Scelte coraggiose

Impennata per l’inflazione. Dal 4,2 per cento del periodo settembre 2025-settembre 2026, si è passati al 5,4 annuo registrato in ottobre. Incidono su queste percentuali gli aumenti dei prezzi dei carburanti che alla pompa sfiorano i due euro per la benzina e superano i 2,2 per il diesel. Con l’aumento dei costi di trasporto, tutti gli altri beni subiscono rincari.

È così che si erode il potere di acquisto delle famiglie italiane. Con salari e stipendi al palo e prezzi in costante ascesa, i cittadini faticano sempre di più a far quadrare i conti. Pressati come siamo tutti, diventa ogni giorno sempre più complicato decidere verso quali bisogni indirizzare le proprie risorse economiche. C’è chi si trova di fronte a scelte difficili: curarsi o pagare affitto e bollette? Gli indicatori dicono che spesso si soprassiede e non si tutela la salute per mancanza di fondi.

È il problema dell’Italia, quello della mancata ascesa delle retribuzioni. In questi giorni, ma accade già da tempo, economisti più o meno famosi fanno circolare online semplici grafici in cui il Belpaese è agli ultimi posti tra i 38 membri Ocse. Dal 1990 al 2024 l’andamento degli stipendi reali segna per l’Italia un bruttissimo -1,6 per cento. In mezzo ci sono stati governi di tutti i tipi, è bene ricordarlo. La media Ocse vede un +35 per cento, con la Spagna a +12,9, la Germania al 32,9, la Francia al 33,4, il Regno Unito al 48,4 e gli Usa al 50,5 per cento.

Con questi andamenti del costo della vita e dei salari reali, con l’inflazione tornata a correre, le famiglie, che sono ancora il più grande ammortizzatore sociale, sono e saranno sempre più in crisi.

Le pensioni vengono tagliate e non vengono più indicizzate. Entro breve saranno tutte calcolate con il sistema contributivo, meno oneroso per lo Stato, più avaro per chi li incasserà. Tutto questo causerà un ulteriore impoverimento generale che rischia di sfociare in uno scontro sociale.

Quando le risorse sono poche, ci vuole ancora più coraggio nelle scelte. È quello cui è chiamato il governo. Privilegiare casa e scuola, invocano in tanti, mentre nella manovra che sta per essere approvata sembrano prevalere flat tax e pensioni a 64 anni. Il drammatico calo delle nascite imporrebbe robuste misure in favore di giovani e famiglie. È qui che si gioca il futuro del nostro Paese chiamato a non voltarsi indietro, ma a guardare avanti. Occorre buttarsi.