tra noi. È motivo di grande gioia poterti accogliere nelle nostre comunità e iniziare insieme a te un nuovo cammino. Ci impegneremo per farti sentire a casa, per camminare al tuo fianco e per lavorare insieme per il bene di tutti, custodendo l’unità delle nostre comunità e cercando di superare, con il dialogo, la pazienza e la volontà di incontrarci, ogni divisione e ogni ostacolo che potrà presentarsi sul nostro cammino. Sappiamo che ogni nuova partenza porta con sé attese, speranze e anche qualche timore. Per questo desideriamo dirti fin da subito che troverai comunità con tanta voglia di mettersi in gioco, di crescere e di costruire insieme a te, consapevoli che una comunità diventa davvero famiglia quando ciascuno si sente accolto, ascoltato e amato”.
Alla comunità delle Vigne: “Faremo del nostro meglio perché don Fabio possa sentirsi a casa anche tra noi”
Le comunità che hanno accolto don Pagliarani hanno rivolto un pensiero alla parrocchia di San Pio X alle Vigne (Cesena) che hanno avuto don Fabio parroco dal 2022. “Rivolgiamo anche un pensiero affettuoso alla comunità delle Vigne, che sappiamo quanto abbia amato, accompagnato e sostenuto don Fabio e che oggi lo saluta con dispiacere. Comprendiamo il valore dei legami che si sono costruiti nel tempo e desideriamo rassicurarvi che faremo del nostro meglio perché don Fabio possa sentirsi accolto e a casa anche tra noi, senza dimenticare il bene e l’affetto che lo legano alla vostra comunità. Questa sera, soprattutto, vogliamo dire grazie al Signore per il dono di don Fabio. Siamo grati a Dio perché, attraverso di lui, ci offre una nuova occasione per crescere nella fede, rafforzare i nostri legami e riscoprire la bellezza di essere Chiesa, una famiglia che cammina insieme. A te, don Fabio, auguriamo di trovare nelle nostre comunità non soltanto persone da accompagnare nel cammino di fede, ma fratelli e sorelle pronti a condividere con te la gioia e la fatica del servizio. Ti affidiamo a Maria, perché ti custodisca e ti accompagni ogni giorno, e a San Giovanni Paolo II, di cui oggi celebriamo la festa, perché interceda per te e sostenga il tuo ministero. Che il tuo cammino sia ricco di frutti, di incontri autentici e di bene seminato nei cuori, e che tu possa sentirti sempre sostenuto dalla preghiera, dall’affetto e dalla vicinanza delle comunità che oggi ti accolgono. Che il Signore benedica il tuo ministero e il cammino che da questa sera iniziamo insieme”.
Il vescovo Caiazzo: “Da questa celebrazione così semplice, ristretta negli spazi ma molto larga nel cuore, possiate ricevere sempre più benefici”
“Le coincidenze non finiscono mai – l’inizio dell’omelia dell’arcivescovo Caiazzo -. Oggi 22 ottobre ricordiamo San Giovanni Paolo II e nello stesso tempo un altro santo a te molto caro, San Giovanni Bosco, che viene venerato in queste comunità parrocchiali. San Giovanni Paolo II ha fatto la storia della Chiesa nell’ultimo secolo, soprattutto attraverso di noi che l’abbiamo conosciuto, amato, abbiamo sofferto con lui e abbiamo gioito. Di San Giovanni Bosco abbiamo ereditato l’insegnamento di essere presenti nelle situazioni particolari e in quelle che papa Francesco definiva le periferie esistenziali. E tu, Fabio, in questo, proprio perché il Signore ti ha chiamato, ti ha consacrato e ti ha inviato, sei rimasto docile all’ascolto della parola del Signore nel fare la sua volontà”.
