Rubicone. Caregiver e badanti. Ecco la rete che aiuta chi aiuta

Nel Rubicone informazioni e consulenze allo sportello Infocarer

Nella foto al centro il presidente Asp del Rubicone Salvatore Bertozzi con Sergio Pasquinelli a destra e Federico Boccaletti a sinistra. Con loro Giulia Matassoni e Luana Bonopera della Cooperativa Between

Il seminario “Tempo per te, cura per l’altro” organizzato martedì 26 maggio dall’Asp del Rubicone a Savignano (Sala Allende) in occasione del Caregiver day 2026 ha affrontato il tema della qualificazione del lavoro di cura. Un’occasione per fare anche il bilancio dell’attività sul territorio

Dimissioni improvvise, come fare?

Urgenza e smarrimento. È quello che si prova quando il nonno, la nonna o un familiare si ammala, ricorre alle cure ospedaliere e, al rientro, necessita di assistenza giorno e notte. Scatta l’emergenza e la vita si capovolge da un giorno all’altro. Come affrontare la situazione? Come trovare la badante? Come e dove chiedere presìdi, supporti economici, informazioni? Le domande riguardano molti. In Italia ci sono 7 milioni di caregiver familiari, ovvero coloro che si prendono cura di una persona non autosufficiente in modo continuativo e gratuito.

Di questi temi si è parlato al seminario “Tempo per te, cura per l’altro” organizzato martedì 26 maggio dall’Asp del Rubicone a Savignano (Sala Allende) in occasione del Caregiver day 2026.

Più bisogni, ma le badanti diminuiscono

Tra i dati forniti durante i lavori, è emerso che mentre il bisogno di assistenza aumenta, le badanti diminuiscono. Il sistema Italia non è più attrattivo per chi svolge il mestiere dell’assistente familiare. Dati Inps registrano nel 2014 alla voce badanti 293.198 posizioni, che nel 2021 toccavano il picco di 457.710 mentre nel 2024 scendevano a 413.161 (alla voce colf nel 2014 c’erano 635.215 posizioni, crollate a 404.242 nel 2024). Non solo le (o i) badanti non aumentano, ma stanno invecchiando e sono meno disponibili alla convivenza preferendo il lavoro a ore.

Caregiver sempre più soli

L’emergenza quindi è sempre più l’anziano solo e con lui il caregiver. Una malattia degenerativa cronica dura dai 12 ai 15 anni, e in questo periodo il caregiver dimentica sé stesso. Molti vorrebbero lasciare il loro lavoro per occuparsi del proprio familiare, altri si sentono “stretti in gabbia”. In questo quadro complesso e gravoso, passare dall’assistenza “fai da te” alla qualificazione del lavoro di cura potrebbe essere una risposta, ha detto Valeria Gentili della cooperativa Between che da anni si occupa di cura e collabora attivamente con Asp del Rubicone.  

“Se un’assistente improvvisata aumenta lo stress del caregiver, un’assistente formata lo riduce” ha sottolineato Sergio Pasquinelli, tra gli esperti presenti al seminario, presidente dell’Associazione per la ricerca sociale e autore del quinto report di ricerca Fidaldo realizzato dall’Istituto di ricerca Irs di Milano, secondo il quale, sulla base dei corsi promossi dalle Regioni, le badanti formate ogni anno sono stimate tra 3 e 4 mila: circa l’1% del totale.

Una “Boccata d’aria”

La formazione professionale dei badanti è stata oggetto di recente regolamentazione di legge (decreto ministeriale del 19 settembre 2025) in cui per la prima volta si parla di qualifica professionale e si fissa a 70 le ore minime di formazione richieste per potersi qualificare in questo ambito e ottenere quindi i relativi riconoscimenti anche previdenziali. Come ha detto Federico Boccaletti,  vicepresidente della cooperativa “Anziani e non solo” dell’Unione Terre d’argine e autore del libro “Nuove dimensioni di cura” (2026), un’assistente capace trasforma il caregiver da vigile h24 a familiare che può tornare a fare il figlio/coniuge. Non più “fare per” ma “stare con”.

