Il vescovo alla Madonna del Popolo: “Aiutaci a orientare cuore e testa all’eternità”

Patrona della Diocesi. In tanti ieri sera alla Messa presieduta da Caiazzo. L'immagine è custodita nella cappella laterale della Cattedrale. La preghiera

Cappella della Madonna del Popolo, cattedrale di Cesena (giovedì 16 aprile): l'arcivescovo Antonio Giuseppe Caiazzo, vescovo di Cesena-Sarsina, in preghiera davanti all'icona (foto Pier Giorgio Marini)

Ave o Maria piena di grazia il Signore è con te, Alleluja!

Pellegrini per la patrona della Diocesi

La comunità diocesana celebra la patrona Madonna del Popolo. In tanti ieri sera hanno partecipato alla Messa in Cattedrale pellegrini dalle parrocchie, movimenti e associazioni: un momento unitario di preghiera nella celebrazione presieduta dall’arcivescovo Antonio Giuseppe Caiazzo, vescovo di Cesena-Sarsina.

“Con il nostro convenire qui dove incontriamo la Madre celeste raffigurata nell’icona che veneriamo come Madonna del Popolo, iniziamo i festeggiamenti in suo onore – le parole dell’arcivescovo a inizio della Messa – per sentire la forza che viene dall’alto, da Dio. E ci invia nel mondo”.

Processione di ingresso alla celebrazioni di ieri sera, giovedì 16 aprile, in Cattedrale a Cesena (foto Pier Giorgio Marini)

“Una storia dove parlano i fatti al di là delle parole”

Numerosi i sacerdoti e i diaconi all’altare, insieme al vicario generale don Pier Giulio Diaco.

“C’è una storia che Dio fa con gli uomini: è la storia della salvezza che abbiamo bisogno di conoscere per imparare soprattutto come Dio interviene nella storia, nel tempo. Nella nostra storia. Siamo chiamati a vivere un rapporto intenso con Colui che sta portando avanti insieme a noi una storia piena di contenuti, di insegnamenti. È una storia dove i fatti parlano al di là delle parole. De l’uomo riesce a capire, diventa protagonista perché coglie che Dio si serve di lui per operare – le parole dell’arcivescovo all’omelia -. Così come fa con ognuno di noi, dove protagonista è Dio nella misura in cui noi riusciamo a cogliere il suo passare, il suo parlare. Che diventa anche il nostro. C’è un momento nella nostra vita in cui capiamo, come Giovanni il Battista, che Lui deve crescere, e io devo diminuire”.

L’arcivescovo ha ripreso il brano del Vangelo del giorno, proclamato poco prima dal diacono Francesco Cicero (Gv 3,31-36). “Giovanni il Battista finisce la sua predicazione, ed entra in scena Gesù. Il linguaggio del Battista è terreno, di conversione, dove l’acqua ha una sua valenza. Il linguaggio di Gesù Cristo è diverso, viene da Dio, dall’alto: ci rivela Dio vivo, presente nella storia degli uomini, a cui chiedere di rivestire questa umanità. Noi che siamo in Cristo figli e fratelli, siamo chiamati a essere come Cristo Gesù, immagine del Padre. Il Padre attraverso il Figlio e per opera dello Spirito santo ci ha conquistati. Viviamo questa comunione fraterna che ci innalza sempre più verso Dio”.

Creati in un mistero d’amore, diventiamo generativi

Per questo motivo “siamo chiamati a obbedire a Dio, piuttosto che agli uomini – ha proseguito l’arcivescovo -. Quando si obbedisce a Dio la nostra vita diventa più feconda. Dio non ci può ingannare come possono fare gli uomini con il linguaggio e i ragionamenti che ci possono far deviare e dimenticare quello che siamo realmente: immagine e somiglianza di Dio. Creati in questo mistero d’amore diventiamo generativi”.

foto Pier Giorgio Marini

Un progetto superiore. Per il bene di tutti

“Se applichiamo questo alla Madonna, ci rendiamo conto che Maria è stata colei che si è consegnata a Dio. Il suo detto con l’Eccomi, le è costato rinunciare al suo modo di intendere la vita per entrare in un progetto superiore. Più grande. Per il bene di tutti. Noi sacerdoti, suore, laici, uniti dall’unico Battesimo, abbiamo ricevuto l’unico Spirito e pur nella diversità, agiamo e operiamo allo stesso modo di come la Madonna ha agito e operato”, ha proseguito l’arcivescovo.