“Particolarmente colpito dalla tua disponibilità”
Don Fabio Pagliarani è stato direttore dell’Ufficio missionario diocesano. Incarico che ora è dei coniugi Angela e Salvatore Macca. “Nei colloqui che abbiamo avuto, mi hai espresso il desiderio di continuare nel tuo presbiterato a vivere la missione stando accanto a ogni uomo e a ogni donna senza distinzione – ha proseguito l’arcivescovo -. A volte noi sacerdoti andiamo a calcolare se prendere una parrocchia più ricca o una parrocchia più povera, e non invece che esiste l’uomo che è ricchezza di Dio, la persona che ha bisogno di essere amata, servita, incoraggiata. Sono rimasto particolarmente colpito dalla tua disponibilità. Sull’esempio di Gesù sei venuto su queste colline che, così come è stato detto dalla sorella, sono abitate da gente che vuole bene. In questo tempo ho avuto modo di girare in lungo e in largo, di conoscere, di ascoltare. E fanno mangiare parecchio, qua. E voglio dirti soprattutto questo: è gente laboriosa, disponibile, attenta, ma è gente che chiede che tu, sull’esempio di Gesù, getti il fuoco su queste colline. Il fuoco dello Spirito del Signore, dell’amore di Dio, della fraternità; il fuoco dove ognuno possa ritrovare se stesso e scaldarsi a questo fuoco, perché ogni forma di divisione sia saldata dal fuoco dello Spirito che permette di avere davvero un cuore solo e un’anima sola“.
“Per intercessione di San Giovanni Paolo II con il suo insegnamento: ‘Aprite le porte a Cristo, non abbiate paura’. Queste porte che vengono aperte a Cristo attraverso la tua presenza sono le porte del cuore dell’uomo, le porte di chi soffre, di chi gioisce, dei ragazzi, dei giovani. Già per due estati sono venuto su queste colline a incontrare i ragazzi che vivevano l’esperienza del centro estivo. Loro da te sicuramente, come dai tuoi predecessori e da quelli che stanno accanto a te in queste parrocchie, vivono l’attesa di questa gioia, di poterla condividere, cosa che tu sai fare a meraviglia“.
E poi San Giovanni Bosco. “Abbiamo sentito nel salmo: ‘Dell’amore del Signore è piena la terra’. L’amore di Dio che San Giovanni Bosco ha seminato nel cuore di ognuno ha portato frutto nel tempo – ha proseguito il vescovo -. E noi ne stiamo godendo non solo come Chiesa italiana, ma come Chiesa mondiale: da un piccolo seme, da un sacerdote che nessuno prendeva in considerazione, sono nati i salesiani, una delle congregazioni più grandi nella Chiesa. Chissà che anche qui non nasca qualcosa del genere e domani parleranno di don Fabio che ha dato vita a una nuova congregazione. I progetti di Dio noi non li conosciamo…”.
“Dio fa grandi cose”
Rivolgendosi a don Fabio, ha proseguito monsignor Caiazzo: “So che Dio ti ama, che Dio ti vuole bene, che Dio si prende cura seriamente della tua vita e che attraverso di te, nonostante quello che tu sei, quello che io sono, quello che noi siamo, Dio fa grandi cose, fa meraviglie. La tua preghiera diventa unica affinché ognuno, da questa celebrazione così semplice, così bella, così ristretta negli spazi ma molto larga nel cuore che si dilata, possa ricevere sempre più benefici. Con questi sentimenti, continuiamo la nostra celebrazione nel dare gloria al Signore, nel benedirlo e nell’esaltarlo. Così sia“.
Frutta per il vescovo, un’agenda per don Fabio. I doni
A conclusione, le comunità di Piavola, Linaro, San Romano, Pieve di Rivoschio e Giaggiolo hanno consegnato in dono un cesto di frutta al vescovo Caiazzo, “segno semplice e genuino, che nasce dalla nostra terra e vuole esprimere il nostro affetto e la nostra gratitudine per la sua vicinanza”. E a don Fabio hanno donato un’immagine di San Giovanni Paolo II, “perché possa accompagnarti e sostenerti nella tua missione pastorale, illuminando il cammino che faremo insieme. E poi un’agenda planner, che con cinque parrocchie da seguire ci sembra proprio indispensabile. Tra celebrazioni, incontri, appuntamenti e impegni vari, avrai sicuramente bisogno di un po’ di organizzazione per tenere tutto sotto controllo. Scherzi a parte, grazie per aver accolto questa nuova missione. Ti auguriamo di sentirti accompagnato dall’affetto delle nostre comunità e di poter camminare insieme con fiducia e gioia”.










