Dalla Chiesa
Papa Leone ha incontrato catecumeni e neofiti. “Nuovi cercatori di Dio: un’opportunità per la Chiesa”
I dati indicano che nel 2025 in Francia più di 17mila, fra adulti e adolescenti, hanno chiesto questo sacramento. Per quest’anno, le stime parlano di oltre 20.000. il pontefice ha incontrato alcuni di loro questa mattina all'Institut Catholique di Parigi
Nell’incontro di questa mattina presso l’Institut Catholique de Paris, nel secondo giorno in Francia, Leone esprime gioia per quante persone adulte chiedono i sacramenti dell’iniziazione cristiana, pur in una società secolarizzata
La mattinata all’Institut Catholique di Parigi
La vostra testimonianza di catecumeni e neofiti è “il segno tangibile dell’opera della grazia di Dio, che va oltre le analisi statistiche e sociologiche”. Sono parole di gioia quelle che il Papa esprime a coloro che, da adulti, si preparano a ricevere il Battesimo e ai nuovi battezzati presenti. Leone XIV li incontra insieme ai membri dell’Assemblea provinciale e a docenti e studenti, riuniti insieme presso l’Institut Catholique de Paris, situato “al crocevia tra scienza e fede, che da secoli contribuisce a formare le menti e i cuori al servizio del Vangelo”.
Prima di raggiungere l’auditorium Georges Bernanos, luogo dove tiene il suo discorso, il Papa si ferma in preghiera davanti alla targa di marmo con la scritta “Hic cedicerunt” (“Qui caddero”), che ricorda martiri del settembre del 1792, uccisi durante la Rivoluzione francese. Prima, nella Chiesa aveva rivolto ai presenti un breve saluto. Fondato nel 1875, erede dei collegi umanistici, l’Institut Catholique de Paris (Icp) riunisce 6 facoltà, 6 istituti specializzati e un’unità di ricerca “Religione, Cultura e Società” in 3 campus: a Parigi, Reims e Rouen e ogni anno accoglie oltre 11mila studenti.
In società secolarizzata tante persone chiedono il Battesimo
Il Papa esprime anche “tanta gratitudine per l’imprevedibile opera di Dio” a partire dalle testimonianze di Jaodie, catecumeno della diocesi di Nanterre, di Marielle, della diocesi di Créteil, che è stata battezzata lo scorso anno, e di Sophie, accompagnatrice di catecumeni nella diocesi di Évry. I tre hanno offerto la loro esperienza prima dell’intervento del Papa. Gratitudine viene espressa anche per l’Instrumentum laboris che gli è stato consegnato, facendo riferimento anche all’impegno dell’Assemblea provinciale nel riflettere sulle prospettive pastorali per l’accoglienza delle persone battezzate di recente o che si preparano al Battesimo da adulte nonché sulla vita della Chiesa.
“Come voi e insieme a voi sono stupito dal numero di persone che si riaffacciano sulle soglie della fede e da quanti adulti chiedono i sacramenti dell’iniziazione cristiana – dice papa Leone -. Può sembrare paradossale che questo fenomeno, per cui così tante persone riscoprono il Vangelo e abbracciano la fede, si collochi nel contesto di una società come quella francese, segnata da una cultura fortemente secolarizzata. La vostra esperienza e la vostra testimonianza, cari catecumeni e neofiti, sono il segno tangibile dell’opera della grazia di Dio, che va oltre le analisi statistiche e sociologiche”. I dati indicano che nel 2025 più di 17mila, fra adulti e adolescenti, sono stati battezzati in Francia. Per quest’anno, le stime parlano di oltre 20.000. Di questi, circa 13.000 sono adulti e 8.000 sono adolescenti.
Vicinanza, compassione e tenerezza
Bisogna dunque accogliere con “spirito di responsabilità” questo fenomeno, che fra l’altro “contraddice ogni atteggiamento disfattista e quello che Papa Francesco chiamava ‘pessimismo sterile’”. L’esortazione è a riscoprire “lo stile proprio di Dio, fatto di vicinanza, compassione e tenerezza”: bisogna “riconoscere, accogliere e custodire la piccola fiamma che lo Spirito Santo ha acceso nell’oscurità della notte, il piccolo seme che aspira a crescere anche in mezzo ai rovi”.
Chiesa sia in “stato di iniziazione” che accompagna nel tempo
Lo stupore di fronte a ciò che sta accadendo però non deve far chiudersi in “una beata ingenuità”, ma al contrario il Papa esorta a porsi delle domande e intraprendere azioni pastorali concrete. E lo Spirito che anima l’Assemblea sinodale e, più in generale, il cammino della Chiesa in Francia è questo, nota il Papa: “meravigliati dall’opera imprevedibile di Dio, che cosa dobbiamo fare e dove ci sospinge lo Spirito per accompagnare i catecumeni, i neofiti, i ‘ricomincianti’?”. “Anzitutto, mi piace richiamare un’espressione usata dall’Episcopato francese qualche anno fa – dice il Papa -, ed esortarvi a immaginare e incarnare una Chiesa in “stato di iniziazione”, che si prende cura del percorso dei catecumeni, dei neofiti e dei ricomincianti, offrendo loro, nel tempo, un accompagnamento solido e costante”.