Il pellegrinaggio alla Madonna del Popolo di ieri sera è uno degli appuntamenti della Settimana mariana che si celebra in Cattedrale. Domani sera, sabato 18 aprile, si apre la Solennità con la preghiera del Rosario, il canto delle Litanie e i vespri alle 16,45. Alle 18 la Messa celebrata dal parroco del Duomo don Giordano Amati. La sera, le famiglie sono invitate a illuminare le finestre delle case, in segno di devozione.

“Il gesto che abbiamo compiuto nel venire qui, in pellegrinaggio, indica che seguiamo il cammino di Maria, per stare tutti alla presenza di quel Figlio che ha generato – ha continuato Caiazzo -. Noi sacerdoti diventiamo non spettatori, ma protagonisti: attraverso l’imposizione delle nostre mani su quel pane e vino, Cristo si rende presente, nutrimento, cibo di vita eterna. Ecco allora il linguaggio di Gesù: ci parla dell’eternità. La nostra vita ha senso nel momento in cui la pensiamo per quello che Dio vuole dare a ognuno di noi”.

Cuore, testa e vita verso le cose eterne

La solennità della Madonna del Popolo patrona della Diocesi viene celebrata ogni terza domenica del Tempo di Pasqua. “La nostra vita rinasce in questo tempo pasquale, risorge a vita nuova, piena di motivazione, entusiasmo, gioia. In un momento storico così difficile, c’è bisogno di testimoni – ha concluso l’arcivescovo Caiazzo -. Siamo chiamati a essere testimoni per le strade del mondo, se saremo portatori come lei di quel Cristo che si è incarnato e si è reso visibile. Chiediamo che queste giornate diventino giorni di Grazia, pieni della sua presenza. Affinché possiamo orientare cuore e testa verso le cose eterne. Che diventino motivo della nostra vita”.

La preghiera: “Madonna del Popolo, sostienici nel nostro cammino per ritrovare la fede, la speranza e la carità”

In processione – vescovo, sacerdoti, diaconi e ministranti – alla Cappella che custodisce l’immagine della Madonna del Popolo, è seguita la recita della preghiera alla Madonna del Popolo, scritta dall’arcivescovo Antonio Giuseppe:

Ti seguiamo, o Maria, come popolo in cammino,

nell’ascolto del tuo Figlio, Gesù,

mentre il mondo, frenetico, corre

incapace di esserti fedele compagno di strada.

Tu, Madre della nostra Chiesa,

rendici solerti viandanti che,

come, sostano nella casa di Elisabetta,

sguardi incrociati

a scrutare l’altro che condivide

bisogni che sono anche nostri.

Ti seguiamo, o Madre del nostro popolo,

invochiamo lo Spirito divino che ti avvolse

per essere anche noi gravidi di vita e di speranza

da rifulgere tra la nostra gente.

Tu, Madre del silenzio e dell’azione,

docile allo Spirito Santo,

aiutaci a dilatare mente e cuore,

aprici fiduciosi a ogni vita,

riaccendi il fuoco dell’amore

per spegnere guerre e divisioni.

Ti seguiamo, o Maria, Recita nostra,

questo popolo, a te consacrato, ti ringrazia:

visita le famiglie,

i piccoli e i giovani,

gli anziani e gli ammalati.

Porta a ognuno

Il frutto del tuo grembo: Gesù!

Sostienici nel nostro cammino

per vincere ogni umana debolezza

e ritrovare la fede, la speranza e la carità.

Amen.

La corale “Santa Cecilia” ha curato i canti della celebrazione, conclusa con il canto alla Madonna del Popolo: “Madonna del Popolo, nostra regina, accogli le suppliche Madre gloriosa, proteggi il tuo popolo, la nostra città”.

Le celebrazioni di domenica 19, festa della Madonna del Popolo

Domenica 19 aprile alle 11 l’arcivescovo Caiazzo presiederà la Messa solenne, concelebrata dai Canonici e animata dalla Corale “Alma Canta”. Alle 16,45 saranno recitati Rosario, Vespri e cantate le Litanie. La Messa delle 18 sarà presieduta dal vescovo di San Marino-Montefeltro monsignor Domenico Beneventi.

La Cappella della Madonna del Popolo, in Cattedrale a Cesena (foto Pier Giorgio Marini)