Maxi operazione antidroga, 15 arresti: quattro chili di cocaina sequestrati al porto di Ravenna

L’inchiesta della Guardia di Finanza, coordinata dalla Dda di Bologna, ha portato al sequestro di beni per oltre 16 milioni di euro. La droga era nascosta nello scafo di una nave cargo

Operazione antidroga

Quattro chili di cocaina sono stati trovati nello scafo di una nave cargo attraccata al porto di Ravenna. Il sequestro rientra in un’indagine della Guardia di Finanza che ha ricostruito un traffico di oltre 54 chili di cocaina in un anno. L’operazione ha portato alla custodia cautelare in carcere di 15 indagati e al sequestro di immobili, veicoli, contanti e beni preziosi per oltre 16 milioni di euro.

Il porto di Ravenna era una delel basi per il traffico di droga

Quattro chili di cocaina nascosti nello scafo di una nave cargo arrivata al porto di Ravenna. È uno degli episodi emersi nell’ambito di una vasta indagine della Guardia di Finanza, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Bologna, che ha portato a smantellare un’organizzazione accusata di gestire un traffico di stupefacenti e di riciclare i proventi delle attività illecite.

L’operazione ha portato alla custodia cautelare in carcere di 15 indagati. Le indagini hanno coinvolto i finanzieri dei comandi di Rimini, Bologna, Foggia, Forlì-Cesena, L’Aquila, Ravenna e Verona, oltre al Servizio centrale investigazione criminalità organizzata e ad altri reparti specializzati.

La cocaina nascosta nei mezzi di trasporto

Il sequestro avvenuto nello scalo ravennate si inserisce in un quadro investigativo più ampio. Secondo gli accertamenti, l’organizzazione avrebbe movimentato in un anno oltre 54 chili di cocaina, destinati alle piazze di spaccio di Rimini e delle province limitrofe.

Tra gennaio e agosto 2025, in Italia sono stati sequestrati complessivamente 13 chili di droga nell’ambito degli interventi collegati all’inchiesta, con tre arresti in flagranza. Oltre ai quattro chili trovati nello scafo della nave cargo attraccata a Ravenna, gli investigatori hanno recuperato due chili di cocaina nascosti in un’intercapedine ricavata in un’automobile e altri sette chili nel frigorifero di un’abitazione.

Due gruppi e un patrimonio da 16 milioni

Secondo la ricostruzione investigativa, l’organizzazione era articolata in due gruppi: uno si sarebbe occupato dell’acquisto e della distribuzione della cocaina, mentre l’altro avrebbe gestito il reinvestimento e il riciclaggio dei guadagni. Per occultare le attività sarebbero stati utilizzati documenti falsi, telefoni criptati e automobili dotate di doppi fondi.

Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di traffico di stupefacenti, usura, trasferimento fraudolento di valori, ricettazione, riciclaggio ed esercizio abusivo di attività finanziaria.

Gli accertamenti patrimoniali hanno portato al sequestro, finalizzato alla confisca, di 23 immobili, due terreni, 321mila euro in contanti, orologi e monete da collezione, oltre a nove automobili e tre motocicli. Il valore complessivo dei beni supera i 16 milioni di euro.

Le accuse sono ipotesi investigative e la responsabilità degli indagati dovrà essere accertata nelle successive fasi del procedimento giudiziario.