Diocesi
La preghiera dell’arcivescovo Caiazzo per la XXVI domenica del tempo ordinario
"Abitati dall’ipocrisia arroganti e presuntuosi ma bisognosi di riscoprire l’aurora per riabbracciarci con altri tralci figli dell’unica tua vigna", scrive il presule
Pubblichiamo la preghiera che il vescovo di Cesena-Sarsina, l’arcivescovo Antonio Giuseppe Caiazzo, ha scritto per domani, 27 settembre 2026, XXVI domenica del Tempo ordinario, anno A.
Ecco il testo.
PREGHIERA PER PER LA XXVI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
Lavorare nella vigna è duro, Signore!
Sporcarsi le mani e sudare,
piegare la schiena sotto il sole
potare, zappare,
raccogliere grappoli d’uva matura,
pigiarli, conservare il vino nei tini.
.
Meglio guardare da lontano, Signore!
La vigna è il mondo abitato da figli
a volte impulsivi ma pur sempre bambini
impauriti dalla sua vista
inquieti e scostanti
per ferite latenti nell’animo.
.
È duro cambiare, Signore!
Ci invii in questo campo incolto
col tempo sempre più selvaggio
dove i rovi hanno steso rami spinosi
come figli con i calli alle mani
quando sradicano, potano, bruciano.
.
La voglia di gustare degli acini, Signore,
riaccende il desiderio di immergersi tra i filari
dove riemerge il limite dell’umana fragilità
che annienta ogni apparenza
e svela quella fanciullezza
ormai in balia della sua onnipotenza.
.
Nella vigna sei venuto, Signore!
Svuoti il tuo essere Dio
tra viti radicate su colli generosi
su pianure baciate dal sole.
Tu, vite, e noi tralci
per essere nettare divino.
.
Siamo figli diversi e singolari, Signore!
Abitati dall’ipocrisia
arroganti e presuntuosi
ma bisognosi di riscoprire l’aurora
per riabbracciarci con altri tralci
figli dell’unica tua vigna.
don Pino, arcivescovo