I gesti di Leone
In un minuto la visita di Leone XIV a Lampedusa. È il titolo di un video che propone Vatican news.
Da vedere. In breve racconta per immagini quello che è successo sabato scorso, nel punto più a sud dell’Europa (cfr pag. 11 edizione cartacea ). Il Papa, nel giorno in cui gli Usa hanno celebrato i 250 anni dall’indipendenza, si è recato nel luogo in cui tanti emigranti trovano approdo, al centro di un mare che troppe volte si trasforma in cimitero.
Leone ha avuto parole forti. Ha parlato di “responsabilità epocale per l’Europa” di fronte alle sfide delle migrazioni, non più un evento emergenziale, ma un dato di fatto con il quale siamo chiamati a fare i conti. Gli stessi Stati Uniti d’America hanno avuto origine e traggono la loro forza dalla mescolanza di popoli che si è creata nei decenni grazie alle migrazioni. Non riconoscerlo significa non capire la realtà e piegarla a proprio vantaggio.
Prevost ha parlato molto per gesti, nel suo breve viaggio a Lampedusa.
Lui stesso ha detto che non c’era bisogno di tante parole. Ha lasciato parlare i fatti. Si è recato sulle tombe senza nomi e senza fotografie di tanti che hanno trovato la morte nel mare Mediterraneo.
Ha deposto un mazzo di fiori, si è fermato in preghiera davanti all’unico cippo con un volto, quello di Yusuf, un bimbo di sei mesi morto nel 2020. Ha toccato i resti dei barconi sventrati dalle onde mentre solcavano il mare che separa l’Italia dall’Africa. Si è fermato a meditare. Ha attraversato la porta d’Europa, con un gesto che ha avuto un significato molto forte, a tratti commovente. Ha preso per mano un bambino rimasto senza mamma, poi accolto da una famiglia italiana. Ha varcato quella soglia.
Chissà cosa avrà pensato? È passato oltre. Si è arrampicato su quegli scogli, ha mostrato le sue scarpe nere, ha guardato il mare, lontano, custode di troppi segreti e di sogni inghiottiti per sempre.
Si è recato al porto Favarolo, da sabato scorso intitolato a papa Francesco. Si è avvicinato a quella stele dedicata al suo predecessore che qui fece il suo primo viaggio. Ha toccato quelle pietre come a voler condividere quanto detto e fatto da Bergoglio in tema di immigrazione.
La Chiesa prosegue il suo cammino. Guarda avanti, abbraccia le povertà del mondo. Se le carica sulle spalle e non tace davanti alle ingiustizie. Le denuncia e avvia dialoghi, apre strade, favorisce l’incontro. Oggi con Leone XIV come ieri è accaduto con i suoi predecessori. Senza soluzione di continuità.
