Successo per il Festival Ior Life: il Prime Center accoglie 1.500 visitatori

Tre giorni di incontri per la prima edizione, candidata a diventare un appuntamento stabile

In foro Francesco Acerbi

Si chiude con un bilancio positivo la prima edizione di Ior Life – Festival della prevenzione, la manifestazione promossa dallo Ior al Prime Center di Cesena. In tre giorni, circa 1.500 persone hanno visitato il “Villaggio della prevenzione”, partecipando a incontri, workshop e attività dedicate alla salute, al benessere e alla corretta informazione sanitaria.

Le parole di Fabrizio Miserocchi, direttore generale Ior

Lo Ior Life, Festival della Prevezione promosso dallo Ior al Prime Center di Cesena ha coinvolto cittadini di tutte le età. Lo rende noto l’organizzazione, tramite comunicato stampa. Il programma ha proposto 40 workshop, due laboratori di cucina e 15 incontri con 30 relatori di rilievo nazionale, grazie anche al lavoro quotidiano di circa 60 volontari e operatori dello staff.

«Il Prime Center non è stato soltanto un luogo di passaggio, ma uno spazio di vita condivisa, di scambio di informazioni ed esperienze», ha commentato il direttore generale dello Ior, Fabrizio Miserocchi, sottolineando come il festival abbia raggiunto l’obiettivo di diffondere la cultura della prevenzione sul territorio. Tra i momenti più significativi anche l’incontro con 180 studenti e studentesse provenienti da istituti della Romagna, protagonisti di una mattinata dedicata alla salute e ai corretti stili di vita.

La testimonianza di Francesco Acerbi

Tra gli ospiti più attesi della manifestazione c’era Francesco Acerbi, difensore dell’Inter e della Nazionale italiana, intervenuto in videocollegamento. Il calciatore, si legge ancora nel comunicato stampa, ha ripercorso la propria esperienza personale legata alla malattia, raccontando come la diagnosi di tumore al testicolo abbia rappresentato una sfida che, una volta superata, ha contribuito a rafforzarlo anche dal punto di vista umano e professionale.

Acerbi ha evidenziato l’importanza della diagnosi precoce e della determinazione nell’affrontare il percorso di cura, lanciando un messaggio di speranza a chi oggi si trova a combattere contro una malattia oncologica.

Fake news e informazione sanitaria

Ampio spazio, continua la nota stampa, è stato dedicato anche al tema della disinformazione in ambito medico, con un focus particolare sulle fake news che circolano online.

L’oncologo e ricercatore Francesco Schettini ha richiamato l’attenzione sulla rapidità con cui le notizie false si diffondono sul web rispetto alle informazioni scientificamente validate, sottolineando il rischio che pazienti e cittadini possano affidarsi a fonti non attendibili o a presunte cure prive di fondamento.

Sul tema è intervenuto anche il medico e psicoterapeuta Alberto Pellai, che ha posto l’accento sulla responsabilità etica dei professionisti della salute nella comunicazione pubblica. Secondo Pellai, il valore della divulgazione sanitaria deve rimanere legato alla competenza e al servizio reso alla collettività, evitando che la ricerca di visibilità sui social prevalga sulla correttezza dei contenuti.

Il valore del dialogo tra medico e paziente

La comunicazione è stata protagonista anche dell’incontro conclusivo del festival, dedicato al rapporto tra medico e paziente e all’importanza dell’alleanza terapeutica.

La professoressa Emanuela Mazza ha evidenziato come ascolto, empatia e capacità comunicative siano competenze fondamentali per il personale sanitario, ma ancora poco valorizzate nei percorsi formativi. Un dialogo efficace, ha spiegato, favorisce una maggiore adesione alle cure e contribuisce a ridurre incomprensioni e contenziosi.

La divulgatrice scientifica Roberta Villa ha invece invitato a considerare i social network non soltanto come una fonte di rischi, ma anche come un’opportunità per comprendere dubbi e bisogni delle persone. In un contesto in cui sempre più cittadini si informano online, il compito degli esperti è quello di presidiare questi spazi con contenuti affidabili e di qualità.

Con la chiusura della prima edizione, Ior Life si candida così a diventare un appuntamento stabile per il territorio romagnolo, con l’obiettivo di promuovere una cultura della prevenzione sempre più diffusa e partecipata