Rubicone
Longiano. Tito Balestra, uno sguardo vivo a cinquant’anni dalla morte
Oggi, 19 ottobre, la Fondazione Balestra ha presentato il programma delle celebrazioni
Nella ricorrenza dei 50 anni della morte di Tito Balestra, la Fondazione a lui dedicata presenta un programma di celebrazioni fino a ottobre 2027. Un reading, presentazioni di libri e un dolcetto ad hoc e altri progetti per continuare a ricordare il poeta, lo scrittore, il collezionista che portò Longiano fuori dai confini comunali.
Un cercatore di perle
Un professore senza università, poeta, letterato, scrittore, collezionista. Sono tante e tutte pertinenti le definizioni attribuibili alla figura di Tito Balestra di cui oggi, 19 ottobre, Longiano celebra il 50esimo anniversario della morte, non stancandosi di conoscere il proprio concittadino e il suo sguardo sul mondo.
Una ricerca che continua dentro a un cammino in cui le ricorrenze rappresentano lo spunto per celebrare, omaggiare e far conoscere questo “pescatore di perle”, come ha detto il neo presidente della Fondazione Tito Balestra di Longiano Ivan Cecchini oggi, lunedì 19 ottobre, alla conferenza stampa di presentazione delle celebrazioni predisposte dalla Fondazione Balestra per la ricorrenza.
L’artigiano resistente
Il calendario, dal titolo “Tito Balestra. Il poeta dell’immagine”, comprende presentazioni di libri, uno spettacolo, laboratori per le scuole e forse anche un dolcetto, ideato appositamente dal forno Demetra e dedicato alla memoria. Tanto pur di far conoscere questa figura capace di attraversare il lungo periodo della guerra e poi della rinascita dell’Italia – ha osservato ancora Ivan Cecchini – come un “artigiano resistente”.
Il programma delle celebrazioni
E allora bisogna cogliere questa ennesima occasione di scoperta di un artista non facile forse da avvicinare per il cittadino comune. Il primo appuntamento da mettere in agenda è per sabato 14 novembre, alle 17, nella Sala dell’Arengo del Castello Malatestiano di Longiano con la presentazione delle pubblicazioni di Barbara Menghi Sartorio e Stefano Vitali che portano alla luce poesie inedite e disperse, racconti, articoli e altri scritti conservati nell’archivio: “Il mio canto si perde nelle innumeri voci della notte. Poesie inedite e disperse di Tito Balestra” (2024), con un saggio di Roberto Deidier; “Racconti e altri scritti per giornali e riviste (1946–1961)” (2025), dedicato alla produzione in prosa e agli interventi pubblicati sui periodici del dopoguerra; e “Diario di Liestal. Pensieri e riflessioni di un malato” (Edizioni Fondazione Tito Balestra, 2026), un testo rimasto inedito per cinquant’anni, scritto durante la grave malattia degli ultimi mesi di vita. All’incontro interverranno i curatori Barbara Menghi Sartorio e Stefano Vitali, lo storico dell’arte Giuseppe Appella, uno tra i pochi amici ancora viventi di Tito Balestra, il poeta Roberto Deidier e Brunella Garavini, bibliotecaria e archivista della Biblioteca Malatestiana di Cesena.
Dalle pagine del “Diario di Liestal” nasce il readingche venerdì 11 dicembre, alle 21, sarà presentato in anteprima nazionale al Teatro Petrella di Longiano. Una produzione della Fondazione Tito Balestra con Nicoletta Fabbri alla voce, Roberto Ballestracci al live drawing e musiche del compositore Marco Mantovani.
La Fondazione e il teatro Petrella
La collaborazione tra la Fondazione e il teatro Petrella – che a sua volta nel 2026 celebra una ricorrenza, ovvero il quarantennale dell’attività – rende particolarmente orgogliosa l’assessora alla Cultura Sonia Bettucci. “Questi sono due luoghi che si guardano dalla finestra”, ha detto Bettucci in conferenza stampa. Tito Balestra era uno che non amava comandare, ha quindi aggiunto l’assessora acciuffando alcuni dei versi più famosi di Tito Balestra, come un manifesto dello spirito di un personaggio che ha portato Longiano fuori dai confini cittadini e cui Longiano deve tanta parte della propria identità di paese.
Altri appuntamenti
Altri appuntamenti interesseranno l’anno nuovo, come la mostra documentaria che racconterà delle relazioni personali e artistiche di Tito Balestra, il suo lato meno conosciuto, la quotidianità e le persone che ne hanno accompagnato la vita. Poi torneranno i laboratori didattici per le scuole, che erano stati sospesi. In particolare si lavorerà sull’incisione e la scrittura.
Tra le iniziative autunnali arriverà anche la presentazione del catalogo “L’Arte celata. La Collezione Cocif”, curato da Claudio Spadoni. La mostra, che sta riscuotendo una buona attenzione dal pubblico, avvicina due esperienze di collezionismo legate a Longiano: quella di Tito Balestra e quella d’impresa promossa da Vincenzo Bellavista per Cocif.
Le parole di Mauro Graziano
«Senza Tito Balestra, Longiano non sarebbe la realtà culturale che conosciamo oggi – ha osservato Mauro Graziano, sindaco di Longiano -. Il suo lascito ha contribuito a dare al nostro paese una precisa identità culturale. Sosteniamo questo cinquantenario (il Comune ha destinato al programma un contributo di 5000 euro, ndr) perché vogliamo che coinvolga anche le scuole, le associazioni e le attività economiche. Cultura, artigianato e turismo possono lavorare insieme, creando nuove opportunità per Longiano”.
Sandro Pascucci, omaggio a Giuseppe Canali
Tutto quello di cui godiamo oggi, ha voluto infine ricordare Sandro Pascucci, presente in conferenza stampa e a suo tempo funzionario del Comune di Longiano, è dovuto all’iniziativa dell’allora sindaco Giuseppe Canali che intuì l’importanza di creare un’istituzione che si prendesse cura dell’eredità di Tito Balestra, avviando i primi contatti con la moglie Anna Maria De Agazio. Fu così che si posero le basi per la costituzione della Fondazione e per la donazione della collezione da parte della moglie. Sempre a Canali, ha ricordato ancora Pascucci, dobbiamo l’intuizione di ridare vita al teatro Petrella, entrambe realtà fondative per la Longiano moderna.
Flaminio Balestra. “L’archivio regala ancora emozioni”
“Mettere mano a un archivio come quello di Tito Balestra è sempre una grande emozione – ha detto il nipote Flaminio Balestra illustrando le iniziative -. Per quanto lo si sia studiato, tanto resta ancora da scoprire tra cui molta parte delle corrispondenze che Tito intrattenne con personaggi illustri, per esempio con Alfonso Gatto e con Morandi. Abbiamo le loro epistole ma non le risposte di Tito”.
Una ricerca continua e che non si ferma.