Sempre dall’Unione delle Terre d’argine è arrivato un esempio concreto di come dare sollievo al caregiver. Si tratta del servizio, gratuito “Boccata d’aria”, erogato  – ha spiegato l’assistente sociale Anna Masucci – tramite una piattaforma che mette a disposizione ore gratuite di assistenza familiare a domicilio, alleggerendo così il carico fisico ed emotivo del familiare che cura. Il supporto, di quattro ore settimanali, che possono diventare anche un intero fine settimana.

Cosa si fa nel Rubicone

Durante il seminario si è tracciato anche un bilancio sui servizi di supporto alla non autosufficienza gestiti dall’Asp del Rubicone per conto dell’Unione dei Comuni Rubicone e Mare. Lo Sportello Infocarer, nato per accogliere le famiglie (spesso dopo improvvise dimissioni ospedaliere), ha registrato 10.488 accessi negli ultimi 11 anni, offrendo orientamento a 4.833 persone, supportando la ricerca delle assistenti familiari, la contrattualizzazione e l’inserimento in casa. Gli spazi di aggregazione Elsa attivi dal 2005 a Gambettola, Cesenatico e Savignano per far emergere il lavoro sommerso e sostenere le assistenti familiari straniere e italiane, hanno superato gli 11.000 accessi (3.172 lavoratrici coinvolte) nell’ultimo decennio, offrendo ascolto, aiuto nella stesura dei curricula e percorsi di qualificazione.

Dal 2015 l’Asp ha formato sul territorio oltre 590 persone tra familiari e badanti, grazie a un team socio-sanitario flessibile (medici, infermieri, psicologi, fisioterapisti).

A Cesenatico e San Mauro Pascoli un progetto per i Giovani caregiver

Una delle realtà più toccanti e innovative presentate riguarda i Giovani Caregiver: bambini e ragazzi che, dopo la scuola, rinunciano alla spensieratezza della loro età per assistere un genitore malato o un fratello disabile. L’Unione Rubicone e Mare e l’Asp si occupano di questa realtà invisibile dal 2018. Dopo una prima sperimentazione a Longiano nel 2021, è oggi (nel 2026) in atto un nuovo progetto in collaborazione con gli psicologi del Centro per le famiglie presso la scuola secondaria di I Grado “Dante Arfelli” di Cesenatico e l’Istituto Comprensivo di San Mauro Pascoli, volto a tutelare il diritto allo studio e il benessere psicologico dei giovani assistenti.

La rete contro il decadimento cognitivo: dalla prevenzione al sollievo

Il report di Asp ha messo in luce una filiera di servizi specialistici, nati a partire dal 2010. Nell’ambito della prevenzione dal 2011, 548 anziani sani hanno frequentato i corsi per allenare la mente come un muscolo e prevenire il declino. Oltre 500 persone con lievi difficoltà cognitive sono state seguite da psicologi esperti, mentre i Centri di incontro (attivi dal 2019 con 171 partecipanti) hanno offerto ginnastica dolce e socializzazione per abbattere il muro della diagnosi. Per le demenze moderate e avanzate i Gruppi Insieme hanno sostenuto 1.413 persone dal 2011, garantendo al contempo qualche ora di sollievo settimanale ai familiari. Per le fasi più avanzate, gli storici Caffè al Rubicone e Caffè del Mare (attivi dal 2010) hanno accolto quasi 1.000 persone, offrendo spazio e merende contro l’isolamento e lo stigma sociale della malattia. Sul fronte del supporto psicologico ai familiari i Gruppi Caregiver dal 2017 hanno aiutato 201 famiglie a gestire lo stress emotivo, insegnando loro a guardare il proprio caro con occhi nuovi e consapevoli.

A chi rivolgersi

Contatti e Informazioni per i cittadini: Per accedere ai servizi o richiedere consulenza, le famiglie possono rivolgersi allo Sportello Infocarer (martedì e giovedì 14:30-17:30, venerdì 9:00-13:00) al numero 0541 809686, scrivere a infocarer@aspdelrubicone.it o consultare il sito internet www.aspdelrubicone.it.