Gattolino, ultimo anno di fragole per i fratelli Moretti

La terra è una passione che penetra nel sangue e nel cuore, dicono Colombo e Arnaldo

Foto Cristiano Riciputi
Foto Cristiano Riciputi

L’azienda agricola si trova a Gattolino di Cesena

Lo stop dei fratelli Moretti

Dopo 64 anni continuativi di coltivazione di fragole, i fratelli Moretti dicono ‘stop’. Ma lo fanno con un’annata da ricordare, grazie a una produzione al di sopra delle aspettative sia per quantità, sia per qualità. Con un’azienda totale di oltre 9 ettari, Colombo e Arnaldo Moretti, rispettivamente classe 1931 e classe 1939, nel 2026 stanno raccogliendo fragole da circa 6000 piante dopo che, per tanti anni, ne hanno coltivate mediamente 35mila.

Rese straordinarie per il 2026

“Abbiamo ormai una certa età – spiegano i due coltivatori di Gattolino di Cesena (FC) – per cui è giusto rallentare seguendo quanto le nostre famiglie già ci suggeriscono da qualche anno -. Le rese di quest’anno sono state straordinarie, per una serie di motivi. Prima di tutto pensiamo perché le abbiamo piantate in un terreno vergine, o quasi: in precedenza le fragole erano state sullo stesso terreno nel 1974. La protezione con tunnel veronese e cesenate ha permesso di evitare malattie e, poi, lasciatecelo dire, anche la nostra esperienza crediamo influisca”. 

Soci Agrintesa

I fratelli Moretti (fino a qualche anno fa lavorava con loro la sorella Gina) sono cooperatori da sempre. “Nostro babbo Primo è stato uno dei soci fondatori della cooperativa ‘Capo’ nel 1960, poi diventata Agrifrut e poi confluita in Agrintesa. E anche noi siamo, da sempre, convinti cooperatori. Nel 1965 la Capo, grazie ai sacrifici dei primi agricoltori soci, costruì il suo primo magazzino di proprietà, inaugurato dall’onorevole Benigno Zaccagnini”.

Ospiti i vertici locali della Coldiretti

Arnaldo e Colombo sono molto sensibili anche ai temi sociali e del territorio. “Nelle scorse settimane abbiamo invitato qui in azienda i vertici locali della Coldiretti per mostrare il nostro lavoro, ma anche per un confronto. Credo che a tutti i livelli – precisa Arnaldo – dal locale al nazionale, occorre fare qualcosa per contrastare la perdita di aziende agricole e, per raggiungere questo obiettivo, occorre tornare a fare reddito. È chiaro che un giovane, di fronte a tanti sacrifici poco remunerati, preferisca altri lavori e abbandoni la terra”.

La spinta? Una grande passione

Ma cosa ha spinto due agricoltori a coltivare fragole per 64 anni consecutivi? “Beh, una grande passione. Avevamo iniziato con nostro babbo nel 1962 quando, in autunno, portò a casa un carico di stoloni dai quali ricavare i migliori per il trapianto. Da allora non ci siamo più fermati, in qualsiasi condizione. È una coltura tanto impegnativa e che necessita di molti sacrifici ma, se seguita con amore e dedizione, dà ancora soddisfazioni”.

Con la terra nel sangue e nel cuore

E ora che non coltiveranno più fragole, i Moretti si godranno totalmente la pensione? “È difficile – concludono Colombo e Arnaldo – dato che abbiamo diversi frutteti, però non vogliamo di certo forzare col lavoro. Ma dalla terra, in realtà, non puoi mai sentirti pensionato, perché ce l’hai nel sangue e nel cuore”.