Cesena
Premio Malatesta Novello 2021, ecco le tre eccellenze cesenati
Quest’anno il Premio Malatesta Novello, giunto alla 15esima edizione, riconosce in Roberto Casalini, Margherita Magnani e Gianfranco Zavalloni i tre illustri cesenati che con dedizione, lealtà e sapienza, attraverso la loro professione e scelta di vita, hanno contribuito ad accrescere il valore della loro città d’origine.
La pedagogia, l’editoria e la scrittura, e lo sport.
Sono queste le tre sfere della conoscenza individuate dalla Giuria del Premio Malatesta Novello – Città di Cesena (quest’anno alla XVesima edizione) composta dal sindaco Enzo Lattuca, da Giancarlo Cerasoli e Paola Errani. “Non c’è crescita senza insegnamento, cultura e sport, discipline essenziali che concorrono a definire la persona e la sua partecipazione attiva alla vita pubblica. È per questo che il Premio Malatesta Novello 2021 – commenta il sindaco Enzo Lattuca – quest’anno sarà conferito a tre nostri concittadini che hanno operato e raggiunto il loro apice a Cesena: Roberto Casalini, Margherita Magnani e Gianfranco Zavalloni. Ciascuno di loro, Zavalloni è venuto a mancare prematuramente nel 2012 ed è per questa ragione che a lui sarà conferito il riconoscimento alla memoria, ha trasformato in pratica ogni teoria, concretizzando interessi e passioni in un impegno continuo basato su un modo di operare onesto ed equo. Integrazione e appartenenza, disciplina e coraggio di vedere oltre. Sono questi i valori che contraddistinguono il loro impegno. Non possiamo dunque non rivolgerci ai nostri giovani, ragazzi e ragazze, che in questi nostri concittadini possono trovare un punto di riferimento”. “Anche l’edizione 2021 – prosegue il sindaco – è stata sostenuta in modo considerevole dai cesenati: sono oltre 1700 le segnalazioni pervenute, molte delle quali argomentate con dovizia di particolari. Segno questo che i cesenati hanno ben chiari i concittadini che contribuiscono ad elevare la nostra città in Italia e nel mondo”.
Gianfranco Zavalloni, indimenticato maestro di scuola materna e dirigente scolastico, molto noto anche nel mondo ecologista e cattolico, è scomparso prematuramente nel 2012, all’età di 54 anni. Nato a Cesena nel 1957, è stato insegnante di scuola dell’infanzia e dal 1996 dirigente scolastico in diverse località italiane e in Brasile. Conosciuto nel panorama nazionale soprattutto per il suo libro testamento “La pedagogia della lumaca”, che racchiude il suo pensiero pedagogico e per il “Manifesto dei diritti naturali di bambine e bambini” del 1994, ha fondato il Gruppo Ricerca Tecnologie Appropriate e Comunicazione Non Violenta (GRTA CIN), associazione con sede a Cesena, che approfondisce e ricerca tematiche globali come l’inquinamento e le disparità economiche. Uomo di pace e promotore della nonviolenza è stato un membro attivo della “Pattuglia nazionale dell’Agesci dedicata alla obiezione di coscienza al servizio Militare”. A lui, pedagogista attento che intendeva la scuola come luogo creativo che insegni ai bambini ad amare e a proteggere il proprio territorio, il Premio Malatesta Novello 2021 alla Memoria, per essere stato un instancabile educatore e prezioso alleato della crescita dei più piccoli e di tutte le famiglie che hanno avuto la possibilità di incontrarlo nel loro cammino. Il suo insegnamento e la sua esperienza, così come i suoi testi e disegni, continuano ad esistere oggi grazie all’impegno del Centro di Documentazione Educativa, sorto nel 1991 e recentemente a lui intitolato. Per Zavalloni la pedagogia è da intendersi come una disciplina che non si predica ma si pratica attraverso la cura e la scrupolosa osservazione dei bisogni di ogni bambino.