Papa in Algeria sui passi di sant’Agostino: “Dio è amore, in un mondo avvolto in una spirale negativa”

Oggi pomeriggio la Messa ad Annaba (ex Ippona): "Le preoccupazioni non ci corrompano con la paura. Le mode non ci indeboliscano con il compromesso"

Dalla diretta Vatican Media

Dall’appello di Gesù a Nicodemo (“Dovete rinascere dall’alto”) “scaturisce la missione per la Chiesa tutta, e quindi per la comunità cristiana d’Algeria: nascere nuovamente dall’alto, cioè da Dio”.

La Messa nell’antica Ippona

Lo ha detto Papa Leone, oggi pomeriggio, nell’omelia della Messa nella basilica di sant’Agostino, ad Annaba, l’antica Ippona, dove il santo è stato vescovo per oltre trent’anni. Si tratta del momento pubblico finale e culmine del viaggio apostolico in Algeria, visitata per la prima volta da un Pontefice. “Dovete rinascere dall’alto” è un imperativo che “suona ai nostri orecchi come un comando impossibile”, ha spiegato Leone XIV, ma “non si tratta di una dura imposizione, né di una forzatura o, tanto meno, di una condanna al fallimento”: al contrario, il dovere espresso da Gesù “è per noi un dono di libertà, perché ci rivela una possibilità insperata: possiamo rinascere dall’alto, grazie a Dio. Dobbiamo farlo secondo la sua volontà d’amore, che desidera rinnovare l’umanità chiamandola a una comunione di vita, che inizia con la fede”.

Un futuro di giustizia è di pace è possibile

Si è domandato il Santo Padre: “Quando ci chiediamo come sia possibile un futuro di giustizia e di pace, di concordia e di salvezza, ricordiamoci che stiamo facendo a Dio la stessa domanda di Nicodemo: ma davvero la nostra storia può cambiare? Siamo così carichi di problemi, insidie e tribolazioni! Davvero la nostra vita può ricominciare da capo? Sì! L’affermazione del Signore, così piena d’amore, riempie i nostri cuori di speranza. Non importa quanto siamo oppressi dal dolore o dal peccato: il Crocifisso porta tutti questi pesi con noi e per noi. Non importa quanto siamo sfiduciati dalle nostre debolezze: proprio allora si manifesta la forza di Dio, che ha risuscitato Cristo dai morti per dare la vita al mondo. Ciascuno di noi può sperimentare la libertà della vita nuova che viene dalla fede nel Redentore”. 

Il mandato ai vescovi

Poi il riferimento agli Atti degli Apostoli: “Il primo compito dei pastori, ministri del Vangelo, è dare testimonianza di Dio al mondo con un cuor solo e un’anima sola, senza che le preoccupazioni ci corrompano con la paura né le mode ci indeboliscano con il compromesso”. È il mandato del Papa ai vescovi presenti, ricordando che “Dio è amore ed è padre di ogni uomo e ogni donna, in un mondo avvolto in una spirale negativa”. Ripererendosi all’Algeria, “la vostra storia è fatta di accoglienza generosa e di tenacia nella prova“, ha ricordato Prevost: “Qui hanno pregato i martiri, qui sant’Agostino ha amato il suo gregge cercando la verità con passione e servendo Cristo con fede ardente. Siate eredi di questa tradizione, testimoniando nella carità fraterna la libertà di chi nasce dall’alto come speranza di salvezza per il mondo”.

Destinazione Camerun

Al termine della Messa in Basilica, il Papa si è trasferito in auto all’Aeroporto internazionale di Annaba, da dove, è partito in aereo alla volta di Algeri. Domani comincerà la seconda tappa del terzo viaggio apostolico internazionale di Leone XIV: destinazione Camerun, dove si tratterrà fino al prossimo 18 aprile.

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