Morto Livio Berruti, campione olimpico a Roma 1960

Era soprannominato "L'angelo" vista la grazia e la leggerezza con le quali correva da velocista. Fu il primo a battere i campioni americani

Livio Berruti a Roma vince i 200 metri piani. Foto tratta da Wikipedia

Il ricordo di una gara entrata nella leggenda dello sport nazionale e oltre

Due volte il record mondiale nel giro di due ore

Ieri è morto a Torino, a 87 anni, dopo una breve malattia, uno dei più grandi atleti dello sport italiano, il velocista Livio Berruti. Nato a Torino il 19 maggio 1939, voleva giocare a tennis. Il suo professore di educazione fisica al “Liceo Cavour” di Torino, vedendolo alto e snello, lo ha iscritto a tre specialità: atletica leggera, salto in lungo e salto in alto. Il giovane Berruti ha scelto di intraprendere la strada della velocità. È entrato nella storia dello sport italiano grazie alla sua partecipazione alle Olimpiadi di Roma 1960. Durante questa competizione, non si è manifestata solo la sua bravura, ma anche il suo modo di vivere le gare, con assoluta leggerezza. Nei 200 metri piani, ha eguagliato l’allora record mondiale di 20”5 due volte nel giro di due ore, prima in semifinale e poi soprattutto in finale.

Il racconto di una gara leggendaria

Il racconto di quest’ultima gara è leggendario. Berruti si è presentato ai nastri di partenza con gli occhiali da sole, scarpe e calze bianche. L’Adidas voleva che avesse calzato le proprie scarpe, ma il velocista sabaudo ha voluto invece le Valsport, in quanto più pesanti e più in sintonia estetica con le calze bianche. Mentre gli altri atleti si allenavano prima della gara, lui ripassava il suo libro di chimica (era studente di chimica all’università). In questo modo Berruti si è aggiudicato l’oro nei 200 m piani alle Olimpiadi capitoline, battendo lo statunitense Lester Carney e il senegalese Abdou Seye. È stato il primo sportivo europeo a vincere il titolo a cinque cerchi della specialità, ponendo fine all’egemonia del Nordamerica.

Soprannominato “L’angelo”

Ad aver reso speciale il record mondiale di Berruti è stato che lo ha conseguito su terra battuta, e non sulle più confortevoli superfici in materiale sintetico delle epoche successive. È stato soprannominato “L’angelo” per via della grazia dei suoi movimenti durante le corse.

Infiniti i titoli conquistati

Il suo palmares è sterminato, sia in ambito nazionale che internazionale. Nelle competizioni del nostro Paese, è stato sei volte campione nazionale assoluto dei 100 m piani (1957, 1958, 1959, 1960, 1961 e 1962), otto volte dei 200 m piani (1957, 1958, 1959, 1960, 1961, 1962, 1965 e 1968) e una volta della staffetta 4×100 m (1959). Nelle gare extraitaliane, ha conquistato (a parte l’oro a Roma) tre ori alle Universiadi di Torino 1959 (100 m piani, 200 m piani e staffetta 4×100 m), un argento (100 m piani) e due ori (200 m piani e staffetta 4×100 m) ai Giochi del Mediterraneo di Napoli 1963, due bronzi alle Universiadi di Porto Alegre (Brasile) 1963 (100 e 200 m piani), un argento ai Giochi del Mediterraneo di Tunisi (Tunisia) 1967 (200 m piani) e un oro alle Universiadi di Tokyo (Giappone) 1967 (staffetta 4×100 m).

Tanti i riconoscimenti

Ritiratosi nel 1969, è stato successivamente nominato “Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica italiana” nel 1960 e “Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica italiana” nel 1975. Inoltre è stato insignito del Collare d’oro al merito sportivo nel 2015 e, nello stesso anno, inserito nella “Walk of Fame dello sport italiano” a Roma. Infine ha ricevuto l’onore di portare la bandiera olimpica, durante la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi invernali di Torino 2006.