Gisutizia per Rayan, la staffetta dei sindacati

Cgil, Cisl e Uil sensibilizzano sulla sicurezza nei luoghi di lavoro: "Non è un costo, ma un diritto"

La staffetta alla Uil Cesena

Si è conclusa la staffetta promossa dagli amici di Rayan Lassoued, il giovane morto sul lavoro lo scorso aprile.

I sindacati: “Nessun lavoro può valere una vita”

Nel corso delle settimane la staffetta ha fatto tappa nelle sedi delle organizzazioni sindacali confederali a Cesena: il 4 giugno presso la Cgil, il 19 giugno presso la Cisl e il 7 luglio presso la Uil. Obiettivo: contribuire alla diffusione della cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro. Per Maria Giorgini, Francesco Marinelli, Paolo Manzelli, rispettivamente segretari generali di Cgil Forlì-Cesena, Cisl Romagna e Uil Cesena, “la staffetta nelle nostre sedi si conclude, ma non deve esaurirsi il messaggio che ha trasmesso. Gli amici di Rayan hanno trasformato il dolore in impegno civile, e per questo li ringraziamo insieme alla famiglia, che con grande dignità prosegue il difficile percorso di ricerca della verità e delle responsabilità“. Per i sindacati “la morte di Rayan richiama tutti a una responsabilità collettiva. Ogni infortunio mortale sul lavoro è una sconfitta per il Paese e impone di rafforzare prevenzione, formazione, controlli, qualità degli appalti e ruolo della rappresentanza dei lavoratori. La sicurezza non è un costo, ma un diritto fondamentale: nessun lavoro può valere una vita“.

Due appelli

Da qui due appelli: “alle istituzioni, agli enti locali, alle scuole, alle associazioni e a tutte le realtà sociali del territorio affinché raccolgano questo testimone e continuino il lavoro di sensibilizzazione e confronto” e alla cittadinanza “a sostenere la raccolta fondi promossa dalla famiglia per le spese processuali”.