Accogliere rispettando la storia delle persone e favorire annuncio kerygma
Leone XIV spiega, quindi, l’importanza e il significato di essere “in stato di iniziazione”: significa “accogliere i nuovi cercatori di Dio scoprendovi un’opportunità e una missione”. L’opportunità risiede nel fatto che, grazie a loro, anche la comunità dei credenti rinnova “il proprio cammino di fede”. La missione “consiste nel prendersi cura di loro e nel fungere da guida, anche dopo che hanno ricevuto i sacramenti”. Il Papa esorta, per questo, a “accogliere con gioia chi si presenta, partire dalla sua esperienza spirituale, rispettare la sua storia e favorire un annuncio essenziale del kerygma, anche attraverso le formule conosciute nel cammino personale o di comunità”.
Per evitare il vuoto post-battesimale, formazione integrale
L’avvertimento del Papa è infatti quello di non dimenticare che in molte di queste persone emerge la domanda: “come evitare il vuoto post-battesimale?”: “Occorre – dice – accompagnare e integrare pienamente queste persone nelle nostre comunità e nelle nostre assemblee oranti dopo il Battesimo, offrendo loro uno spazio familiare e una formazione il più possibile integrale, capace di abbracciare i diversi aspetti della vita cristiana e favorire l’unificazione fra la loro fede e la loro vita. I neofiti, infatti, hanno bisogno di approfondire le fondamenta della fede cristiana, di essere adeguatamente formati dal punto di vista biblico e teologico, di scoprire sempre più la ricchezza della dottrina e le diverse dimensioni dell’agire morale cristiano connesso alla professione di fede”.
Introdurli alla vita liturgica, che attualizza il Mistero della Pasqua
Cruciale in questo senso per il Papa la necessità di introdurli “nella vita liturgica della Chiesa”. Anche nelle testimonianze ascoltate, fa notare, la celebrazione dei riti liturgici è stata per alcuni una porta di ingresso al mistero stesso della fede: “Si tratta – spiega – di un ambito fondamentale della vita della Chiesa, che richiede un’attenzione pastorale radicata negli insegnamenti del Concilio Vaticano II. La liturgia, in effetti, non può essere intesa come una realtà “successiva” alla catechesi, nella quale applicare quanto è stato appreso lungo il percorso. Al contrario, essa manifesta e attualizza il Mistero della Pasqua di Cristo e, pertanto, è un evento capace di dischiudere il senso della Buona Notizia e la vita stessa di Dio. Con i suoi ritmi, i suoi linguaggi e i suoi riti, la liturgia è parte del cammino stesso di conversione e di preparazione ai Sacramenti.
Stile di vicinanza e compassione: alcuni arrivano segnati da esperienze dolorose
Il Papa ricorda, infatti, che alcuni arrivano con una semplice sete spirituale e un’attrazione nei confronti del Vangelo, mentre “altri giungono segnati da esperienze dolorose, da situazioni di solitudine e difficoltà profonde”. “È qui – segnala – che lo stile della vicinanza, della compassione e della tenerezza assume tutto il suo significato: occorre trovare un sapiente equilibrio per accoglierli, ascoltarli e, allo stesso tempo, incoraggiarli ad affrontare le impegnative sfide della fede. Si tratta di un cammino in cui è necessario rispettare il ritmo dell’altro, procedendo con gradualità, attenzione e in un accompagnamento fraterno. Si tratta di assumere lo stile del “camminare insieme”. Sui sentieri della fede cristiana ci si arricchisce a vicenda, si cresce insieme: preti e laici, padrini, madrine e catecumeni, animatori pastorali e neofiti”.
Sant’Agostino uno dei catecumeni più famosi
Il pensiero del Papa va ad “uno dei catecumeni più famosi della storia, sant’Agostino”, che fu introdotto alla fede da sant’Ambrogio e “la sua fede era solo un piccolo seme quando fu battezzato. Ma quel seme – ricorda – è cresciuto e si è moltiplicato, diventando un albero così grande che, sotto la sua chioma, ancora oggi possiamo trovare conforto. Guardando voi, cari catecumeni e neofiti, non vedo solo il frutto dello Spirito che vi ha messo in cammino, ma anche una promessa di fecondità per la Chiesa in Francia. A vostra volta, siate missionari del Vangelo in questa società”. Sostegno in questo cammino sono i grandi testimoni di questa terra amata come “santa Teresa di Gesù Bambino che, con la sua ‘piccola via’, ci insegna come la fiducia apra le porte della grazia”, come san Martino di Tours, “figura emblematica della condivisione e della carità fraterna” e come altri santi francesi che ricordano come la missione si costruisca oggi, “preservando innanzitutto la presenza del Signore nella vita quotidiana”. “Accogliendovi gli uni gli altri, possiate formare tutti insieme il popolo vivente della Chiesa in Francia, capace di trasmettere la fede”, auspica il Papa invocando la protezione materna della Vergine Maria, Patrona principale della Francia, e l’intercessione di Santa Genoveffa e di San Denis, protettori di Parigi.
vaticannews