Domenica 26 luglio – 17esima Domenica Tempo ordinario – Anno A

IL REGNO DEI CIELI? UNA MÈTA DA CERCARE E COSTRUIRE

1Re 3,5,7-12; Salmo 118; Rm 8,28-30; Mt 13,44-52

Anche se nei Vangeli troviamo molteplici spiegazioni non è attraverso queste che riusciamo a capire cosa sia il Regno dei cieli. Un tesoro, una perla, una rete, un granellino di senape, lievito? Tuttavia le parabole, collegandosi e completandosi l’una con l’altra, suggeriscono, a chi legge, la via per entrarvi: riconoscere il Regno dei cieli come il bene più prezioso verso il quale orientare la propria vita.

Un bene che, sì, è vicino ma, va trovato e “comprato”. Non un luogo da raggiungere ma una realtà da cercare e costruire ogni giorno accogliendo la volontà di Dio.

Se allarghiamo poi lo sguardo a tutto il Vangelo ne scopriamo anche il percorso: accogliere la chiamata di Gesù, fare la volontà del Padre, vivere la giustizia del Vangelo (quella del Discorso della montagna), seguire Cristo fino a lasciare tutto.

Il contadino trova il tesoro quasi per caso; il mercante, invece, è un cercatore. C’è chi incontra il Signore in modo inatteso, attraverso un avvenimento, una persona, una prova. C’è chi lo cerca per anni, con pazienza e inquietudine. Dio si lascia trovare da chi, in modi diversi, apre il cuore alla sua presenza.

Quando questo incontro è autentico, anche le scelte più impegnative non sono vissute come una sottrazione, ma come la conseguenza naturale di una scoperta. Non si lascia qualcosa perché si è costretti, lo si lascia perché si è trovata una pienezza più grande. 

La parabola della rete, invece, introduce una nota di realismo. La rete raccoglie ogni genere di pesci e solo alla fine avviene la separazione.

Gesù ricorda così che il tempo presente è il tempo della misericordia di Dio.

Nella Chiesa convivono santità e fragilità, fedeltà e incoerenza. Non spetta a noi anticipare il giudizio finale perché nel corso della vita è offerta a tutti la possibilità della conversione. La domanda che queste parabole pongono a ciascuno di noi è molto semplice: qual è il tesoro per il quale stiamo spendendo la nostra vita? Gesù non promette una strada senza sacrifici ma una gioia capace di dar loro un senso.

È la gioia di chi ha scoperto che il Regno non è una ricompensa lontana ma una presenza che, già oggi, rende nuova l’esistenza. Infine lo scriba ci insegna che chi accoglie il Vangelo non rinnega la propria storia, ma la rilegge alla luce di Cristo. La tradizione non è un peso da conservare gelosamente, né la novità una moda da inseguire. Solo chi continua a lasciarsi sorprendere dalla bellezza del Vangelo può parlare di Dio con parole antiche e sempre nuove.