Dalla Chiesa
Leone XIV alla grotta di Lourdes: “Preghiamo per i malati e coloro che li accompagnano”
All'udienza, dedicata alla "Dei Verbum", un invito a "costruire una nuova unità del continente europeo"
“Oggi in questa giornata dedicata ai malati vogliamo pregare in comunione con tutti coloro che soffrono nel mondo”.
La preghiera nella Giornata mondiale del malato
Lo ha detto il Papa, che oggi, al termine dell’udienza generale in Aula Paolo VI, si è recato alla grotta di Lourdes nei Giardini Vaticani per accendere un cero davanti all’Immacolata, nella Giornata mondiale del malato. “Preghiamo per voi”, ha detto a braccio Leone XIV ai malati, accompagnati dai volontari dell’Unitalsi. “Sinceramente vi ringrazio per aver fatto questo sforzo di venire e accompagnarci in questo momento di preghiera, qui davanti a nostra madre, Maria, nella sua memoria liturgica, Nostra Signora di Lourdes. È una giornata molto bella che ci fa ricordare la vicinanza di Maria, nostra madre, che sempre ci accompagna e ci insegna tanto: ciò che significa la sofferenza, l’amore, il consegnare la vita nelle mani del Signore”, ha proseguito il Papa: “Allora, chiediamo anche la benedizione del Signore per voi, per tutti i malati in questo giorno e sempre, e per tutti coloro che li accompagnano: le scienze mediche, i dottori, gli infermieri, le tante persone che ci sono vicine, specialmente nei momenti più difficili”.
Appello all’unità dell’Europa
“In questi giorni ricordiamo i santi Cirillo e Metodio, apostoli degli Slavi e patroni d’Europa, padri del cristianesimo, della lingua e della cultura dei popoli slavi”, ha detto il Papa, durante l’udienza di oggi, salutando i pellegrini polacchi. “Torniamo alla loro opera apostolica – come esortava san Giovanni Paolo II – nella costruzione di una nuova unità del continente europeo, per superare tensioni, divisioni e antagonismi religiosi e politici”, l’appello di Leone XIV.
L’unica Parola sempre nuova
“La Chiesa non smette mai di riflettere sul valore delle Sacre Scritture”, che sono il suo “habitat”, l’esordio della catechesi, durante la quale il Papa ha continuato la riflessione sulla Dei Verbum, soffermandosi in particolare sul “legame profondo e vitale che esiste tra la Parola di Dio e la Chiesa”, a partire dal Concilio. Leone XIV, sulla scorta di san Girolamo ha ribadito che “l’ignoranza della Scrittura è ignoranza di Cristo”. Oggi “viviamo circondati da tante parole, ma quante di queste sono vuote!”, ha esclamato il Pontefice. “La Parola di Dio, invece, viene incontro alla nostra sete di significato, di verità sulla nostra vita. È l’unica Parola sempre nuova: rivelandoci il mistero di Dio è inesauribile, non cessa mai di offrire le sue ricchezze”.
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