Cesena
Romagna e Veneto insieme nel segno di Anita Garibaldi
Il progetto cesenate "Anita Fidelis", con la sua tipica rosa, è approdato a Conegliano (Treviso)
Si allarga la rete del progetto cesenate “Anita Fidelis”.
Convegno e messa a dimora
La città di Conegliano (Treviso) ha aderito all’iniziativa nei giorni scorsi. Venerdì 10 aprile, nella sala consiliare del Comune veneto, si è svolto il convegno “Giuseppe e Anita Garibaldi: l’amore dei due mondi”, alla presenza delle Autorità e con la relazione del cesenate Andrea Antonioli. Sabato 11 aprile, nel Castello di Conegliano, alla presenza delle autorità locali e di una delegazione cesenate, è stata inaugurata la rosa “Anita Fidelis by Pantoli”. Il progetto è stato promosso dal Centro studi Olim Flaminia di Cesena, in collaborazione con Conexão Feminina, il Comune di Conegliano e Fidapa “Cesena Malatesta”.
Un simbolo di pace e libertà
«Il progetto – commenta con soddisfazione il presidente del Centro studi Olim Flaminia, Andrea Antonioli – parte dalla Romagna, dove Anita Garibaldi ha vissuto i suoi ultimi giorni, e unisce popoli e nazioni. La rosa non è un semplice omaggio floreale: è un segno vivente, che unisce fragilità e forza, bellezza e resistenza. È un gesto semplice ma potente: una bandiera fatta di petali e foglie, che custodisce la memoria e la trasforma in futuro. È un simbolo di resilienza e di libertà, perché una società è tanto libera quanto lo sono le sue donne. In un contesto globale segnato da conflitti, disuguaglianze e derive autoritarie, come quello attuale il progetto “Anita Fidelis” assume un valore ancora più significativo».