Dall'Italia
La musica italiana piange Gino Paoli
Il cantautore aveva 91 anni. Era cittadino onorario di Longiano. Un profilo
È morto, nella sua Monfalcone, Gino Paoli.
Brani iconici
Il noto cantautore aveva 91 anni. Ne dà notizia il sito online del Corriere della sera. Ha scritto e interpretato brani di grande popolarità, quali Il cielo in una stanza, La gatta, Che cosa c’è, Senza fine, Sapore di sale, Una lunga storia d’amore, Quattro amici con cui vinse il Festivalbar 1991. Ha partecipato a cinque edizioni del Festival di Sanremo.
Le muse
Alcuni dei suoi lavori più noti e sentiti sono stati ispirati dalla relazione con la collega Ornella Vanoni, morta lo scorso novembre. Negli anni ’60 ha destato scalpore la sua relazione con l’attrice Stefania Sandrelli, ancora minorenne.
Di seguito, un profilo del cantautore a cura di Emanuele Zavaglia.
Oggi a Genova è morto a 91 anni, uno dei più grandi e sensibili cantautori della musica italiana: Gino Paoli. Nato a Monfalcone (Gorizia) il 23 settembre 1934, si è avvicinato al mondo della musica grazie a sua madre, la casalinga e pianista Caterina Rossi, che gli ha fatto conoscere brani di Billie Holiday, Nat King Cole e Bud Powell. In particolare, il giovane Paoli ha mutuato la capacità di sapersi emozionare durante il canto proprio dalla Holiday. In seguito, ha formato, insieme ad alcuni suoi amici, il primo nucleo della “Scuola genovese”, un insieme di cantanti di Genova che hanno fatto la storia della musica italiana. Tra gli amici di Paoli spiccano personalità come Bruno Lauzi, Umberto Bindi, Fabrizio De André e soprattutto Luigi Tenco, con il quale il cantautore nato a Monfalcone ha fondato il gruppo “I Diavoli del Rock”.
Sotto la direzione di Nanni Ricordi (presidente della Dischi Ricordi), ha pubblicato nel 1959 i primi 45 giri, come “Non occupate il telefono” e “Sassi”, che non ebbero successo. All’inizio neanche “La gatta”, incisa nel 1960, non ha avuto grandi riscontri, vendendo solo più di 100 copie nei primi tre mesi. Fu il passaparola a fare entrare la canzone in classifica e a fargli attirare l’attenzione di Mogol, che gli ha fatto da prestanome perché Paoli non era ancora iscritto alla Siae. È stato proprio Mogol a proporre a Mina di cantare “Il cielo in una stanza”, brano scritto da Paoli, ma uscito all’epoca come di Renato Angiolini (con lo pseudonimo di “Toang”). La carriera di Gino Paoli ha incominciato così a decollare con, in 67 anni di carriera dal 1959 al 2026, 34 album pubblicati (30 in studio e quattro “live”) e una miriade di singoli di successo. Tra di essi si annoverano (escludendo quelli già nominati) capolavori come “Sapore di sale”, “Quattro amici”, “Senza fine”, “Io vivo nella luna”, “Però ti voglio bene” e “La nostra casa”.
“Sapore di sale” rappresenta di sicuro il suo singolo di maggior successo, per il quale si è avvalso della collaborazione di due giganti della musica mondiale: Ennio Morricone per gli arrangiamenti e Gato Barbieri al sassofono. Alla fine di “Quattro amici” – altra curiosità – c’è una citazione della canzone “Vita spericolata” di Vasco Rossi, con lo stesso rocker modenese che canta il famoso verso : “E poi ci troveremo come le star…”.
Paoli ha scritto brani per artisti come Patty Pravo, Zucchero, Marcella Bella, Peppino di Capri, Ron e Giorgia. Per Zucchero, ha scritto due brani indimenticabili, “Come il sole all’improvviso” e “Con le mani”. Ha acquistato i diritti dei brani dei Bee Gees e ha fondato una sua piccola casa discografica, la “Artists & Repertoire”, lanciando grandi artisti come Viola Valentino, Lucio Dalla e Fabrizio De André. Ha partecipato a cinque festival di Sanremo: nel 1961 con “Un uomo vivo” assieme a Tony Dallara (decimo posto), nel 1964 con “Ieri ho incontrato mia madre” assieme ad Antonio Prieto (secondo posto), nel 1966 con “La carta vincente” assieme a Ricardo (non finalista), nel 1989 con “Questa volta no” (13esimo posto) e nel 2002 con “Un altro amore” (terzo posto). Nella sua carriera ha vinto otto premi: il “Premio Tenco” nel 1974, la “Targa Tenco” nel 1984 con “Averti addosso”, la “Gondola d’oro” di Venezia con “Il cielo in una stanza” reinterpretato da Franco Simone nel 1978, il Festivalbar con “Quattro amici” nel 1991, il “Premio Volare” per il miglior testo al festival di Sanremo con “Un altro amore” nel 2002, il premio alla carriera “Città di Sanremo” nel 2004 e due “Ricci d’argento” della rassegna “Fatti di Musica” per “Migliori autori italiani” e “Miglior live teatrale dell’anno” nel 2005.
Il talento di Paoli ha lambito anche il cinema. Ha scritto le canzoni “Vivere ancora” e “Ricordati” per la colonna sonora di “Prima della rivoluzione”, film diretto da Bernardo Bertolucci nel 1964 (con le musiche di Ennio Morricone). In più ha interpretato un cameo in “Sapore di mare 2 – Un anno dopo” di Bruno Cortini (1983) ed è stato protagonista di due documentari: “Una canzone per il paradiso” di Nicola Di Francescantonio (2013) e “La nuova scuola genovese” di Yuri Dellacasa e Paolo Fossati (2022). Ha scritto, insieme con Daniele Bresciani, il libro “Cosa farò da grande. I miei primi 90 anni”, edito dalla Bompiani nel 2023.
Dal 2 luglio 1987 al 22 aprile 1992 è stato deputato della Repubblica italiana nel Gruppo Indipendente di Sinistra. La sua vita privata è stata caratterizzata da due grandi amori: Ornella Vanoni (venuta a mancare lo scorso 21 novembre) e Stefania Sandrelli. La cantante milanese è stata fonte d’ispirazione di successi come “Senza fine”, “Me in tutto il mondo” e “Anche sì”. Con l’attrice di Viareggio (Lucca) ha avuto una figlia, la famosa attrice Amanda Sandrelli (all’anagrafe Amanda Angelica Sandrelli Paoli). Gino Paoli, insieme alla figlia, ha inciso la versione italiana della canzone “La bella e la bestia”, contenuta nei titoli di coda dell’omonimo lungometraggio animato della Disney del 1991. Fra le sue cittadinanze onorarie anche quella conferita dal Comune di Longiano (sindaco Giuseppe Raggini) nel 1996. Le esequie si terranno in forma privata.