Dalla Chiesa
Leone XIV: “Imploriamo la Misericordia di Dio e la pace per il mondo intero”
L'udienza di oggi dedicata alla Chiesa. La citazione di Benedetto XVI: "Non c’è opposizione tra Vangelo e istituzione"
“Continuiamo il nostro cammino quaresimale in spirito di penitenza e di conversione, implorando la misericordia e la pace di Dio per noi e per il mondo intero”.
Per una maggiore comunione
Lo ha detto Leone XIV, al termine dell’udienza di oggi, salutando i pellegrini di lingua tedesca. Un nuovo appello per la pace, mentre il Medio Oriente è in fiamme. “Fedeli al nostro impegno battesimale, sforziamoci di costruire ogni giorno la Chiesa, organizzandone non solo le forme visibili, ma rafforzando l’unità tra di noi, attraverso la comunione, la carità e il perdono reciproco”, l’invito rivolto ai pellegrini di lingua francese.
Quarto d’ora accademico
Il Papa oggi ha fatto oggi il suo ingresso in piazza San Pietro alle 10,55 circa. Nonostante il quarto d’ora di ritardo rispetto alla tabella di marcia consueta, Leone XIV non ha rinunciato al consueto giro tra i vari settori delimitati dal colonnato del Bernini, da dove l’acclamava a gran voce la folla di fedeli, molto numerosa, come di consueto avviene per l’appuntamento del mercoledì. Il Pontefice, apparso sorridente e rilassato, si è concesso di buon grado all’abbraccio della folla, soffermandosi alle volte con alcune persone per scambiare qualche battuta e dando la precedenza ai bambini, grazie al solerte aiuto degli uomini della Gendarmeria vaticana. A fare da sottofondo, il coro di “viva il Papa”.
La dimensione insieme umana e divina della Chiesa
La Chiesa “è una realtà insieme umana e divina, che accoglie l’uomo peccatore e lo conduce a Dio”, ha detto nel corso della catechesi dedicata alla Lumen Gentium. “Chi incontrava Gesù lungo le strade della Palestina, faceva esperienza della sua umanità, dei suoi occhi, delle sue mani, del suono della sua voce”, ha commentato Leone XIV: “Allo stesso tempo, però, andando dietro a quell’Uomo, i discepoli si aprivano all’incontro con Dio”, ha proseguito il Pontefice: “La carne di Cristo, infatti, il suo volto, i suoi gesti e le sue parole manifestano in modo visibile il Dio invisibile”. Da qui il riferimento alla Chiesa: “Quando la guardiamo da vicino, vi scopriamo una dimensione umana fatta di persone concrete, che a volte manifestano la bellezza del Vangelo e altre volte faticano e sbagliano come tutti”. Nonostante questo “proprio attraverso i suoi membri e i suoi limitati aspetti terreni, si manifestano la presenza di Cristo e la sua azione di salvezza”. Prevost ha infine richiamato le parole di Benedetto XVI ai vescovi della Svizzera il 9 novembre 2006, quando ricordava che “non c’è opposizione tra Vangelo e istituzione, anzi, le strutture della Chiesa servono proprio alla realizzazione e concretizzazione del Vangelo nel nostro tempo”.
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