Lettere
Minori migranti e umana solidarietà. L’impegno cristiano
La riflessione del diacono Ettore Rossi, direttore dell'Ufficio pastorale per i migranti e gli immigrati. Domenica 27 settembre la 112esima Giornata mondiale
Domenica 27 settembre la Chiesa italiana celebra la 112esima Giornata mondiale del Migrante e del Rifugiato. A Cesena, la Giornata sarà celebrata nella Messa nella chiesa parrocchiale di San Domenico, alle 15,30 (al link, la notizia).
La riflessione del diacono Ettore Rossi, direttore dell’Ufficio diocesano per i migranti e gli immigrati
Per questa 112ma Giornata del Migrante e del Rifugiato il tema proposto dal santo padre Leone XIV “Anche uno solo di questi bambini” (Mt. 18,10) richiama la nostra attenzione sui minori direttamente coinvolti nell’esperienza del migrare e della fuga, sulla sollecitudine nei loro confronti e sulla promessa del Signore che “chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome, accoglie me” (Mc 9,37).
Questa tematica è ben sviluppata e trattata nel messaggio del Santo Padre e alla quale invito porre attenzione.
Rivolgo la mia attenzione alle letture della domenica che a mio avviso sembrano non aver particolari attinenze con il tema della Gmmr, ma la parola del Signore, ancora una volta, ci riempie di stupore per la straordinaria capacità di vestire il nostro attuale vivere quotidiano.
Il profeta Ezechiele risponde a coloro che non considerano retto il modo di agire del Signore. Quante volte abbiamo ascoltato persone che di fronte ai drammi dei minori costretti a fuggire da guerre, carestie, catastrofi od altro, invocano l’assenza dell’intervento Divino in loro favore.
Quante volte ascoltiamo “se ci fosse Dio non permetterebbe la sofferenza di queste fragili persone”. I minori infatti, come sottolineava papa Francesco (messaggio del 2017) “sono tre volte indifesi perché minori, perché stranieri e perché inermi quando sono forzati a vivere lontani dalla loro terra d’origine e separati dagli affetti familiari”.
Il profeta richiama il giusto a non allontanarsi dalla giustizia e il malvagio a convertirsi dalla sua malvagità poiché questi fenomeni migratori forzati di minori hanno origine e fondamento in prevalenza da queste mancate risposte al comando del Signore.
Il Salmo 24 sottolinea “Buono e retto è il Signore, indica ai peccatori la via giusta; guida i poveri secondo giustizia, insegna ai poveri la sua via.” Ai peccatori il Signore indica la via giusta che sicuramente non è quella di favorire la migrazione degli indifesi e ribadisce che la via dei poveri ed anche di questi figli minori è permeata dalla fede in Lui.
San Paolo richiama le comunità, al fine di dare concreta risposta al problema minori e non solo con un concetto di umiltà veramente sorprendente ma profondamente cristiano: considerare gli altri (soprattutto se minori) superiori a se stessi. Gesù Cristo umiliò se stesso assumendo una condizione di servo, diventando simile agli uomini. Accogliamo gli stessi sentimenti di Gesù Cristo e sarà conseguente accogliere queste fragili persone anch’esse fatte ad immagine e somiglianza di Dio.
Nel vangelo secondo Matteo Gesù chiede un parere a chi sembrava avesse un diritto di prelazione per accedere al Regno di Dio e precisamente ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo.
I due figli invitati ad andare a lavorare nella vigna: un “no” che si trasformerà in un “si” e un “si” che si trasformerà in un “no”.
I pubblicani e le prostitute rispondono “sì” alla conversione proposta da Giovanni il Battista, mentre al contrario i presunti destinatari del Regno rispondono “no”.
La risposta al parere da parte di questi ultimi è giusta. Ecco il vero dramma: riconoscere la giustizia e non praticarla.
Non perduri dunque questa situazione drammatica riferita ai minori, perché da tutti è riconosciuta come una deformazione umana della vita. Il proponimento della giornata quindi a mio avviso risulti duplice:
- Sul problema minori sollevato dal Papa siano condivisibili le sollecitazioni e i richiami contenuti nel suo messaggio;
- Sul delicato aspetto delle nostre risposte la nostra vita personale, la nostra vita ecclesiale, la nostra vita istituzionale e civile pronuncino un sì maiuscolo e concreto affinché il dramma degli esili, della difficoltà all’accoglienza, delle procedure burocratiche, dell’approvvigionamento delle risorse e quant’altro trovino inoltre piena attuazione nel rispetto anche dell’orizzonte delle diverse religioni, e possano definitivamente trovare soluzioni e risposte secondo la volontà di Dio Padre.
Sia il sorriso del minore migrante soave risposta al nostro impegno cristiano di umana solidarietà.