Dalla Chiesa
Leone XIV: Ceuta, si trovino soluzioni di pace, stabilità e giustizia per i migranti
ll Papa all'Angelus di stamattina ha chiesto di continuare a pregare per la pace, per la risoluzione diplomatica dei conflitti e per le vittime delle ostilità. E ha commentato il Vangelo della moltiplicazione del pani: "Con Dio l’essenziale è sovrabbondante”
Dopo la preghiera domenicale dell’Angelus, Leone XIV ha espresso la sua preoccupazione per l’ allarmante situazione nell’enclave spagnola
L’appello per la pace di Leone
“Seguo con preoccupazione l’allarmante situazione a Ceuta, chiedendo a Dio, per intercessione di Nostra Signora d’Africa, che si possano trovare soluzioni di pace, di stabilità e di giustizia”. Così Leone XIV, in lingua spagnola, al termine dell’Angelus di oggi, in piazza San Pietro. Il Pontefice ha poi rivolto un appello per la pace nel mondo, “perché cessino le guerre e si trovino soluzioni diplomatiche ai conflitti”, ricordando “tutte le vittime delle ostilità, soprattutto i più deboli e indifesi: bambini, anziani, malati” e chiedendo che “il Signore conforti coloro che soffrono e benedica l’opera di chi porta aiuto e consolazione”.
Il richiamo al Perdono di Assisi
Leone XIV ha poi richiamato il “Perdono di Assisi”, l’indulgenza ottenuta da san Francesco da papa Onorio III nel 1216, “ispirato, mentre era in preghiera alla Porziuncola, da una visione di Gesù e di Maria, circondati dagli Angeli”: un dono da custodire, ha detto, “specialmente nell’ottavo centenario del Transito del Poverello di Assisi”, morto proprio alla Porziuncola il 3 ottobre 1226.
Angelus. “Dio dà gusto ai nostri sensi”
“Cristo sazia davvero la fame dell’umanità, la nostra fame di verità e di vita”. Papa Leone XIV commenta il Vangelo della moltiplicazione dei pani, all’Angelus di oggi. Il Papa ha spiegato che Gesù “non si limita a dare i sensi a chi ne manca, ma dà gusto ai nostri sensi”: al sordo rivolge “la Buona Novella da ascoltare”. Nel deserto, “cioè nel luogo del nostro bisogno”, ha proseguito il Pontefice, “Cristo è pane di vita. Con Lui l’essenziale è sovrabbondante”. Leone XIV ha messo in guardia dall’”accumulo e lo scarto”, che ha definito “due lati di uno stesso male: l’ingordigia”, una malattia che “fa perdere i sensi perché ubriaca di ricchezze, al punto da dimenticare coloro che piangono per fame e gridano per sete”. Il Papa ha invitato a “testimoniare la sua bellezza nei nostri gesti quotidiani, a cominciare dalla benedizione della tavola”, perché “anche le vacanze possono diventare tempo di fraterna serenità”. “Chiediamo dunque alla Vergine Maria, madre premurosa – ha concluso – di farci crescere nella carità, perché a nessuno manchi il pane quotidiano”.
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