Lettere
La lettera di un sacerdote ai suoi ragazzi: “Siamo in cammino. Non perdiamo la strada maestra”
La riflessione di don Mirco Bianchi a metà anno scolastico
Don Mirco Bianchi, parroco di Villamarina e Gatteo Mare e insegnante di Religione, ha preso carta e penna e ha scritto ai suoi studenti una lettera di metà anno scolastico. La pubblichiamo di seguito.
Carissimi ragazzi,
giunti a metà dell’anno scolastico mi permetto di scrivervi per condividere alcuni miei pensieri. È innanzitutto un pensiero quello che voglio dirvi: penso spesso a voi, non semplicemente quando devo preparare le lezioni ma più specificatamente quando penso al “bene” che voi cercate ogni giorno. Non solo a scuola ma nella vita. A volte cerco di immedesimarmi in voi, nelle vostre fatiche, nelle vostre paure, nelle vostre difficoltà, ma anche nella vostra gioia ed entusiasmo.
Il valore del silenzio
Sono convinto che non sia semplice vivere la giovinezza ma sono anche convinto che ognuno di voi, a proprio modo, secondo le proprie capacità e disposizioni, possa già realizzare quel “pezzetto” di storia che lo segnerà per sempre. Sì, perché i nostri ricordi fanno parte della nostra storia personale. Tante volte, guardandovi, rimango in silenzio affinché le mie parole non intralcino il vostro cammino di felicità. In un mondo, forse “troppo” ricco di parole, a volte il silenzio ci permette di non distrarci dal nostro vero bene. Un bene che tante volte pensiamo di possedere, spesso pensiamo di essere “maestri” nel bene dell’altro. Spesso invece lo confondiamo con la nostra presunzione di sapere “già” come si fa ad essere felici.
Il Bene supera la fatica
Questo mio breve scritto non ha nessuna pretesa se non quello di farmi ricordare che ciascuno di noi è in cammino. Alcuni corrono in maniera più spedita, altri, facendo più fatica, necessitano di più tempo. Una cosa è certa: non perdiamo la “strada maestra” del nostro bene che supera la nostra fatica. Vi abbraccio e vi porto del cuore, anche quando sembro “distratto” dal vostro bene. Abbiate pazienza in quanto la realtà sempre ci supererà, ma convinto che nessuna prova sarà più grande del nostro bene inscritto in ciascuno di noi. Ciao.
Don Mirco